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15/11/2013

Inserito in Maui Blog

Spot: Kanaha, Lowers
Onda: 1,5/2 mt.
Ala: Naish Trip 10
Tavola: custom Kazuma Milkman 5,8 wide nose concave deck

Quest’anno le condizioni meteo qui a Maui offrono pochi riferimenti. Nel passato la scelta tra windsurf, kite e sup era netta, semplice, difficilmente dall’esame della Kanaha cam e della Ho’okipa cam ci si poteva sbagliare. Quest’anno gli errori non si contano poichè l’intensità del vento appare del tutto imprevedibile ed anche siti web affidabili, quali wind guru, “toppano” alla grande. Il fatto poi di non disporre di un mezzo sul quale caricare windsurf e kite contemporaneamente costituisce un ulteriore fattore di penalizzazione. Insomma un disastro. Quante volte avrei voluto uscire in windsurf e, con tutto il rispetto per questo sport, mi sono ritrovato a fare kite? Troppe. La Ford Focus sedan è infatti tutto fuorchè una surf car. Dopo la grande swell di mercoledì le onde, seppur in scaduta, hanno continuato ad animare gli spot della North Shore ma mantenendo una scarsa qualità poichè ancora closing out. Il vento, come scrivevo, è risultato del tutto inaffidabile. Oggi il forecast era promettente ed ad Haiku il trade wind soffiava intenso. Ovviamente decidiamo di uscire in windsurf. Quando però iniziamo ad osservare la Kanaha Cam notiamo con disappunto che essendo la direzione easterly e quindi offshore lo spot, nell’inside è coperto. Non solo, in acqua c’è appena un windsurfista inchiodato come un rivetto. Un paio di kiters invece planano piuttosto bene. Ok, oggi si esce in kite. Quando giungiamo a Kanaha lo spettacolo è deprimente. Nessun windsurfista plana, il lancio del kite è parimenti problematico a causa della copertura dell’inside e le ali stallate non si contano. Decidiamo così di attendere che la situazione migliori. Intanto osserviamo i vani tentativi di uscire da parte di alcuni kiters; in particolare una ragazza mi sorprende per la sua determinazione: l’ala gli cade in acqua ad ogni tentativo, viene rigettata in spiaggia ma lei non demorde, riprova subito dopo. Intanto accanto a noi c’è Alex Aguera con una delle graziose figlie che riesce  nell’impresa di uscire grazie al suo basso peso, alla sua abilità e ad una raffica che raggiunge la costa. Ma oggi è anche il giorno degli Hydrofoil. Vedo che il grande Alex più che dedicarsi alla messa a punto delle tavole race sta sviluppando nuovi profili di ala. Un altro paio di rider sono già in acqua ed un terzo (Don Montague forse) si unisce al gruppo. Indubbiamente siamo nel pieno dello sviluppo di questi progetti. Quasi contemporaneamente decido di uscire. Prima lancio Marco con il suo Naish Ride 10. Poi in self launching alzo il mio Trip 10 e alla velocità della luce cerco di entrare in acqua. Ma proprio in questo momento sopraggiunge Airton Cozzolino che sta camminando verso di me con l’ala alta ed impedendomi di raggiungere il bagnasciuga. Con il vento super rafficato faccio una fatica immensa per non farlo stallare ma poi riesco a partire ed a guadagnare il largo. Appena il tempo di fare tre bordi e cercare onde surfabili che avverto un deciso calo del vento. Anche Marco ha intuito quello che sta accadendo e punta deciso verso la costa riuscendo a centrare l’area posta tra le due dighe di Ka’a Point. Da parte mia cerco di tenere in volo il Trip muovendolo come un pazzo e dirigendomi verso la Pro Pool di Kite Beach. Poi raggiungo un area dove il vento è del tutto assente. L’ala stalla e cade esattamente davanti a Ka’a Point quasi esattamente dove due settimane fa il kiter francese è stato attaccato da un grande squalo tigre: worst case scenario, direbbero gli inglesi! Non mi perdo d’animo, rifaccio la barra raggiungo l’ala attacco il leash del kite alla strap posteriore della tavola ed inizio a nuotare verso la costa. L’acqua è torbida (!!!), meglio non pensare a quello che potrebbe celarsi sotto la superficie. Più al largo è un disastro. I kite stallati non si contano, così come i windsurfisti in panne che cercano disperatamente di raggiungere la costa. Il life guard inizia ad aiutare i praticanti che si trovano maggiormente fuori. Dopo mezz’ora raggiungo la costa. Mentre faccio asciugare l’ala il vento aumenta ma è tardi e sinceramente mi pare un azzardo uscire di nuovo. Domani il vento dovrebbe essere maggiormente consistente ma la prossima settimana non si preannuncia nulla di buono a causa dell’assenza dei trade winds e di onde surfabili. Speriamo che i forecast cambino....ed in fretta!
Aloha and Godspeed


