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Il SUP è uno sport Crossover rispetto ad altri sport acquatici come Il Surf da onda, l'Outrigger, il Windsurfing ed il Kiteboarding. Questa sezione del sito è dedicata a questi ultimi sport che sono, appunto, complementari con lo Stand Up Paddling.

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CABRINHA Crossbow 13 2011 Review

Inserito in Kiteboarding

Crossbow 13 review

Nel mondo del kiteboarding pochi prodotti hanno realmente rappresentato una autentica innovazione tecnica, il Cabrinha Crossbow è uno di questi. Bruno Leigagnoux nel 2006 introdusse una nuova tipologia di ali: i bow kite, ali con la leading edge brigliata ed un sistema di carrucole poste anche sul boma che ne aumentavano la reattività. Il Takoon Nova ed il Cabrinha Crossbow furono i primi bow kite ad affacciarsi sul mercato. Ma quale era il vantaggio di una simile tipologia di ali? Innanzi tutto il fattore depower: la possibilità di depotenziare l’ala sotto raffica aveva raggiunto livelli ritenuti prima inimmaginabili. Rimanendo agganciati al trapezio ed alzando la barra attraverso il lungo depower il kite poteva essere quasi completamente sventato. Non solo. Il profilo più piatto rendeva tali ali, a parità di superficie con un C shape, decisamente più potenti di una misura circa. Un ala da 12 era paragonabile ad un 14 ma sventava come un 9! Il sogno dei kiteboarders si realizzava. Io fui uno dei primi a dotarmi, grazie alla Cabrinha di Maui, di un Crossbow e quando entusiasticamente inizia a magnificarne sui forum nazionali le splendide doti fui letteralmente assalito dai soliti soloni nostrani. Alcuni parlavano di marketing, altri di moda. Non per vantarmi affermai allora che nel giro di due anni l’assoluta maggior parte delle ali sarebbe stata sviluppata su quel concetto. Non sbagliavo. Oggi il 90 per cento dei kite in commercio sono sviluppati su base SLE (supported leading edge) dei quali i bow kite erano gli antesignani. I classici C shape sono rimasti, come avevo previsto, un prodotto di nicchia riservato ai freestyler più incalliti. Fatta questa premesse torniamo al Crossbow. Siamo alla quinta generazione e nel corso di questi anni l’ala si è affinata mantenendo però alcune caratteristiche essenziali: la stabilità, la potenza ed il fattore depower. Nel prosieguo vedremo meglio quali sono le caratteristiche dell’ala con la quale ho ormai collezionato un gran numero di session.

OVERVIEW

Finalmente la sacca Cabrinha è al livello della concorrenza. Riporre in essa l’ala è alquanto agevole e se si desidera mantenere i bladder secondari gonfi…voilà, ecco che una seconda sacca in dotazione ci viene incontro. Passiamo al boma. Il sistema di sicurezza adottato dall prestigiosa brand hawaiiana si chiama IDS (Intelligent Depower System). Al di sotto del boma stesso ed in corrispondenza dell’aggancio al chicken loop è posto un funghetto il rilascio del quale fa sì che l’ala rimanga depotenziata e “fileggi” su due linee. Esiste anche un pallino che consente di liberarsi completamente di essa, a prescindere dal fatto che il leash di sicurezza sia connesso. SI tratta di un insieme molto pulito e pratico senza inutili fronzoli che potrebbero comprometterne l’efficacia complessiva. In alto accanto alle tradizionali regolazioni del chicken loop troviamo una novità che caratterizza la versione 2011: una molla denominata “recoil”. Non bellissima a vedersi consente di operare l’unspin delle linee dopo un salto con rotazione lasciando con le mani il boma. Anche in questo caso l’efficacia di tale sistema è assoluta. Per chi desidera rinunciare a questa feature è anche possibile rimuovere la molla. Un'altra innovazione del model year 2011 era rappresentata dalle linee monofilamento ma queste ultime sono state recentemente sostituite gratuitamente su tutte le ali per potenziali problemi di stretching. Per quanto attiene la barra in sé il grip è stato migliorato con l’adozione di un rivestimento più resistente. Passiamo all’ala. Le carrucole sulla leading edge sono rimaste così come le regolazione delle back lines. Regolazione esterna: pressione di barra maggiore e viceversa con la regolazione più interna. Personalmente consiglio di lasciare inalterato il settaggio “esterno”. Veniamo ora alle risultanze del test.

