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Intervista a Tristan Boxford

Inserito in Interviste

Tristan Boxford

Per gli appassionati di Windsurfing il nome Tristan Boxford non solo riporta alla mente una carriera di successo nel PWA World Tour ma anche epiche session a Jaws. English version

Oggi Tristan è il direttore di “The Waterman League”, l’organizzazione che ha portato alla luce il primo vero circuito professionistico di SUP Surfing e cioè il SUP World Tour, che lo scorso anno ha incoronato Kai Lenny come primo campione del mondo della specialità. Dopo il primo, spettacolare evento del 2011, svoltosi a Sunset, abbiamo intervistato brevemente Tristan (come sapete, nel frattempo è stato disputato anche il contest di La Torche e siamo ad un giorno dall’inizio di quello di Tahiti n.d.r.)

SUP.it: Benvenuto nella nostra virtual press room, Tristan! Essendo io stesso un appassionatissimo di Windsurfing, vorrei iniziare l’intervista con un aneddoto che ti riguarda e che si riferisce ai tempi in cui andavi a scuola. E’ vero che hai utilizzato una tavola da Windsurf, veleggiando sul Tamigi, per recarti presso l’Istituto scolastico?

Tristan: E’ vero che l’ho fatto ma i media hanno un pò ingiantito la cosa. In quegli anni vivevo in una abitazione situata lungo una strada che costeggia il Tamigi dove sin da bambino vi ho praticato la canoa, il Windsurf e addirittura il nuoto. Così, crescendo, essendo già un windsurfer sponsorizzato ma avendo come obiettivo quello di iniziare una carriera professionistica in tale sport, il recarmi a scuola sulla tavola mi sembrò un mezzo originale ed interessante di promozione. Del resto la mia scuola all’epoca distava circa 6 miglia e si trovava proprio in corrispondenza del fiume. Si è trattato di un periodo molto divertente ed il fatto di essere stato in grado di concepire qualcosa del genere divenne di interesse per i media, tanto che testate del Regno Unito, tedesche, francesi e persino giapponesi continuavano a chiamare la scuola per cercare di intevistarmi!


SUP.it: Possiamo affermare senza tema di smentita che il SUP World Tour 2010 ha avuto un notevole successo. Cosa ci puoi dire della edizione di quest’anno appena iniziata? Ritieni che vedremo un coinvolgimento di atleti, media e sponsor addirittura superiore? Inoltre, come non parlare di Kai Lenny, che a soli 18 anni è l’attuale campione del mondo (e vincitore dei primi due eventi n.d.r.). Alla sua giovane età appare già come l’atleta esperto e consumato da battere, se si prendono in considerazione giovanissimi come Bernd Roediger, lo stesso fratello di Kai ecc. E’ un enorme passo avanti per uno sport che è stato all’inizio bollato come ideale per persone mature ed anziane. Pensi che tale sport sia in grado di attirare leve sempre più giovani?

