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Intervista a John Hibbard

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John SUP surfing
John Hibbard © Starboard

Se il SUP sta conoscendo un successo enorme, senza ombra di dubbio parte del merito va a Starboard. Dall’inizio della sua attività, tale casa si è sempre contraddistinta per la produzione di shape innovativi nel mercato del Windsurfing, come l’EVO, una tavola da waveriding rivoluzionaria, e più di recente il Serenity, una tavola espressamente pensata per condizioni di vento leggero, giusto per menzionarne due. Siamo onorati di avere l’opportunità di intervistare John Hibbard, la mente SUP di Starboard, se possiamo dire così. (Click on the Flag English version for the English version ) 

John: non so se posso essere considerato la mente Starboard del SUP. Il mio più grande interesse è giusto quello di andare in acqua e di sentirmi parte del movimento SUP. Sono immensamente felice per il fatto che gli shape Starboard sono fra i migliori del mondo – immagina di essere così preso da uno sport ma di realizzare che le tavole del tuo sponsor sono pessime!?!? Fortunatamente amo questi shape ed avendo usato molte tavole di case concorrenti posso dire con certezza che le tavole Starboard sono fra le migliori. L’amore per lo Stand Up Paddling è piuttosto profondo nel nostro team. Infatti non stiamo giusto producendo tavole solo per incrementare i nostri guadagni, ma al contrario amiamo lo Stand Up Paddling e la nostra passione e motivazioni sono più profonde ed importanti rispetto all’aspetto economico.

 Lazy session  John Hibbard - Lazy Session*

 

SUP.it: per prima cosa, John, grazie per averci concesso questa intervista. Vorrei iniziare con una domanda particolare. Perché Starboard non è entrata nel mercato delle tavole da Surf  ed al contrario è stata una delle prime case a produrre tavole SUP dedicate. Per caso la grandezza delle tavole conta per Starboard?

John: la grandezza non conta per tutti? Più seriamente, comunque, Starboard è stata un’azienda pionieristica nel campo delle tavole da Surf venate in legno nel 1996 ed ha anche introdotto le prime surfboard con pad in EVA in Europa, quindi in realtà Starboard ha prodotto tavole da surf in precedenza.
Ma ritengo che se oggi non siamo entrati in modo netto e definitivo in questo mercato, ciò è dovuto al piano di sviluppo dell’azienda. Svein Rasmussen, l’amministratore delegato di Starboard, ha infatti avuto la visione molto netta di far sì che tale azienda assumesse il rango di più popolare e più grande casa produttrice nel mercato del Windsurfing. Questo ha richiesto tempo e naturalmente ha focalizzato gli sforzi dell’azienda in questa direzione. Se avessimo deviato da questo percorso, producendo una linea completa di surfboard, il core business dell’azienda ne avrebbe sofferto.  In questo momento, comunque, il sistema produttivo che abbiamo creato è eccellente e la nostra azienda ha raggiunto molti degli obiettivi che erano stati prefissati originariamente e quindi ci troviamo nella posizione di avere a livello del Windsurfing business un grande e preparatissimo team. Lo Stand Up Paddling è venuto fuori proprio al momento giusto, dando a Svein ed a tutto il team la possibilità di spingere la loro creatività verso nuovi traguardi.

 

Lazy session
John Hibbard - Lazy Session*
           
SUPping at sunset
John Hibbard - Sunset Session*
SUP.it: siamo tutti d’accordo sul fatto che una tavola da Windsurfing con un pessimo shape mostra tutti i suoi limiti da subito ma cosa ci puoi dire del medesimo scenario per una tavola SUP da Cruising? Infatti si potrebbe pensare che dal momento che queste tavole non planano e quindi non possono essere afflitte da quella pletora di problemi (ritardo nell’entrare in planata, difficoltà a bolinare, spinout ecc.) che in genere affliggono una cattiva tavola da Windsurfing, la differenza fra un buono shape ed uno non proprio adeguato non è immediatamente evidente. Quindi la domanda è molto semplice: pensi che un buono shape faccia la differenza  anche per un SUP cruiser?