Peso rider: 72 Kg.
Tavole usate: twin tip 139X43, 149X49, race 178X59
Vento: dai 7/8 nodi fino ai 18

CARATTERISTICHE DI VOLO

STABILITA’: assolutamente eccellente, l’ala non stalla con vento leggerissimo e tiene sotto raffica nel vento sostenuto.

LOW END/GRUNT: pur essendo il feeling di barra piuttosto morbido la potenza c’è tutta. Con una tavola race è possibile stringere la bolina con pochissimo vento (8 nodi). Con un generoso twin tip ci si inizia a divertire sui 10.

UPPER END: l’ala divora le raffiche senza problemi.

BOLINA: uno dei pregi del Crossbow, associato ad una moderna race consente di raggiungere angoli impressionanti.

LASCO: sempre in accoppiata con una tavola race galleggia in aria anche ad angoli larghissimi non denotando mai problemi di stabilità anche quando le linee tendono a perdere tensione. E’ l’ala race di Cabrinha e si vede!

VELOCITA’: Pur non essendo un’ala velocissima il Crossbow può generare vento apparente attraverso movimenti abbastanza ampi.

FEEDBACK DI BARRA: nonostante una pressione di barra morbida l’ala trasmette un feedback molto preciso tanto che si può collocarla con precisione in finestra per trarre il massimo in andatura e nei salti.

LIFT: eccellente. Il Crossbow consente di saltare molto in alto, a patto che il movimento di barra sia deciso.

HANG TIME: eccellente: si rimane in aria ed è possibile arricchire i salti con rotazioni anche multiple.

RIPARTENZA: con la giusta tecnica è possibile far ripartire l’ala con pochissimo vento.

POP: discreto.

UNHOOKED JUMPING: possibile ma non consigliato, l’ala è molto potente.

WAVE RIDING: ala poco indicata nelle misure grandi al wave.

 

CONCLUSIONI

Il Cabrinha Crossbow 13 2011 è un’ala destinata ad un rider che alterna freeride, hooked freestyle e race. In questi tre campi eccelle. Nei salti il lift e l’hang time consentono di divertirsi anche con vento medio debole. Nei limiti superiori si trasforma in autentico ascensore, a patto di condurlo in modo dinamico e reattivo. Nel racing è estremamente performante. Per questa disciplina anche se la Cabrinha ne ha realizzato una versione in tessuto speciale quella normale si comporta benissimo. Un rider di 70 Kg. Utilizzando una moderna race può planare e stringere la bolina partendo da 8 nodi. In definitiva, escluso un uso wave e unhhoked freestyle, il Crossbow 13 è uno dei prodotti migliori per divertirsi in condizioni marginali. Il bello è che se il vento aumenta quest’ala si trasforma in un autentico “ascensore” divorando senza problemi anche le raffiche in eccesso. Insomma siamo di fronte ad un prodotto di riferimento capace di regalare al rider tante ore di divertimento senza problematiche di trimming. Caldamente raccomandato.

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Flysurfer Flyrace Kiteboard Review

Inserito in Kiteboarding

 

Flyrace

 

