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Interviste

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Intervista a Robert Hofmann

Inserito in Interviste

Robert Hofmann
Robert Hofmann - Pic by Christiane 

Robert Hofmann fra gli appassionati di Windsurfing non ha bisogno di presentazioni: dai suoi successi sulla scena agonistica sia in campo nazionale che internazionale, passando dalle molteplici esperienze come commentatore del circuito pro - windsurf ( PWA)  è arrivato da tempo ad occuparsi dell’aspetto commerciale che sta dietro a questo mondo. Da tre anni si occupa della commercializzazione dei prodotti North Sails, Naish e Mistral in tutta Italia.

Naturalmente questa attività professionale non ha impedito a Robert di continuare a spendere in acqua il maggior tempo possibile non disdegnando l’esplorazione di altri sport acquatici, come è stato anni addietro per il Kiteboarding. Anche alla luce del fatto che Robert si reca a Maui un paio di volte all’anno, lo Stand Up Paddling non poteva certo passare inosservato e Robert stesso ha sin dall’inizio manifestato interesse verso questo sport. D’altro canto, il successo del SUP non poteva che interessare i cataloghi di alcuni produttori che Robert stesso rappresenta, segnatamente Naish e Mistral. Così, vogliamo avere da Robert un’idea del programma SUP di queste due case e soprattutto, cosa più importante per i frequentatori di STANDUPPADDLING.it, conoscere la sua visione personale delle prospettive di tale sport.

SUP.it: benvenuto sul nostro portale, Robert! La prima domanda che ti facciamo è un pò provocatoria, ma penso molto interessante. Quanto conta l’aspetto business per quella che si appresta ad essere la tua esperienza nel campo dello Stand Up Paddling e quanto invece quello personale? In atri termini, sei attratto realmente da questo sport e pensi che possa svilupparsi in Italia ad un livello di crescita pari a quello che si sta avendo in altri paesi?

Robert: Ciao Marco, e grazie per essere tuo ospite sul tuo portale. Per prima cosa vorrei dire che  il SUP è uno sport che ha molta tradizione, a differenza del Kite che è uno sport molto giovane il SUP può vantare secoli di tradizione. Dico questo, perché a prima vista la gente potrebbe credere che si tratta dell’ennesima moda estiva, della quale non parlerà più nessuno l’anno prossimo. Invece devo dire che tutte le aziende leader del settore stanno investendo in questo segmento di mercato, e soprattutto Naish, che è un azienda al 100% hawaiiana ha una sua interpretazione di questo sport. Robby Naish è convinto che è un modo in più per chi non può fare a meno dell’acqua (potete visionare il video Naish qui n.d.r.). Robby dice che si può fare anche le pagaiate sul mare piatto, ma lui crede che il potenziale vero è la dove nessun surfista andrebbe mai a prendere le onde, con il SUP si prende tutto. Utilizzabile anche con la vela, apre degli orizzonti nuovi sia ai waver radicali che ai surfisti che vogliono provare nuovi spot! La Mistral lo interpreta in modo leggermente diverso, cioè più come una family board per tutti, con cui fare paddle, windsurf insomma tutto.  Credo che però in futuro il SUP coprirà una discreta fetta del mercato delle tavole!

 

Ready to go
Robert Hofmann - Ready to go*
           
Having fun
Robert Hofmann - Small but funny waves*
SUP.it: Nel 2008 Mistral presenta una sola tavola in listino, il Pacifico SUP, mentre l’offerta Naish risulta molto più articolata e d’altro canto c’era da aspettarselo da una casa che ha creduto nel SUP fin dall’inizio. A parte una breve disamina dei vari modelli, ci interesserebbe sapere qualcosa su quando queste tavole saranno disponibili in quantità sul mercato, visto che vi sono stati e vi sono problemi di distribuzione sul mercato italiano.

Robert: La Mistral ha recentemente aggiunto una seconda tavola. Ora producono il Pacifico da 350 cm con 207 litri e Soft Deck, e Pacifico Wave da 340 cm da 170 litri con Soft Deck solo parziale, molto più radicale, perché il popolo dei SUP si evolve! La Naish invece fa 2 tavole ma  presenta il 11.6 senza eva pad. Fa una seconda versione con pad. Poi il 10.6 che è diventato un vero riferimento nel mondo SUP alle Hawaii.

Paddling out
Robert Hofmann - Paddling out *
      

 

SUP.it: Questo terzo quesito si riallaccia al precedente: ritieni che la scarsa disponibilità di tavole SUP presso i rivenditori italiani sia dovuta a mancanza di promozione da parte degli importatori e/o degli stessi produttori che hanno scarsa fiducia nella crescita del nostro mercato?

Robert: Credo che sia gli importatori che i negozianti ci sono andati un pochino con i piedi di piombo. Si è voluto vedere se veramente il fenomeno parte, ma ora che il SUP ha preso piede è più facile trovare le tavole. Noi stesso ne abbiamo c.ca 20 in magazzino ora. Il bello è che le tavole non cambiamo tutti gl’anni e questo facilita lo stockaggio.

