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Sunset Beach PRO Highlights & Riassunto

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Sunset Beach PRO Recap

Mentre cresce l'attesa per il prossimo evento del SUP World Tour non si sono ancora spenti gli echi del contest di apertura di Sunset, di cui vi proponiamo gli highlights ed un riassunto. English version

Confermarsi può essere uno dei compiti più difficili per un’atleta. Raggiunto il successo e la notorietà internazionale egli è spesso posto dinanzi a sfide che vanno dunque aldilà del mero aspetto sportivo e mantenere lo stesso livello di performance può, anche per questo, risultare ostico. Se vogliamo, lo stesso concetto può essere applicato … ad un’onda. Sunset Beach è uno spot che dagli anni 40 ha assunto lo status di “mitico”. La sua onda ha sempre avuto la fama di essere particolarmente difficile da leggere, oltre che potente. Per molti surfisti ha rappresentato un trampolino di lancio, per altri, come sua maestà Kelly Slater 11 volte Campione del Mondo ASP, è sempre stata elusiva in termini di vittorie. Per quanto riguarda lo Stand Up Paddle Surfing, tale spot è stato negli scorsi quattro anni teatro di contest memorabili, anzi epici, in virtù di grosse swell, con onde  consistentemente superiori ai 4 metri. In occasione del contest di apertura dello Stand Up World Tour di quest’anno, comunque, questa fama di big wave spot è stata per la prima volta messa in dubbio da condizioni semplicemente non all’altezza di quelle passate. Ecco che quindi il contest stesso ha in qualche modo ridotto il vantaggio che gli assidui frequentatori di Sunset avevano sui first timers e sui suoi visitatori occasionali.

Chi meglio di Kai Lenny, tre volte ed attuale Campione del Mondo, può descrivere lo spot? Sentiamo cosa dice Kai di Sunset Beach: “Per me non c’è spot migliore per la gara di apertura del SUP World Tour! Quella di Sunset non solo è la mia onda preferita ma continua a piacermi sempre di più anno dopo anno!”. Come dar torto a Kai? Il giovane waterman di Maui ha vinto per tre volte questo fatidico primo evento ed in tutte le occasioni ha finito per aggiudicarsil il titolo di Campione del Mondo. Ma Kai quest’anno non ha avvertito di certo la pressione di difendere una volta di più il titolo, lo dimostra la sua consueta buona attitudine mostrata nei confronti di tutti gli avversari in acqua e fuori nel corso dei 9 giorni di holding period dell’evento. Veniamo quindi ad un riassunto del Sunset Beach PRO 2014.
Detto del waiting period, il contest maschile si sarebbe articolato su tre giorni, il primo riservato ai trials, con i primi 8 classificati che avrebbero guadagnato l’accesso al main event. Quest’ultimo, con 48 partecipanti in totale,  si sarebbe quindi svolto nell’arco di due giorni. I trials mostravano da subito un terzetto particolarmente a proprio agio fra le onde di Sunset: Bernd Roediger ed i fratelli Fisher e Kierano Grant, provenienti questi ultimi dalla Florida.

Arriviamo quindi al primo turno del main event, che vedeva l’eliminazione a sorpresa di atleti del calibro di Kody Kerbox, Sean Poynter e Daniel Hughes. Le condizioni inconsistenti e quindi scarsamente interpretabili lasciavano infatti al caso il responso delle heat. Spesso, infatti, non accadeva nulla per minuti fino a quando un grosso set anomalo non spazzava via quasi tutti gli atleti dalla line up. Alcuni, trovandosi posizionati correttamente per mera fortuna, oltre che per istinto, riuscivano a surfare anche una singola onda che gli garantiva il superamento del turno. Davvero uno scenario inusuale per lo spot hawaiiano! Sia pure in presenza di condizioni così poco leggibili, dei sedici concorrenti che riuscivano ad accedere ai quarti metà erano hawaiiani, fra i quali veri e propri local dello spot come Robin Johnston e Kala Alexander. I rimanenti 8 rappresentavano a quel punto tre nazioni: Australia, Brasile e Tahiti.
Detto delle condizioni atipiche per lo spot, l’altro grande tema della manifestazione era, a quel punto, prendere atto di come lo sport stia progredendo verso una costantemente maggiore presenza di giovanissimi. Teenagers come Bernd Roedier, Mo Freitas e Poenaiki Raioha non hanno infatti perso occasione di mostrare tutto il loro talento, mostrando una ulteriore lievitazione ed evoluzione del tasso tecnico del Tour. Prendiamo ad esempio Mo Freitas che “a bordo” di una tavola da 6’10’’X23’’ pagaiava costantemente con le caviglie sott’acqua nello spostarsi verso e posizionarsi sulla lineup. Dice Mo: “E’ anche più stabile di pagaiarvi sopra la linea di galleggiamento. Non bisogna infatti preoccuparsi del chop con la tavola sott’acqua”. Ebbene, nel guardare questi futuri campioni all’opera non si poteva e non si può fare a meno di immaginare quale incredibile livello raggiungerà questo sport negli anni a venire!

Ma eccoci arrivati ai quarti che vedevano prevalere Kai Lenny, Zane Schweitzer, Keahi de Aboitiz e Caio Vaz. La finale vedeva l’affermazione di quest’ultimo mentre Kai Lenny doveva accontentarsi della piazza d’onore seguito da un Zane Schweitzer piuttosto sfortunato in quanto durante un wipeout il suo leash cedeva e doveva attendere che lo raggiungesse il suo collega di Team Sean Poynter con un’altra tavola. Per quanto riguarda invece Keahi de Aboitiz, che aveva ottenuto nei quarti il punteggio di surfata più elevato, il SUP Surfer australiano conseguiva un ottimo quarto posto, dando comunque l’impressione che nei prossimi eventi sarà un osso duro per tutti.

Podium

Stay tuned per aggiornamenti sul prossimo evento, quello di Alagoas in Brasile.

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