Il kiteboarding è uno sport relativamente giovane, essendosi sviluppato essenzialmente negli ultimi dodici anni. In questo arco di tempo pochi prodotti realmente innovativi hanno caratterizzato il progresso progettuale e realizzativo delle ali e delle tavole. La Flyrace 2011 rappresenta senza ombra di dubbio uno di questi. Da tre anni una nuova disciplina si è rapidamente diffusa tra i kiters, quella del racing. A similitudine di quanto avviene nel windsurf in questa disciplina i praticanti si affrontano in un percorso misto upwind e downwind oppure su una lunga distanza (long distance). Le tavole direzionali si sono dimostrate in tale disciplina molto performanti tanto che gli shaper hanno sviluppato linee d’acqua sempre più aggressive che, in sinergia con lunghissime pinne, hanno incrementato le prestazioni nelle varie andature, sia in termini di velocità che di angolo. Anche la tecnica di conduzione si è dovuta adeguare tanto che nei lati upwind la strambata è stata sostituita dalla virata, manovra questa molto più difficile da apprendere. Oggi una caduta in inversione costa ad un regalante una sicura sconfitta in regata. Così lo shaper della prestigiosa casa teutonica Flysurfer Eddie Lansink in sinergia con il proprio team ha pensato di sviluppare una tavola twin tip ad altissime prestazioni che potesse competere con le race board direzionali senza però comportare le difficoltà della strambata e della virata. E’ nata così la Flyrace 2011. Vediamola da vicino per scoprirne i segreti.
Le dimensioni (173 X 48) e la forma ricordano quelle della Flydoor XL del 2010 ma le similitudini finiscono qui. La tavola è infatti dotata di ben sei pinne in G 10 da 6 cm.  e, sul bordo sopravento, di una deriva centrale di 34 cm., anch’essa in G 10, regolabile tramite un ingegnoso sistema a baionetta. Questo sistema richiama vagamente quello adottato sulle vecchie tavole da windsurf. A prua ed a poppa sono disposte in corrispondenza dei bordi ed al centro tre pinne. La carena presenta un monoconcavo 3,6 mm.. La tavola al pari delle tradizionali race ed a differenza dei comuni twin tip va portata piatta o leggermente sbandata. Per facilitare tale stance i pads presentano un inusuale scalino che vede la parte più alta posta verso il bordo sottovento. Non si era mai visto nulla di simile su di un twin tip. La deriva di tipo a baionetta è regolabile tramite un ingegnoso sistema che essenzialmente, per il blocco nella posizione prescelta, prevede un elastico che schiacciando la deriva sul supporto in vetroresina la tiene ferma. Per il resto la finitura della tavola è, come ci ha sempre abituato la Flysurfer, davvero eccellente ed i colori bronzo e bianco si sposano magistralmente con la serie delle ali foil DLX. Veniamo ora al test di questo eccezionale prodotto.

 

BOLINA
Già con due terzi di deriva immersa la tavola risale il vento come un missile. L’angolo di risalita è impressionante e non fa rimpiangere minimamente una raceboard tradizionale.


GRAN LASCO
A patto di essere ben invelati e con la deriva alzata la Flyrace è capace di scendere larga e velocissima. La conduzione in questa andatura  richiede sul chop sensibilità, allenamento ed una certa dose di coraggio.Con soli 12 nodi ed un 13 ho raggiunto una velocità di quasi 35 Km./h.

VELOCITA’
Semplicemente eccezionale in tutte le andature ma in caso di rilassanti cruising session si può anche navigare a velocità medio bassa.


CONFORT NAVIGAZIONE
Spingendola al limite è una tavola abbastanza fisica ciò nondimeno è possibile uscire anche in caso di onda formata.


MANOVRABILITA’

Abbastanza reattiva ma in fondo l’unica manovra carving che le si può chiedere è l’inversione stile twin tip.


JUMPING
Pensavo che saltare con la Flyrace fosse molto complicato ma non è così. In questo caso si deve però tener presente che la deriva immersa causa nello stacco un leggerissimo ritardo! Gli atterraggi risultano piuttosto semplici.


CONCLUSIONI

Nel corso delle session condotte con la Flyrace ho potuto effettuare anche dei riscontri velocistici con il GPS confrontando poi i dati con quelli ottenuti con la mia tavola direzionale (Campione d’Italia 2010) la Newind. Ebbene le velocità ottenute sono molto simili e ciò denota l’assoluta competitività anche in regata della Flyrace con l’enorme vantaggio di non richiedere la strambata o la virata per cambiare direzione. Tavola camaleontica, Dr. Jekyll e Mr Hyde, può essere usata con successo in regata ma si comporta bene anche nel puro freeride. Saltare con la Flyrace richiede un minimo di adattamento ma poi con essa è possibile effettuare manovre discretamente complesse…..a patto di non cadere sulla lunga deriva in caso di errore. Navigare e scoprire nuovi tratti inesplorati di costa alternando inversioni tradizionali ed aeree è qualcosa di meraviglioso, oserei definirlo un privilegio concesso solo alla Flyrace. In definitiva si tratta di un prodotto davvero innovativo tale da soddisfare il rider di ogni livello, compreso il regalante incallito. Per me si tratta di una delle tavole migliori mai testate dagli albori del kiteboarding ed un riferimento futuro per tutti i produttori.


PREGI
: velocità elevatissima, bolina e lasco da sogno,duttilità,qualità realizzativa top notch,  facilità di trasporto.


DIFETTI: tavola faticosa sul chop se portata al limite.

