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Interviste

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Intervista a Matt Kazuma

Inserito in Interviste

Interview with Matt Kazuma

 Negli ultimi 20 anni Matt Kazuma si è guadagnato la fama di essere uno dei migliori shaper di surfboard nelle Hawaii. English version

Superfluo dire che Matt è anche un eccellente surfista ed i suoi progetti attingono dalla sua enorme esperienza maturata in acqua, così come dai feedback dei fortissimi atleti del team Kazuma.
Parlando di questi ultimi, Kazuma Surfboards sponsorizza e supporta (Matt è fra l’altro uno fra i migliori Coach di Surf) alcuni fra i migliori nuovi talenti della scena surfistica mondiale, come Joao Marco Maffini, Chaz Kinoshita, Imai Devault, Billy Kemper e Melanie Bartels, tanto per citarne alcuni. La crescente popolarità guadagnata dallo Stand Up Paddling non poteva certo passare inosservata da Matt che negli ultimi anni si è dedicato con crescnte attenzione anche a questo segmento di mercato con la creazione di alcune linee di tavole destinate al SUP Surfing. Abbiamo specificato "SUP Surfing" intenzionalmente, in quanto gli shapes Kazuma sono destinati espressamente al paddle surfer esigente. Se ciò da un lato non preclude certo la possibilità di fare Cruising con tali tavole, dall’altro sottolinea che esse nascono con l’obiettivo di assicurare al paddler le migliori doti di surfata possibili.

SUP.it: Aloha Matt! Puoi presentarti ai nostri visitatori?

Matt: Matt Kazuma Kinoshita, surfboard shaper e surfing coach. Vivo nella splendida Isola di Maui nelle Hawaii.  


SUP.it: Come si articola la tua tipica giornata?

Matt: Nella mia tipica giornata mi sveglio all’una del mattino, lavoro in sala shaping fino alle 6 per poi recarmi ad Ho’okipa a fare surf. In altri termini, riesco a fare tutto il lavoro prima del momento in cui la maggior parte delle persone si svegliano, con lo scopo di surfare e di portare avanti la mia attività di coach il più possibile.


SUP.it: Quando e come è iniziato il tuo interesse per il mondo del Surf Shaping?

Matt: Ho iniziato a praticare il Surf all’età di 8 anni e due anni dopo due shaper di fama come Gabe Garduque e Ben Aipa hanno cominciato a realizzarmi le tavole.  Osservarli al lavoro mentre davano forma alle surfboard che avrei usato era una cosa per me meravigliosa e coinvolgente. Lo era a tal punto, infatti, che consideravo quegli shaper come i miei eroi.  E’ per questo che iniziai a sognare, una volta cresciuto, di ripercorrerne le tracce.


SUP.it: Come nasce il logo Kazuma?

Matt: Kazuma è il mio secondo nome di battesimo, lo stesso di mio padre ed il “KI” del logo rappresenta le prime lettere nello spelling del mio cognome, Kinoshita. Quando ci pensai giunsi alla conclusione che era molto originale ed identificabile. Inoltre, così come lo realizzai, mi piaceva la sua grafica e decisi che sarebbe stato un ottimo logo per un nuovo brand.


SUP.it: Più di 20 anni come shaper, molti di più come surfer. Con tale enorme esperienza dalla tua parte, penso che hai identificato, scartando tutti quelli inutili, i criteri progettuali che sono in grado di offrire le migliori performance al surfista. D’altra parte sono sicuro che stai ancora sperimentando nuove soluzioni. Quindi, per venire alla domanda, ritieni che ci sia ancora spazio per nuovi – anche rivoluzionari – approcci nel progettare una tavola?

Matt: La progettazione di tavole da surf continua ad evolversi. Tuttavia, shaper aventi una consolidata esperienza come il sottoscritto sono in grado di sindacare le mode che influiscono poco o niente sulle prestazioni ma molto sul marketing rispetto ai veri sforzi che vanno nella direzione della innovazione e dell’effettivo miglioramento in acqua degli shape. Mi ritengo piuttosto aperto elle innovazioni e molto fortunato di vivere a Maui, dove posso collaborare con i migliori Kite surfer, SUP surfer, Tow surfer, Longboarder, shortboarder e windsurfer.  Nel mettere insieme tutti questi feedback, sono in grado di identificare quelli più rilevanti e funzionali per ciascuno sport ed applicarli, ove possibile, agli altri. Faccio un esempio: tutto il lavoro che fu fatto 15 anni fa sulle tavole da Windsurfing e che portò alla elaborazione di shape asimmetrici si sta ora sfruttando anche per le surfboard e viene visto come “nuovo” in tale ambito.