John: assolutamente! Ok, così non ci sono problemi di planata o di spin out mentre si fa Cruising su acqua piatta su una tavola da SUP ma ci sono altri problemi di cui preoccuparsi. Per esempio, è chiaro che una tavola da Cruising deve scivolare in modo efficiente sull’acqua. Se la tavola ha uno shape poco efficiente questo non farà che farla quasi stallare,  rendendo più dura la pagaiata. Anche la stabilità è molto importante. Una tavola stretta si muoverà più velocemente sull’acqua, ma al tempo stesso non potrà che essere poco stabile. Cadere costantemente non solo fa aumentare la fatica ma può anche minare il proprio entusiasmo e le motivazioni a continuare. Quindi la sfida è quella di produrre una tavola che abbia ottime doti di scivolamento accoppiate, allo stesso tempo, a stabilità e facilità d’uso. La bellezza del SUP è che si tratta di uno sport realmente accessibile a tutti e complicarlo producendo tavole difficili alienerebbe molte persone dal praticarlo. Vogliamo produrre tavole che abbiano un buon range d’impiego, che siano facili da condurre ma che offrano spazi di “crescere” nella mente e nel cuore degli utenti. Cosa più importante, queste tavole devono essere in grado di produrre un grosso sorriso sul viso di qualsiasi appassionato che le usi. Oggi abbiamo in catalogo tavole in grado di soddisfare qualsiasi livello di SUP rider e di adattarsi a qualsiasi struttura fisica.

SUPping at sunset
John Hibbard - Sunset Session*
      
John SUP surfing
John Hibbard - Catching a good one*

 

SUP.it: il già incredibile successo del SUP potrebbe essere in qualche modo limitato dal fatto che queste tavole sono enormi e piuttosto difficili da trasportare. Questo è il motivo per cui alcuni competitor di Starboard stanno esplorando nuove soluzioni per risolvere questo problema. Quando ho sentito parlare per la prima volta di tavole gonfiabili e di altre scomponibili in due o tre parti ho pensato a qualche scherzo. Pensi che questi problemi di trasporto necessitano questi approcci radicali, almeno per tavole da principianti, o al contrario i paddler si abitueranno a trasportare queste grosse tavole?

John: noi abbiamo equipaggiato le nostre tavole con una maniglia che risolve in un solo colpo questi problemi. Non c’è quindi alcun bisogno di trasportarle dotandole di straps o di qualche  strana invenzione, visto che le nostre tavole sono appunto già dotate di un sistema per trasportarle. Di sicuro sono grandi ma lo sono anche kayak e canoe. Infatti una tavola Starboard è più facile da trasportare. Se possedete un background windsurfistico, allora la grandezza di queste tavole è una cosa nuova ma può anche ricordare ai windsurfisti di vecchia data i tempi in cui si navigava su tavole lunghe 370 cm. E’ un fatto positivo che ci sono progettisti che propongono idee differenti (tavole gonfiabili, scomponibili ecc.), ma il nostro obiettivo è di produrre tavole che abbiano le migliori performance ad un prezzo competitivo. Una tavola gonfiabile è una buona idea ma forse a discapito delle sue performance, senza considerare che si tratta sempre di un oggetto pesante da trasportare. Una tavola scomponibile in tre pezzi rappresenta anch’essa un concetto interessante ma è molto costosa da produrre. Chi può sapere cosa ci porterà il futuro?

 

SUP.it: la seguente domanda si rivolge in modo specifico alla tavola prodotta da Sarboard dedicata al waveriding, l’Extremist. Naturalmente va  bene fra le onde ma è altrettanto valida come Cruiser? Cioè, ti sentiresti di raccomandarla anche a paddler che pesano intorno ai 65 Kg. come tavola unica?

John: come ho già fatto capire prima, è la lunghezza a garantire le migliori doti di scivolamento e naturalmente se si confrontano in acqua due paddler dello stesso peso (65 Kg, per esempio) rispettivamente su un 9’8’’ e su un 12’6’’ quest’ultima tavola è destinata in tutta probabilità ad arrivare prima sulla linea del traguardo (spiaggia, cocktail bar, ecc.). Abbiamo comunque provato a fornire alle nostre tavole il maggiore range possibile. Questo significa che, sì, per un paddler leggero il 9’ ed il 9’8’’ sono ottime anche per il Cruising su acqua piatta. Infatti, alcune volte quando mi trovo in acqua con il mio 9’8’’ e le onde calano proseguo la mia session facendo Cruising senza problemi. Non è una competizione e francamente non mi interessa se non arrivo alla mia destinazione così velocemente come avrei fatto se avessi usato una tavola più grande, voglio giusto arrivare lì tranquillamente, e questo è ciò per cui le tavole Starboard sono state disegnate, navigare in modo efficiente in un ampio range di condizioni.