 

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Shinn Capri GT Review

Inserito in Kiteboarding

Shinn Capri GT

Shinn capri GT. A molti di voi questo nome non dirà nulla ma per chi come me era alla ricerca di una tavola da kite che richiamasse l’ormai trascorsa epoca “old mutant style”, beh ecco un prodotto davvero interessante! Anni fa alcune tra le tavole vincenti nel freestyle erano di tipo direzionale con la capacità anche di navigare scambiando prua e poppa mantenendo quindi una certa caratteristica di bidirezionalità.

 Inutile dire che nel bordo di forza (pinne grandi dietro, piccole avanti) tali tavole esprimevano molto più di un comune twin tip le doti velocistiche e di carving, mentre nel bordo debole (pinne grandi avanti, piccole dietro) la velocità di conduzione e la manovrabilità ne risentivano parecchio. Era il periodo dei board off manovre nelle quali i rider più forti durante salti stratisferici si toglievano la tavola dai piedi ruotavano svariate volte, “flippavano” la tavola stessa in aria e poi atterravano con i piedi di nuovo nelle straps. Mark Shinn divenne il campione del mondo proprio applicando ad arte questo stile. Ma non bisogna neanche dimenticare i mitici Robby Naish e Flash Austin che con i loro mutant affrontavano venticinque fette di onda ad Ho’okipa e Lanes. Ora, di questo stile è rimasto poco ma chi come me ha continuato ad usare tavole mutanti (Naish Alien 137, Naish MTX, Naish Pro Edition 4,10) ha sempre nutrito la speranza che un tipo di tavole direzionali non progettate per il puro surfing venisse sviluppato di nuovo.

Neanche a farlo apposta qualche tempo fa mi è caduto l’occhio sul catalogo della Shinn boards….eh, sì, proprio la brand dell’ex campione del mondo Mark Shinn. Che cosa ho visto? Una stranissima tavola direzionale con la poppa a coda di rondine e configurazione bifin che spinge il concetto mutant verso terreni inesplorati. La tavola ha una grafica minimalista ed affascinante, la costruzione appare di altissimo livello. Le ridotte dimensioni di 140X41 la rendono il più piccolo direzionale in commercio, poi il rocker e lo scoop appena accennati ne fanno intuire un uso più orientato all’acqua piatta che all’onda od al choppone. Infine il volume, praticamente assente ed i bordi sottilissimi da tavola twin tip la pongono nel campo delle tavole da manovra e tricks. Saranno queste caratteristiche confermate in acqua? Eccoci alle risultanze del test.

 Shinn Capri GT

BOLINA
La tavola risale il vento senza sforzo a patto di mantenere una velocità adeguata. In  caso contrario le piccole dimensioni e la conseguente relativa portanza possono generare fenomeni di impuntamento del rail sopravento.
VELOCITA’
Un missile! La velocità di navigazione alle andature portanti ha qualcosa di incredibile.
CONFORT NAVIGAZIONE
Tavola poco confortevole e faticosa sul chop incrociato che essendo colpito a velocità molto elevata determina un certo affaticamento alle gambe. Il flex della tavola aiuta relativamente.
CARVING
Non ci sono onde? Bene, con la Shinn ed un’ala veloce si possono disegnare velocissime curve su acqua piatta ad esempio partendo in fakie e ripristinando l’andatura “regular” durante la carvata di inversione. Per i neofiti del wave è possibile allenarsi persino in acqua piatta!

MANOVRABILITA’
La tavola è davvero reattiva e reagisce immediatamente alla pressione dei piedi. Non è un twin tip e quindi se si vuole navigare nella stance migliore su entrambi i bordi....si deve strambare. Questa manovra per essere completata con successo richiede che la tavola sia portata in curva ad alta velocità altrimenti l’impuntamento è garantito. Peccato che la coperta non sia dotata di antisdrucciolo. Per quanto concerne la virata, questa è semplicemente impossibile stante la cortissima prua e l’assenza di volume. L’andatura in fakie è davvero semplice.
WAVE RIDING
Su onde piccole la surfata risulta incisiva e divertente. Il passaggio rail to rail è immediato.
JUMPING
L’elevatissima velocità della tavola fa sì che i salti siano davvero alti, decisamente più alti che con un twin tip. L’energia che si libera invertendo l’ala risulta davvero esplosiva! Gli atterraggi risultano piuttosto semplici ma vanno condotti sempre lungo il corretto asse di manovra.
POP
La Shinn non è un twin tip da freestyle, il pop risulta decisamente ridotto.