Tristan: Lo scorso anno lo Stand Up World Tour è stato caratterizzato da una serie di fattori positivi. Fra di essi quelli che vorrei ricordare sono:
1) Il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani. Solo nel 2009, in seguito ad un evento esibizione che avevamo organizzato, molti pensavano allo Stand Up Paddle Surfing come ad uno sport destinato essenzialmente ai Waterman maturi, cioè ad atleti che avevano fatto il loro tempo in altri sport acquatici e che vedevano questo nuovo sport in termini di sfida ed evoluzione del loro repertorio tecnico. Naturalmente, che queste leggende viventi siano state e saranno ancora impegnate nel SUP non è in discussione, ma ciò che è accaduto è che una generalizzazione come quella di cui sopra è stata semplicemente spazzata via nel 2010 con l’incoronazione di Kai Lenny come primo campione del mondo e quindi di un diciottenne. E non dimentichiamoci che il vincitore dei Trials di Sunset ha 15 anni, così come altri talenti come Riggs Napoleon ed il fratello più giovane di Kai, Ridge Lenny, dimostrando non solo di essere estremamente preparati ma anche in grado di lottare per il titolo. Con la introduzione della “Na Kama Kai” (“Figli del Mare” in hawaiiano) Youth Challenge all’inizio di quest’anno, abbiamo visto un coinvolgimento dei giovanissimi, tanto che nell’ultimo evento di La Torche tale trofeo ha registrato la partecipazione di 12 ragazzini sotto i 15 anni di età. Con il succedersi degli eventi, sta diventando chiaro che questo positivo influsso è in continua crescita e dà un ulteriore abbrivio a tutto il Tour.
2) Durante le tappe del 2010 abbiamo avuto l’entrata di numerosi talenti locali, a cominciare dalle Hawaii, per poi passare dalla Francia, Tahiti, Brasile per tornare alle Hawaii. Queste partecipazioni a livello locale sono state poi seguite per la maggior parte degli atleti, dall’entrata stabile nel Tour, tanto che oggi abbiamo molti partecipanti a tutte le prove provenienti proprio dai luoghi visitati lo scorso anno e sono sicuro che ciò accadrà anche quest’anno in occasione delle due nuove tappe previste rispettivamente nel Mainland americano e in Australia. Non solo, in Francia abbiamo visto la partecipazione di circa 100 atleti, con addirittura una Waiting List per poter accedere ai Trials, segno estremamente positivo per lo sport.
3) Gli sponsor stanno aprendo gli occhi sullo sport e tramite i media coinvolti iniziano a percepirne le potenzialità. Naturalmente si tratta di “lavori in corso” da questo punto di vista, ma stiamo registrando qualche progresso significativo. Sebbene i budget siano ancora ristretti quest’anno, la situazione appare molto più promettente per il 2012, dal momento che stiamo noi stessi sviluppando ed evolvendo l’assetto organizzativo e di proprietà.
4) Stesso discorso per i media. Lo scorso anno i vari report sono stati diffusi in 220 paesi su 170 canali e questo target di diffusione continua a subire un incremento . Non c’è alcun dubbio che esiste un interesse di fondo per lo Stand Up Paddling e dal canto nostro siamo riusciti a trasmettere una visione di questo sport che è al tempo stesso eccitante ed in grado di dare una idea precisa degli atleti coinvolti e delle loro qualità. Insomma, non possiamo che migliorare anche da questo punto di vista.


SUP.it
: L’interesse ed il coinvolgimento dei media è essenziale per promuovere eventi ed attrarre nuovi sponsor e parlare di media al giorno d’oggi significa alludere alla TV e ad Internet. Lo scorso anno siamo stati piacevolmente sorpresi dal seguire servizi televisivi sugli eventi trasmessi dal canale satellitare Eurosport. Sappiamo, dopo aver assistito alcuni giorni fa al report televisivo del Sunset PRO, che “The Waterman League” ha già rinnovato il contratto con Eurosport e questa è una fantastica notizia per tutti gli appassionati europei. Per quanto riguarda il Web, la trasmissione in Streaming è stata assicurata per il Sunset PRO ma non a La Torche. Quali sono i programmi in tal senso?

Tristan: Il Live Streaming diventerà la normalità per tutti gli eventi. Esso necessità però di un significativo investimento e non intendiamo farlo se non in modo corretto. Con il budget ancora limitato di cui disponiamo è stato difficile poterlo assicurare per l’evento di La Torche, così come lo è per quello di Tahiti, ma quasi certamente potremo riassicurarlo dall’evento brasiliano in avanti su tutta una serie di portali. Riguardo alla TV, abbiamo già firmato un accordo con Eurosport e saremo in grado presto di diffondere il programma delle trasmissioni. Stiamo anche coinvolgendo altri partner televisivi come Canal +. Anche in questo caso, forniremo presto i particolari dei futuri accordi su www.standuppaworldtour.com.