Carlo Stefanini

SUP.it: Quali sono gli elementi che secondo te qualificano uno shape come “buono” rispetto ad uno non propriamente all’altezza?

Matt: Un “Buono” shape è quello che si adatta a qualsiasi surfista con un detrminato skill. Il modo migliore per essere certi di avere quindi la tavola ideale per il proprio livello è quello di affidarsi ad uno shaper esperto che conosca non solo, come è ovvio, le caratteristiche fisiche del surfista, ma anche il tipo di onda che egli in genere surfa.


SUP.it: I tuoi shape appaiono estremamente bilanciati e “puliti”, senza quelle “particolarità” che caratterizzano altre soluzioni. Ti affidi alla semplicità, come criterio guida progettuale?

Matt: Non credo alle mode e agli “specchi per le allodole” che spesso le caratterizzano, a costo di perdere qualche cliente!  Credo quindi effetivamente nelle semplicità rappresentata degli elementi che possono rendere realmente “magica” una tavola nella surfata.  Come dicevo prima, ciò deriva dall’esperienza e dai feedback che ricevo. Pratico il surf tutti i giorni insieme a molti miei clienti e questo mi aiuta a produrre tavole che di fatto vanno molto bene nel wave riding.


SUP.it: Passando in modo particolare  alle SUP board, lo shaper si trova dinanzi al dilemma di progettare tavole stabili – che significa spesso più larghe – che assicurino al contempo buone prestazioni fra le onde. Come cerchi di risolvere il problema della stabilità senza inficiare troppo le prestazioni in surfata di questo genere di tavole?

Matt: Progetto solo tavole orientate alla performance pura ma questo non significa che le mie tavole sono instabili e difficili. Nella maggior parte dei casi è possibile ottenere questo risultato attraverso una tavola che sia progettata su misura per il paddle surfer. D’altro canto mi sento di sfatare il mito “tavola larga e stabile = tavola per principianti”. Tutte le tavole delle linee Kazuma SUP sono studiate per essere comparativamente più larghe di quelle della concorrenza, senza che ciò si rifletta negativamente sulle doti in surfata, tanto che le mie tavole, oltre ad essere più reattive,  sono migliori come performance  generali a detta di tutti coloro che le acquistano.  In sostanza risolvo il problema del teorico degrado di prestazioni dovuto ad una maggiore larghezza mediante l’impiego di concavità, anche profonde, e di code più sottili. Il risultato è appunto una tavola destinata al SUP Surfing con ottime doti di stabilità ed altissime prestazioni in surfata.

Josh Stone

SUP.it: Outline (larghezza massima e dove è situata, tipo di prua e di cosa), Scoop Rocker Line, conformazione della carena, numero di pinne e loro posizionamento, tipologia dei bordi, volume della tavola e sua distribuzione ecc. ecc., tutti elementi che contribuiscono a creare uno shape più o meno funzionale cioè, in parole povere, buono o cattivo. Pensi che uno di questi elementi in particolare sia in definitiva più importante degli altri o piuttosto che essi lavorino in sinergia ed isolarne uno solo non ha senso? Ultimamente ho sentito uno shaper affermare che se una tavola ha il corretto volume – e come si calcola? – per il paddle surfer, la tavola avrà necessariamente buone performance!

Matt: La filosofia progettuale delle tavole SUP è la stessa che si segue nel disegno delle tavole da surf: ciascun elemento e criterio progettuale deve lavorare in sinergia per produrre una tavola “magica” che si adatti ad un certo surfer. Come si potrebbe mai spiegare il fatto che i master shaper sono in grado di produrre una tavola con elevatissime prestazioni senza effettuare misurazioni? La sola spiegazione possibile è che essi possono shapare empiricamente una tavola che combina tutte le caratteristiche progettuali che prima ricordavi in modo tale da avere poi una tavola appunto prestazionale ed anche bella a vedersi.
 

SUP.it: Qual’è la tua posizione sulla infinita controversia che vede contrapposti I fautori delle tavole di serie contro quelli che invece fanno l’apologia dei custom?

Matt: C’è posto per entrambe le categorie sul mercato. Le tavole di serie sono buone per introdurre gli appassionati nello sport, dato che spesso il loro prezzo è competitivo. Comunque, basandomi sulla mia esperienza, osservo che ad un certo punto, molti di coloro che diventano realmente appassionati,  vengono da me chiedendomi di realizzare una tavola che migliori le loro prestazioni in surfata e che si adatti meglio alle loro esigenze particolari. D’altro canto, chi vorrebbe realmente presentarsi in uno spot con la stessa, identica tavola di altri?  