IN DEFINITVA
Nel corso di questi ultimi anni poche tavole mi hanno trasmesso forti emozioni. La Shinn è una di queste. Classificarla in un preciso ambito risulta alquanto difficile. Ricorda vagamente le vecchie tavole mutant (Naish MTX, Naish Alien) ma senza mantenere elevate caratteristiche di bidirezionalità a causa dell’assenza di pinne in prua. L’elevatissima velocità la rende una autentica macchina da salto e da carving. Volare e trasformare una giornata di acqua piatta in una giornata wave (con i dovuti distinguo s’intende…) costituiscono i valori aggiunti di questo prodotto capace di gettare un ponte sul passato ed unire con esso il futuro. Una giornata con onde piccole si trasforma in pura gioia. La Capri GT è una tavola fisica che predilige l’acqua piatta e tollera appena il chop. Strambarla è difficile ma non impossibile, peccato per l’assenza di antisdrucciolo in coperta che costringe ad usare wax od incollare un pad per favorire tale manovra. Una session con questa tavola non è mai scontata poiché la conduzione richiede una certa attenzione ma una volta stabilito il giusto feeling con essa ecco che un nuovo modo di praticare il kiteboarding si dischiude magicamente davanti a noi. Un modo dove l’altezza dei salti e la velocità di navigazione moltiplicano il grado adrenalinico della session. Se vi piacciono le tavole direzionali la Shinn fa per voi!

PREGI: velocità, carving, small waves riding, jumping.
DIFETTI: tavola piuttosto tecnica da strambare anche a causa dell’assenza di antistrucciolo in coperta, in conidizioni di mare disordinato  risulta piuttosto faticosa. Schizzi d’acqua negli occhi causati dall’urto del rail sul chop.

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Flysurfer Speed 3 21 DLX Review

Inserito in Kiteboarding

Flysurfer Speed 3 21 DLX Review

Nel kiteboarding l’evoluzione dei materiali è scandita saltuariamente da prodotti capaci di rappresentare per gli anni a venire dei riferimenti davvero unici. Parlando di ali potrei citare il Naish ARX, il Naish Torch,  il Cabrinha Crossbow, il Takoon Nova, l’F One Bandit ed ora il Flysurfer Speed 3 21 DLX. Quest’ultima ala di tipo foil,  è il successore della apprezzatissima serie Speed. Esso racchiude in sé tutti i sogni degli appassionati che praticano il kiteboarding nei limiti inferiori di vento. Ala potentissima ma non faticosa, piuttosto reattiva e soprattutto capace di galleggiare in aria con pochissimi nodi, lo Speed 3 21 DLX si è rapidamente imposto come il prodotto più performante del mercato in vere condizioni ULW (Ultra Light Wind). Ormai ho con essa sviluppato un numero impressionante di session nelle quali ho potuto testarne tutte le indubbie qualità, ma di questo ve ne parlerò più avanti. Ma vediamo da vicino le caratteristiche dell’ala. Si tratta di un foil  a celle chiuse capace di ripartire dall’acqua anche in condizioni di vento debolissimo. Il tessuto nella versione DLX è quanto di meglio esista in commercio quanto a leggerezza e qualità costruttiva. Certo, il lusso si paga e lo Speed 3 21 DLX non fa nulla per nascondere la propria esclusività anche quando si procede all’acquisto. Il costo infatti è piuttosto elevato ma viene ammortizzato molto in fretta poiché l’ala è capace di decuplicare le uscite. A ciò aggiungasi che la Flysurfer cambia le ali con una frequenza davvero inferiore a quella delle brand “pump” tanto che un’ala rimane attuale per almeno tre anni. Questo significa non solo rispettare l’utente ma anche sostituire il prodotto solo di fronte ad innovazioni tali da migliorarlo veramente e non solo sulla carta. L’ala ha in dotazione le prolunghe da sei metri davvero utili, se non addirittura indispensabili nei limiti inferiori di vento. Il colore è bianco con il logo Flysurfer dorato.