 

SUP.it: a questo punto vorrei focalizzare l’attenzione sul futuro degli shape delle tavole SUP. Ho avuto modo di osservare alcune foto del 14’8’’ “Point to Point”, una tavola che potrebbe facilmente diventare la “madre di tutti i Cruiser”. Ho saputo che tale tavola può essere equipaggiata con un sistema direzionale che limita, se non del tutto elimina, il “row factor”, cioè l’attitudine della tavola ad dirigersi in posizione opposta alla mura di pagaiata. Puoi anticiparci qualcosa su come funziona questo sistema ed hai qualche aggiornamento su quando tale tavola sarà disponibile sul mercato?

John: abbiamo sviluppato tale sistema (Steering System) con Mark Raaphorst, che è noto per essere il più esperto shaper  di tavole Cruising. Il downwind (cioè il pagaiare a favore del vento n.d.r.) è diventato una moda alle Hawaii e quando si pagaia per circa un’ora è importante avere un modo semplice per mantenere in traiettoria la propria tavola. Il sistema è basato su una piccola leva direzionale ricoperta in soffice EVA che è posizionata giusto davanti all’area che si occupa per pagaiare. Per cambiare girare è sufficiente usare un piede per spingere la leva a destra o sinistra e un cavo all’interno della tavola trasmette questo nuovo angolo alla pinna. Si tratta di un dispositivo veramente semplice ed un concetto simile è già stato applicato alla produzione di canoe. Dal punto di vista produttivo ci aspettiamo che le spedizioni dalla factory partano in Aprile, quindi nel mese di Maggio ci dovrebbe essere disponibilità presso i rivenditori. Siccome non c’è nessun prodotto paragonabile a questo nel mercato europeo, è molto probabile che la domanda ecceda di molto l’offerta e potremmo non essere in grado di produrne abbastanza per i primi mesi.

 

SUP.it: come windsurfista appassionatissimo non riesco ancora a capire come il SUP possa generare così tanta “dipendenza” anche semplicemente pagaiando su acqua piatta. Tu cosa ne pensi?

John: sì! Immagina la scena. Ti alzi la mattina con un sole splendente e tutto va bene nel tuo microcosmo. Senti la necessità di allenarti e così puoi prendere la tua bicicletta e farti una pedalata oppure indossare le tue scarpe da footing per farti una corsa o andare in palestra a fare Body Building. Al limite puoi recarti in palestra in bicicletta oppure facendo footing. Ma perché allora non andare a pagaiare sulla tua tavola SUP lungo un fiume, in un lago o al mare. Ancora meglio, puoi far questo insieme a partner, migliori amici ecc.Il SUP su acqua piatta è un attrezzo da fitness unico, fortifica i muscoli principali e permette di allenarsi in modo completo. La cosa migliore, in effetti, è il modo in cui questo tutto questo accade, senza, cioè, che ci si renda conto, appunto, dell’aspetto fitness. Pagaiando lungo la costa o un fiume, si è così presi dall’osservare lo scenario e dal mantenere l’equilibrio in posizione eretta (contrariamente a quello che accade su un Kayak) che non si realizza appieno di fare fitness. A parte l’allenamento, è così divertente sentire la tavola scivolare e prendere velocità mentre si pagaia su acqua piatta in un giorno senza vento, cosa che non fa neanche recriminare se si è windsurfisti, per aver perso una session. La natura umana è abituata all’equilibrio ed ama cimentarsi in qualsiasi cosa che testi la propria attitudine ad esso. Lo Stand Up Paddling su acqua piatta ha la serenità della canoa, l’appeal del Surfing ed il beneficio di fare fitness usando quasi tutte le macchine di una palestra nello stesso tempo. Relax, Chill Out and enjoy the ride! Non vedo l’ora che arrivi l’Estate!

 

SUP.it: quante tavole SUP, più o meno, pianificate di vendere quest’anno e quali sono i valori dello scorso anno?

John: crediamo che in questo momento abbiamo il range di tavole SUP più popolare al mondo e che le nostre vendite raddoppieranno nel 2008 per poi crescere, stando alle nostre aspettative, del 60% nel 2009. Quando questo boom finirà è difficile a dirsi, ma è probabile che il SUP possa diventare entro 8 anni il più popolare sport acquatico dopo il nuoto. Il livello delle nostre vendite attuali è per il momento una informazione confidenziale.