SUP.it: 8 eventi nel calendario provvisorio quest’anno. Uno dei più interessanti dovrebbe essere disputato in Cile presso il famoso spot di Punta de Lobos che ha enormi potenzialità per il SUP Surfing. Infatti, di tanto in tanto pubblichiamo video ed immagini che ci inviano due local dello spot, Philip Muller e Arnaud Frennet (di www.standuplatino.com) e francamente le condizioni appaiono sempre incredibili. Come hai avuto l’idea di organizzare un evento in quello spot?

Tristan: sfortunatamente abbiamo dovuto rinviare l’evento al 2012, non tanto a causa degli atleti e della macchina organizzativa, quanto piuttosto per via degli sponsor. Personalmente amo da sempre il Cile, sia per la bellezza dei luoghi che per il suo potenziale surfistico, che ne fa un Paese ricco di spot spesso battutti da grosse mareggiate. Punta Lobos racchiude proprio queste due anime. E’ uno spot bellissimo in termini paesaggistici e molto consistente surfisticamente. Ho avuto anche un meeting con lo stesso Philip Muller in Brasile che mi ha chiesto dettagli per organizzare un evento in quello spot. Il risultato si è tradotto in una fattiva collaborazione. Vi saranno sicuramente aggiornamenti in merito prima della fine dell’anno.


SUP.it: Sono sicuro che tu ed il tuo staff avete attraversato momenti difficili durante la realizzazione di questo ambizioso progetto che è il SUP World Tour. Hai mai pensato “OK, non ce la faremo”?

Tristan: Ci sono sempre momenti difficili, principalmente in termini finanziari, dal momento che non abbiamo iniziato questa avventura sostenuti economicamente da una compagnia che, appunto, ci finanziasse. Ovviamente mia moglie e partner è stata non solo estremamente paziente ma anche di supporto ed ispirata dalla più totale dedizione, dal momento che per seguire il progetto abbiamo avuo bisogno di lasciare casa ogni mese. Non è facile per noi lasciare casa (specialmente quando si è così fortunati da vivere a Kauai :-) n.d.r.). Devo ringraziare enormente anche il mio amico Christo Danias senza l’aiuto del quale non saremmo arrivati dove siamo adesso. Comunque, è la passione a spingerci. Crediamo fortemente nel nostro progetto così come nel suo incredibile potenziale, e se organizzare qualcosa di tale portata non è certo facile, è stato sin qui estremamente appagante e ricco di soddisfazioni per noi.


SUP.it: Non dimentichiamoci gli eventi di SUP Racing. Il SUP World Tour potrebbe di fatto ricalcare quanto fatto dalla Professional Windsurfing Association che incorona ogni anno un campione Wave e Race (oltre che Freestyle). Avete piani in tal senso?

Tristan: Abbiamo ovviamente piani nell’ambito Racing e siamo sul punto di fornire novità in tal senso. Stay tuned ... Comunque stiamo già organizzando una interessante gara race basata su un nuovo format che sarà disputata in occasione del North Shore Paddle Challenge presso il Turtle Bay Resort a Oahu il 6 e 7 di Agosto, così come un progetto rivoluzionario che interesserà una località del Sud Pacifico a Novembre. Ulteriori informazioni e novità saranno disponibili su www.watermanleague.com


SUP.it: Ci sono possibilità per un evento del SUP World Tour in Italia il prossimo anno?

Tristan: Sia io che mia moglie amiamo l’Italia, in particolare la Sardegna, e non escludiamo certo tale possibilità in futuro.


SUP.it: OK Tristan, ti facciamo i nostri migliori auguri per una sensazionale edizione del SUP World Tour anche quest’anno.

Tristan: Grazie tanto! (Letterale ... Tristan conosce molto bene l’Italiano)
 
Intervista a cura di Marco Stefanini

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