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21/01/2019

Inserito in Carl Vader Blog

Spot: Litorale di Sabaudia Artiglieria
Vento: Maestrale/Tramontana 12/20 Nodi
Onda: 2 m
Tavola: Liquid Force Lunar Lander 2019
Ala: Duotone Neo 9

Alcune session, come quella odierna, costituiscono un modo per superare i difficili momenti che, ahimè, fanno parte della vita di tutti noi. Ecco che andare in acqua, pur in condizioni di aria gelida, è il modo migliore per trovare nuovo entusiasmo ed affrontare le varie problematiche al meglio. Non solo, oggi uno spot fantastico come l’artiglieria di Sabaudia è deserto, io e Marco siamo gli unici rider presenti. Irreale, anche perché le condizioni sono solide e ci si può divertire alla grande. Il freddo ovviamente è il protagonista della session con l’aria artica da Nord Nord/Ovest che avverto anche indossando la muta da 6 mm. Ma oggi è anche la prima volta che esco con la nuova tavola, giunta nella redazione di www.standuppaddling.it, Liquid Force Lunar Lander. Si tratta di una tavola ibrida, un twin tip che però assicura doti di carving prossime a quelle di una tavola direzionale. La prua e la poppa non sono simmetriche ed in dotazione vengono forniti due pinnette aggiuntive, più grandi per conferire alla tavola una maggiore predisposizione alla surfata. Si tratta di un prodotto dalle finiture eccellenti e comprensivo di un sistema pads/straps ai vertici del mercato. In carena il quadriconcavo risalta subito agli occhi così come i rinforzi in carbonio. Dai primi bordi comprendo subito che la Lunar Lander divora letteralmente il chop. La tavola è morbidissima oltre che per la presenza dei suddetti concavi, anche per le doti di flex particolarmente indovinate. Nei salti stacca ottimamente ed il bilanciamento è simile a quello di un classico twin tip. Ovviamente le doti di surfata sono molto migliori di quelle di una tavola bidirezionale e simili a quelle di un piccolo surfino, a patto di non porre una pressione esagerata sul bordo durante il bottom turn. Nell’up turn è assolutamente importante contare sul tiro dell’ala. Più in particolare, a differenza di un surfino, uscire dal lip senza volume richiede velocità ed appoggio sulla barra. Ovviamente si tratta solo delle prime impressioni ma devo riconoscere che la tavola mi ha piacevolmente sorpreso e la vedo adatta sia per praticare airstyle in condizioni di onda anche formata, alternando ai salti le classiche surfate, sia alle condizioni di vento forte onshore ed onda grossa mushy ed a frames. Ovviamente nulla vieta di usarla in acqua piatta.
Aloha and Godspeed

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