 

SUP.it: pensi che il SUP creerà un conflitto SUPpers contro Shortboarders che ricalcherà il peggiore degli ultimi anni, vale a dire Kiteboarders contro Windsurfers?

John: no. La cultura del SUP è diversa  da quella del Surfing ed anche da quella della scena Windsurfistica e Kitesurfistica. Qualsiasi cosa si legga oggi sul SUP è sempre diretta a condividere le onde, pagaiare verso sezioni dei break non affollate ed in definitiva a surfare onde che altri surfisti non possono semplicemente sfruttare. Sono quindi assolutamente convinto che, almeno per il momento,  con ci sarà assolutamente conflitto o comunque niente di eclatante. Quando sono fuori con la mia tavola da SUP ricevo qualche occasionale brutto sguardo e commenti negativi come “non rubarci tutte le onde, quella tavola è enorme”. Ma queste situazioni imbarazzanti cessano rapidamente quando gli altri surfisti si rendono conto che non sto rubando alcuna onda e che mi trovo comunque nel pieno controllo della mia tavola. Quando si esce con una tavola da SUP non bisogna rimanere necessariamente dove si concentra l’azione degli shortboarder cercando di fare il take off  proprio in quel picco, visto che si può tranquillamente rimanere ad una certa distanza da essi. Spesso io pagaio nell’onda piuttosto lontano dagli altri surfisti lungo la sezione del break. 9 volte su 10 questi non saranno in grado di prendere sull’onda o ci riusciranno per poi cadere quasi subito. Così sono poi capace di surfare l’onda quasi in solitudine e comunque senza rubarla a nessuno. Inoltre, grazie alla posizione eretta, è possibile scorgere i set con largo anticipo rispetto agli shortboarder o ai longboarder e quindi avvisarli per tempo. In effetti con una tavola SUP è possibile prendere praticamente quasi tutte le onde ma non è necessario e comunque è importante essere rispettosi nei confronti dei surfisti. Così facendo, dopo un certo tempo questi ultimi non ti vedranno più come una minaccia ed avrai ottime possibilità di socializzare con loro. Personalmente cerco sempre di spendere parte delle mie session seduto sulla tavola a parlare agli altri surfisti offrendogli anche di provarla. Quando accettano, essi realizzano subito due cose: 1) quanto è divertente e 2) che il SUP surfing richiede pratica per essere praticato con succeso, così a volte vengo rispettato per questo.
La cosa importante per un SUPper è di proteggere lo sport dello Stand Up Paddling. Non bisogna quindi rubare onde, lasciare la propria tavola fuori controllo in una line up affollata ed entrare in conflitto con altri surfisti per un’onda. Con il migliorare della propria abilità  è sicuramente possibile surfare un’onda in una line up affollata, ma questo andrebbe fatto senza mai mettere a repentaglio l’incolumità altrui. Troverete sempre qualcuno che vi odierà per il solo fatto di surfare con una tavola da SUP ma questo può starci nella vita. Fino a quando rimarrete fedeli al principio surfistico di dare rispetto per ottenere rispetto e condividerete le onde tutto sarà OK. Se la cosa diventa troppo stressante sulla line up allora basta andare via ed spendere una grande session in un altro break. Non c’è bisogno di frequentare necessariamente il miglior picco della spiaggia se ci si trova su una tavola da SUP.

 

SUP.it: infine, John, ti pongo un importante quesito sulle prospettive di questo sport così fortemente in espansione. Quali sono le probabilità che esso divenga uno sport olimpico?

John: chi può dirlo, forse sì forse no. Onestamente non mi interessa troppo. E’ uno sport divertente a tutti i livelli. Se diventa uno sport olimpico allora ciò sarà una grande cosa, ma se ciò dovesse avvenire a spese del divertimento allora preferirei piuttosto vederlo rimanere accanto agli altri sport acquatici come un’attività sportiva che è semplicemente appagante e divertente da praticare. Lo Stand Up Paddling può essere reso complicato o meno ma dovrebbe essere goduto per quello che è: un grande divertimento!

SUP.it: grazie John, desideriamo fare i nostri auguri a te e a tutto il team Starboard e famiglie.

John: grazie per le domande, Marco. Spero che il tuo sito abbia successo e benvenuto nel mondo del SUP.

*Pics  © Starboard

Potete visitare la sezione del sito Starboard dedicata al SUP all'indirizzo

http://www.star-board-sup.com

 Intervista a cura di

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