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Molokai 2 Oahu 2018

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La classica delle classiche. La gara che rappresenta il torneo di Wimbledon per un tennista, o la corsa di Le Mans per un pilota, la Parigi Roubaix per un ciclista, il K2 per uno scalatore.

Potremmo continuare con gli esempi ma speriamo di aver reso l’idea di quella che è la singola prova più massacrante, appassionante, eccitante e motivante per tutti gli appassionanti di sport di pagaia e di prone paddling: la Molokai to Oahu, arrivata  alla ventiduesima edizione e considerata da molti la singola prova in grado di eleggere i campioni del mondo delle varie specialità. L’attesa è quasi finita per tutti gli atleti, circa 300 provenienti da tutto il mondo. La gara si svolgerà infatti domenica prossima 29 Luglio.
Come di consueto il percorso sarà articolato sulle 32 miglia (circa 52 Km) del Ka'iwi Channel, anche noto come Channel of Bones (Canale delle Ossa), che è uno dei tratti di oceano più insidiosi per la navigazione di tutto l’arcipelago hawaiiano, sia per le forti ed imprevedibili correnti che lo attraversano, che per gli impetuosi venti di Aliseo che lo spazzano, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. Come se non bastasse, i Trade Winds creano wind swell che contribuiscono a mettere ulteriormente alla prova gli atleti, sia a livello fisico che mentale.

Map Channel

Correnti, mareggiate, acque frequentatissime da Squali Tigre, fatica ... sono tutti elementi che rendono assolutamente obbligatoria una barca appoggio per ogni atleta. Superfluo aggiungere che la scelta della migliore rotta da seguire è cruciale ed una mossa errata in tal senso può compromettere la gara.
Anche poche centinaia di metri di differenza nella rotta seguita possono esporre il paddle racer a fortissime correnti aventi direzione contraria rispetto al verso di pagaiata. Ne deriva che anche la profonda conoscenza del Ka’iwi Channel ed in generale il saper leggere in anticipo l’evoluzione delle condizioni meteo marine rappresentano quel qualcosa in più che può consentire di primeggiare in una competizione così dura. Sebbene tecnicamente si tratti di una gara di Downwind, nelle passate edizioni è accaduto spesso che nelle acque costiere dell’isola di Oahu, precisamente in corrispondenza di Koko Head, il vento subisse inaspettati salti, tanto da risultare frontale proprio nelle ultime miglia del percorso, favorendo così una ulteriore selezione fino al punto di arrivo, cioè la Baia di Maunalua. Ma lo scenario di gran lunga peggiore è l’assenza di Alisei o il fatto che possano soffiare con debole intensità. E’ vero, si è verificato raramente e, come potete immaginare, la prova in quel caso diventa ancora più massacrante, quasi disumana. Proprio per queste considerazioni la M2O è riservata ad atleti qualificati, preparati sia fisicamente che mentalmente a sfidare l’Oceano.

Lo scorso anno la vittoria era andata in classifica maschile a Travis Grant, non a caso soprannominato Mr. M2O essendo l’atleta ad essersi aggiudicato , primo stand up paddler a completare l’attraversata con un tempo inferiore alle 4 ore, 3:59:52 per l’esattezza. In classifica femminile era invece stata Terrene Black a prevalere, arrivando incredibilmente fra i primi 10 partecipanti, uomini inclusi.
 
Di seguito due video con gli highlights della passata edizione.


Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito ufficiale della competizione al seguente indirizzo:

http://www.molokai2oahu.com

La pagina Facebook è invece consultabile all'indirizzo:

http://www.facebook.com/molokai2oahu?ref=stream

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