SUP.it: Domanda retorica … Vai in acqua anche con le SUP board che produci?

Matt: Certamente! Ho sei tavole dedicate al SUP Surfing nel mio quiver consolidato e ne ho una nuova da testare ogni settimana.


SUP.it: Cinque linee differenti quest’anno: Shibi, Milkman, Stone Fish, Pat Fukuda Model e Piglet. Potresti descriverci sommariamente le loro caratteristiche?  

Matt:  Intanto esse sono il frutto di una evoluzione continua che ne assicura prestazioni in surfata straordinarie. In virtù di questo, esse possono essere ordinate anche un pò più grandi di quelle della concorrenza il che piace a molti clienti.  In particolare,  le tavole Shibi, Milkman e Piglet pur mantenendo un eccellente livello di performance, sono più efficienti nella fase di pagaiata e più stabili di altre tavole high end presenti sul mercato. E’ un fatto che per lo più i vecchi possessori di tavole di serie passano agli Shibi proprio per il motivo che prima ricordavo.  Il Pat Fukuda è un SUP Longboard orientato alla performance con eccellenti doti di Noseriding accoppiate ad ottime prestazioni di surfata. Lo Stone Fish si rivolge invece ai clienti che desiderano surfare con una tavola short di tipo Fish che sia al tempo stesso divertente e stabile. Il mio obiettivo è in definitiva quello di offrire una tavola di cui non ci si stanchi. E’ il motivo per cui c’è pochissimo usato Kazuma in giro!
 

SUP.it: C’era un tempo in cui gli shaper potevano contare essenzialmente sulla loro manualità ed esperienza durante tutto il processo che va dalla progettazione alla realizzazione di una tavola.  Oggi, con l’introduzione di strumenti HW e SW (computer sempre più potenti, programmi dedicati alla progettazione CAD Computer Aided Design, macchine a controllo numerico CNC sempre più sofisticati che possono aiutare non poco lo shaper) ci troviamo realmente in una nuova era. Per venire alla domanda, ci puoi dare un’dea degli strumenti che usi?

Matt: Possiedo due machine a controllo numerico (CNC) e sono un esperto in CAD design. Molti dei miei introiti derivano proprio dal lavoro di progettazione che effettuo con programmi CAD per le marche più note. Inoltre, per me l’accopiata CAD SW - macchina CNC rappresenta un tool straordinario mentre per altri shaper un incubo con cui combattono senza ottenere i risultati desiderati e questo è il motivo per cui mi pagano per ... dar vita ai loro sogni. C’è comunque un aspetto negativo legato alle macchine CNC: esse infatti si stanno evolvendo troppo rapidamente nella direzione a mio avviso sbagliata. Il pericolo è che esse possano diventare lo “standard” nella progettazione di una tavola, senza che effettivamente ciò si traduca in migliori shape. Mi spiego meglio: chiunque disponga di danaro a sufficienza può inviare un progetto CAD via Email in Cina ed avere pronte in men che non si dica 3000 tavole da piazzare sul mercato. C’è il problema, però, che spesso e volentieri questi “moderni” ed “evoluti” nuovi shape sono terribili in acqua ma purtroppo il marketing di massa li brandizza così bene che esso non fa che vincere!

photos by Stephanie Sheveland

SUP.it: Chi ritieni che sia lo shaper di maggiore influenza?

Matt: Il mio mentore Ben Aipa mi ha insegnato la maggior parte delle nozioni alle quali mi affido ancora oggi. Proprio l’aver imparato il mestiere da quello che ritengo il Migliore dei migliori mi dà  un grosso stimolo a dinventarlo io stesso!


SUP.it: Chi è secondo te il più innovative SUP Surfer esistente?

Matt: Robbie Naish sulle grosse onde hawaiiane. In tali circostanze gli ho visto fare cose in acqua che mi hanno letteralmente sconvolto. E non sono particolarmente impressionabile.


SUP.it: Qualche parola finale per i nostri visitatori?

Matt: Ciò che stiamo vedendo nel campo della progettazione delle tavole SUP non è che l’inizio. Il processo di evoluzione degli shape ch porterà queste tavole ad avvicinarsi sempre di più in termini prestazionali alle surfboard è solo iniziato. Il prossimo anno sarà estremamente eccitante!


SUP.it: OK Matt, MAHALO!

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