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M2O 21ma edizione -7

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Siamo ad ormai una settimana dalla disputa della ventunesima edizione della M2O.

Come gli appassionati ben sanno, la M2O è sostanzialmente una prova di Downwind, anzi la Regina di tutte le gare di Downwind prone e SUP race (e non solo…), che porta gli atleti ad attraversare l’insidioso Kai’wi Channel che separa l’isola di Molokai da quella di Oahu.

 

  • Il Ka’iwi Channel

Kaiwi Channel

Comunemente noto come il Molokai Channel, il Ka’iwi Channel è l’insidiosissimo tratto di mare che separa l’isola di Molokai da quella di Oahu. Lungo 42 Km (26 miglia) e caratterizzato da una profondità media di circa 700 m, esso è anche noto come “The Bones Channel”, il Canale delle Ossa, battuto com’è dai forti vento di Aliseo per gran parte dell’anno e da mareggiate in oceano aperto che lo rendono una delle rotte più pericolose per tutti i naviganti che lo attraversano. Tonnellate di naviglio sono infatti affondate proprio nel Ka’iwi Channel senza contare la scomparsa, avvenuta nel 1978, di quel personaggio leggendario nel mondo del surf che è Eddie Aikau. Eddie faceva parte dell’equipaggio della Hokule’a, una replica degli antichi catamarani polinesiani waʻa kaulua. L’imbarcazione avrebbe dovuto raggiungere Tahiti, percorrendo quindi la rotta inversa rispetto a quella che portò anticamente i tahitiani alle Hawaii, quando, cinque ore dopo essere salpata, si imbattè in una tempesta proprio nel Ka’iwi Channel che ne determinò la scuffia. Impossibilitato ad inviare una richiesta di soccorso, l’equipaggio decise di rimanere aggrappato agli scafi dell’imbarcazione ormai irrimediabilmente capovolta. Non Eddie Aikau, che riuscendo a recuperare una surfboard di salvataggio presente a bordo, decise di tentare di raggiungere pagaiando prone sulla tavola, l’isola di Lanai per richiedere aiuto. Nel frattempo, dopo una intera notte passata in balia delle onde e del fortissimo vento, l’equipaggio riuscì a segnalare la propria presenza ad un aereo dell’Hawaiian Airlines grazie ad una pistola lanciarazzi. Dopo aver mutato momentaneamente la rotta ed essersi quindi abbassato di quota, compiendo una ricognizione non certo usuale per un aereo di linea, i piloti (l’equipaggio dell’aereo era a conoscenza della scomparsa del natante) segnalarono immediatamente la posizione dell’ Hokule’a alla Coast Guard che solo mezzora dopo fu in grado di recuperare i naufraghi. Purtroppo la sorte di Eddie Aikau fu ben diversa: né il suo corpo né la sua tavola furono mai più ritrovati malgrado le estesissime ricerche condotte nei giorni seguenti. Già icona della watermania e del big wave surfing mondiale, Eddie entrò definitivamente nella leggenda ed il Ka’iwi Channel confermò una volta di più tutta la sua sinistra fama. Come se non bastasse, tornando alla M2O, gli atleti devono percorrere altri 10 Km circa per arrivare al traguardo, spesso in presenza di forti venti frontali e di correnti quasi sempre imprevedibili. In tutto 32 miglia (circa 52 Km) fatte di chop enormi, forte corrente e salti di vento, dove, oltre alla preparazione fisica e mentale degli atleti, a fare la differenza è la tattica di gara, soprattutto per quanto riguarda la rotta da seguire.

 

  • I favoriti

Che la M2O rappresenti la prova di SUP Racing e in genere di sport di pagaia più ambita da tutti gli atleti è un dato di fatto. Come ricorderete, la classe SUP Unlimited vide lo scorso anno per la prima volta l’affermazione di Kai Lenny, che tanto l’aveva desiderata al punto da diventare quasi un’ossessione per il giovane waterman hawaiiano. Ma nelle edizioni precedenti Kai aveva trovato sulla sua strada sempre Travis Grant e Connor Baxter pronti a negargli la vittoria. Ecco, insieme a Kai proprio Travis e Connor completano senza ombra di dubbio il terzetto dei favoritissimi per la vittoria finale con un leggero vantaggio per Travis se, come sembra stando alle previsioni, gli Alisei non soffieranno con forte intensità.   
Fra le donne le favorite sono Sonni Honscheid, vincitrice della passata edizione, Andrea Moller e Terrene Black.

Al solito, stay tuned per un completo report della manifestazione. Nel frattempo, vi proponiamo un fantastico (credeteci) video non a caso intitolato “Inspiration to push to the finish of M2O”.

M2O

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