Flysurfer Speed 3 21 DLX Review

La grafica è minimale ed elegantissima al tempo stesso tanto che il kite pare voglia assumere un aspetto “regale”. Il boma, l’Infinity bar, è piuttosto funzionale anche a livello di sistema di sicurezza che si basa su una quinta linea “cieca” tale da non raggiungere il centro dell’ala ma da accompagnare la front di destra. In caso di emergenza basta tirare il funghetto di attivazione e l’ala rimane a bandiera su una linea depotenziandosi immediatamente. Le operazioni di lift, landing e relaunching sono piuttosto differenti da quelle previste per una ala pump: è necessario studiare bene il manuale ed esercitarsi a riva ed in mare. Una volta sviluppata la necessaria pratica vi troverete tra le mani un prodotto esclusivo, assolutamente straordinario che renderà la quasi totalità delle giornate trascorse al mare….giornate di kite! A patto di avere una tavola da vento leggero con la quale sfruttarne appieno le straordinarie caratteristiche. L’ala lavora in un range elevatissimo, si parte da 6 nodi e si arriva tranquillamente a 16/18 anche se in questo limite superiore la ottimale gestione in manovre tecniche è riservata a kiter di livello medio alto. Fondamentalmente il divertimento inizia da subito e se nel bagaglio tecnico si possiede un numero sufficiente di tricks, beh anche le session nel nulla si animano. Molto meglio che andare dritti e dannarsi l’anima ad ingaggiare altri riders con la tavola race. Inutile dire che una manovra appresa con lo Speed 3 21 DLX in condizioni di vento leggerissimo vale doppio, successivamente si potrà traslarla con vento più sostenuto ed ali piccole.


Veniamo agli elementi caratterizzanti i vari test:

-Tavole: Flydoor XL (170X60), Slingshot Glide 2006 e 2009 (146X46);
- peso rider, 70 Kg.;
- vento, 4/16 nodi;
- mare, calmo, chop medio onda 1 metro.

 

RANGE INFERIORE/LOW END

Assolutamente straordinario. Al momento non esiste nulla di comparabile. Il bello è che l’ala non risulta mai faticosa. Con essa ed una vera tavola ULW si può navigare e saltare a partire da 6 nodi!

RANGE SUPERIORE

Ho portato il 21 con 16 nodi senza alcun problema tirando appena di un quarto il chicken loop. Ragionevolmente per un rider di media esperienza 18 nodi dovrebbero essere il limite entro il quale l’ala risulta ancora divertente.

GRUNT

Notevole ma la pressione di barra non è elevata.

STABILITA’/CONTROLLO

Il triple depower system ereditato dallo Psycho 4 fa sì che il controllo nei limiti superiori di vento rimanga su livelli più che accettabili. La stabilità anche con pochissimi nodi è una delle doti straordinarie dello Speed 3 21 DLX. In moltissime session l’ala non ha mai “luffato” una volta!

CAPACITA’ UPWIND

Straordinaria….e non aggiungo altro.

LIFT

A patto di preparare bene il salto il lift risulta davvero elevato.

HANG TIME

Straordinario, è una delle doti maggiori del 21. Attenzione, quando si stacca occorre accertarsi che sottovento non ci siano ostacoli od altri rider.
Si vola orizzontali come con un parapendio percorrendo grandi distanze!

POP

Si può “poppare” facilmente anche con un twin tip ULW!.

REATTIVITA’

Date le dimensioni non può essere elevatissima. Ciò nondimeno una volta che ci si abitua ai tempi di rotazione dell’ala tutte le manovre hooked sono eseguibili senza problemi, inclusi i kite loop che spesso facilitano la chiusura delle transizioni.

RILANCIO

Eccellente anche con poco vento ma si deve studiare bene il manuale di uso.

WAVE RIDING

Non valutato….per ovvi motivi.

SICUREZZA

Quinta linea cieca su una delle due front. Sistema semplice e sicuro.

CONCLUSIONI

Di gran lunga la migliore ala da condizioni marginali mai prodotta e non solo. Non si tratta del classico elefante difficile da manovrare: quando richiesto anche in condizioni di vento ultraleggero è possibile divertirsi con esso. Stabilità assoluta della versione DLX, bolina stratosferica ed hang time da urlo sono le altre caratteristiche salienti che rendono lo Speed 3 21 DLX l’ala più indicata per divertirsi con poca aria. Se vi piace praticare il kiteboarding e non rimanere a parlare in spiaggia e se vi piace apprendere nuovi tricks con vento leggero questo splendido prodotto fa al caso vostro!

PREGI

Low end semplicemente imbattibile per qualsiasi ala in commercio, bolina ed hang time stratosferici, lift, controllo, facilità di uso, sensazioni uniche che solo un foil può regalare.

DIFETTI

risposta non velocissima agli input di barra ma basta abituarsi, necessità di ampi spazi in spiaggia per distendere i quasi 30 metri di linee.