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13/11/2013

Inserito in Maui Blog

E’ arrivata, puntuale come un orologio svizzero. Già al mattino potevo udire distinti i boati delle onde che si abbattevano sul break di Jaws. Poi, osservo la Kanaha cam: un set gigante frange a Pier One, le 30 hawaiian feet previste ci sono tutte. Negli anni passati mi è capitato di uscire in windsurf in double mast conditions a Tavares bay ma con swell da Nord Ovest e periodi elevatissimi, ben superiori ai 15 secondi. La cosa importante era prendere l’ultima onda del set, dopodichè per riguadagnare il largo si poteva contare proprio sulla classica “spiattata”; in queste session esagerate un solo bruttissimo wipe out. Questa non è la swell più grande che ho visto a Maui, in particolare il primo anno del Nino, ce ne furono almeno tre ben più grosse (40/50 feet!!) ma si tratta di una delle più disordinate e closing out. La direzione ed il periodo piuttosto breve la rendono pressochè insurfabile, a meno di non andare con i jet ski a Pier One, the Pyramid e Jaws. Proprio a Peahi alcuni rider tra cui due paddler si recano presto al mattino. Uno di loro rischierà di annegare durante un brutto wipe out sulla prima onda e verrà salvato da un corpetto gonfiabile che lo riporta in superficie e dal pronto intervento di un rider che pilotava un jet ski. Ma anche qui  le onde sono poco surfabili poichè frangono velocemente e si alternano senza soluzione di continuità. A Pier One va decisamente meglio e la presenza di un elicottero nel pomeriggio con un cameramen testimoniava che questo spot, che letteralmente amo, lavorava meglio di Jaws. Purtroppo ad Oahu su un outer reef nel pomeriggio decedeva un surfista. Dicevo che si è trattato di una swell potente ma distante dagli standard hawaiiani. Il motivo è semplice, la direzione era esattamente perpendicolare alla North Shore poichè era stata originata da uno storm posto non, come comunemente avviene sulle isole Aleutine, ma giusto di fronte alla California. Questo spiega anche il breve periodo che, di fronte ad onde così alte è difficile riscontrare. Nell’inside di Kanaha entrava anche vento appena sufficiente per un 12 ma i cali repentini e la direzione side on lo rendevano assolutamente inaffidabile. Comunque mi ero predisposto per fare qualche bordo ma non essendo il solo che gestisce la vacanza ho dovuto rinunciare e proseguire l’attività fotografica utile per il nostro sito. Di certo essendo pressochè impossibile superare il reef non mi sono perso nulla. Il piano B era quello di andare a surfare nel porto (surf o sup...) ma lo spettacolo offerto dalla North Shore era troppo invitante ed essendoci trattenuti per scaricare una intera scheda SD di foto tra Maliko ed Ho’okipa, siamo arrivati tardi al Kahului Harbor trovandolo pieno zeppo di locals. Meglio evitare discussioni: questo è il loro giorno. Purtroppo il forecast per i prossimi giorni è alquanto incerto, domani e dopodomai dovrebbe esserci un temporaneo rientro dei trade winds con onda più che decente. La prossima settimana invece non promette nulla di buono.....poca onda e poco vento, ma che importa? E’ bello anche solo trovarsi qui.
Aloha and Godspeed