 

SUP.it: esaurito l’aspetto commerciale, veniamo finalmente a domande più tecniche. La prima, doverosa, visto che stiamo intervistando un Windsurfer di fama mondiale, riguarda la possibilità di poter motorizzare una tavola SUP con una vela da Windsurfing. Ritieni tale caratteristica importante o pensi che molti dei futuri SUPper, anche provenienti dal Windsurfing, non la sfrutteranno?

Robert: Io credo che questa opzione è ovviamente riservata ai windsurfisti, ma sono sicuro che se ci si prende la mano, il SUP con vela con una leggera brezza side shore, può veramente divertire. Meno faticoso che con il paddle e un feeling un pochino più windsurfistico. Io ho provato e mi piace veramente molto!

 

SUP.it: Mono Fin, Tri Fin, Quadri Fin, Round Tail, Squash Tail, Fish Tail, Bat Tail e Pin Tail. Gli shapers si stanno scatenando nella ricerca del migliore compromesso fra doti di scivolamento, di surfata e di stabilità di una tavola SUP. Il Nirvana sarebbe una tavola stabile che possa surfare le onde in modo soddisfacente, al tempo stesso mantenendo una capacità di scivolamento che non ne sacrifichi le caratteristiche di Cruising. La realtà è che si sta andando verso una specializzazione degli shape orientati da un lato al Cruising e dall’altro al Waveriding. Ritieni che lo scenario di avere nel proprio quiver due tavole SUP sia quello che ci riserva il futuro?

Robert: Io credo che le tavole che le aziende stanno sviluppando hanno un range abbastanza grande. Penso che come beginner bisogna per forza orientarsi su tavole oltre i 200 litri. Poi se uno decide che vuole approfondire la sua tecnica può optare per una seconda tavola, ma credo che bisogna prima essere in grado di sfruttare quelle grandi, senza sopravalutare le proprie capacità.

 

SUP.it: abbiamo posto il seguente quesito sia a Michi Schweiger di Naish International che a John Hibbard di Starboard e non possiamo quindi esimerci dal far ciò anche con te Robert. Ritieni da windsurfista di vecchia data che la trasportabilità delle tavole SUP, piuttosto grosse e pesanti, limiterà la crescita di tale sport nel nostro paese?

Robert: Credo che trasportabilità sia l’unica nota negativa (o inconveniente) di questo sport. In effetti è scomodo scaricare la tavola su e giù dalla macchina. L’ideale è avere un deposito presso un club al mare o al lago, ma sono convinto che questo non influenzerà in modo negativo il diffondersi dello sport!

 

SUP.it: le potenzialità di crescita del SUP in luoghi poco ventosi sono evidenti per vari motivi. E’ rilassante, consente di surfare break che vanno da pochi cm fino a metri di altezza, non solo è un mezzo completo per fare Fitness ma è anche il migliore per godersi scenari incantevoli, facendo Cruising lungo la costa o in lago o lungo un fiume. In più, il SUP è uno sport che, sebbene individuale, può essere realmente apprezzato ancora di più se praticato in compagnia, magari di tutta la propria famiglia. Ammesso che lo Stand Up Paddling riscuota, a partire da questa Estate, tutto il successo che merita, sei spaventato da quelle che potrebbero essere le ordinanze che lo disciplineranno emesse dalle varie capitanerie di porto?


Robert: A dire il vero non vedo molti pericoli con il SUP per altra gente. Certo che se si diffonde la stessa cultura come tra i kiters, dove la regola non è nessuna regola, e il rispetto per i bagnanti non esiste, allora è questione di poco tempo e anche il SUP sarà sulla lista nera della capitaneria. Perciò spero che la gente si comporti in modo corretto e i problemi non dovrebbero esistere!

 

SUP.it: il SUP ha sicuramente un potenziale di sviluppo in senso agonistico che potrebbe portarlo a diventare addirittura sport olimpico, ma forse praticarlo con il mero obiettivo di pagaiare più velocemente di altri ne snaturerebbe le caratteristiche, di fatto demistificandolo. Tutti noi praticanti sappiamo che il SUP fra le sue caratteristiche peculiari annovera quella di essere particolarmente rilassante e contemplativo. D’altro canto, gli eventi i Stand Up Paddling, sia a livello di Cruising che di Waveriding si stanno moltiplicando ad una velocità straordinaria. Ritieni che uno sviluppo troppo marcato dell’aspetto agonistico del SUP potrebbe in qualche modo essere controproducente minando di fatto la “filosofia” che sta dietro questo modo di andare per mare?

Robert: Non penso che il fatto che diventi un sport olimpico gli faccia bene. E’ uno sport hawaiano che è ideato per prendere onde. Il fatto di andare su acqua piatta lo rende più completo, ma ripeto che il fatto di prendere onde è l’idea dello sport. Non esistono posti olimpici basati sul moto ondoso.
Io penso che il SUP deve essere un modo di vivere il mare, poi ognuno lo definisce alla sua maniere e ne lo scopre a modo suo le potenzialità, ma non ne farei un sport di massa…

 

SUP.it: OK Robert, ti ringraziamo per l’intervista e … hope to see you on the water soon!

Robert: Grazie e te e ci vediamo in acqua!

 

*Pics by Christiane

Intervista a cura di

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