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07/12/2019

Inserito in Maui Blog

Con il blog odierno si conclude il diario di viaggio di questo quinto ed ultimo surf trip del 2019. Il giorno della partenza con tutte le molteplici attività che comporta è sempre piuttosto intenso ed oltremodo triste. Mi sveglio piuttosto presto e con mio fratello riusciamo a finalizzare la chiusura delle ultime borse ed il carico dei pesanti e numerosi bagagli sul Nissan Rogue per le 13.30. Abbiamo quattro grandi borse, due oversize e due bagagli da cabina a testa. Il check in sarà al solito intenso e lo effettueremo, per evitare complicazioni, nel tardo pomeriggio ad un ora ben distante da quella del decollo previsto alle 24.00. Dopo pranzo eccoci in viaggio verso Kahului. Salutiamo alcuni amici e ci rechiamo a Kanaha, la giornata è bella e luminosa e le condizioni sono ideali per una session con il kite, il windsurf od il wing rilassante e divertente. Ma non possiamo uscire e rimaniamo sul punto di osservazione ad Old Men Beach ad osservare i rider in acqua. Poi ci spostiamo a Wailuku. Verso le 16.30 siamo al Kahului Airport per il check in. Fortunatamente il personale addetto è lo stesso dello scorso anno e, nonostante il costo salato per imbarcare gli oversize (fissato dalla Lufthansa), tutto si svolge per il meglio. Verso le 18.00 siamo da Costco per mangiare il classico slice di pizza. Torniamo a casa facciamo una doccia e, dopo quarantasette giorni, indossiamo abiti normali e calziamo le scarpe; dopo un mese e mezzo di flip flop, le scarpe ai piedi fanno una strana impressione, sembrano innaturali! Lasciamo il Pu’ukoa Palms in tarda serata. Eccoci di nuovo in aeroporto, dopo i controlli di sicurezza giungiamo al gate per l’imbarco. Decolliamo per San Francisco alle 24.00 circa. A bordo del 737/800 c’è una squadra di giovanissimi giocatori di football americano di Wailuku che ad ogni fase del decollo schiamazzano facendoci morire dalle risate, e la stessa cosa si ripete quando, verso le cinque del mattino atterriamo in California. Il volo è passato discretamente bene ma ora riuscire a dormire nel primo mattino ad una temperatura ben diversa a quella hawaiiana è tutto un altro paio di maniche. Sembro un esquimese eppure provo un freddo pazzesco…..e mi trovo all’interno dell’aeroporto, figuriamoci fuori! Dopo una lunga attesa eccoci sull’Airbus A 340, davvero uno splendido aereo. Il decollo, previsto per le 14.30 slitta di mezz’ora. Il volo fino a Francoforte dura circa dieci ore e trenta che trascorrono abbastanza bene grazie all’eccellente sistema multimediale del velivolo. Vi assicuro che passare da un paesaggio hawaiiano a quello della fredda Germania è come ricevere un pugno allo stomaco, ci si sente davvero fuori posto! Questo è il sentimento che provo durante il final approach a Francoforte. I controlli di sicurezza nell’aeroporto tedesco sono molto accurati, mai visto nulla di simile. Verso le 15.30 siamo a bordo dell’Airbus A 320 che ci porterà a Fiumicino. Su questo velivolo crollo! Dopo aver bevuto una birra ed aver mangiato un panino inizio a dormire come un ghiro ma uno splendido tramonto mi tiene desto fino all’avvicinamento a Fiumicino. Sono le 16.30, è quasi buio, eccoci tornati in Italia. L’atteggiamento delle persone non è positivo e radioso come nella Valley Isle ma devo riconoscere che l’organizzazione del servizio bagagli e dell’aeroporto in generale non è seconda a nessuno…anzi! Non facciamo in tempo a raggiungere i caroselli che i bagagli, inclusi gli oversize, sono arrivati e disponibili. Mai visto nulla del genere. Davvero complimenti ai servizi aeroportuali. Purtroppo le sacche presentano i soliti inevitabili danneggiamenti, fa parte del gioco. La temperatura è discreta non provo molto freddo. Tornare a guidare in Italia è come trovarsi all’improvviso ad Imola! I primi minuti sono pazzeschi ed occorre riabituarsi in fretta ed avere mille occhi! Dopo un viaggio di complessivi due giorni e mezzo eccoci a casa. Anche questa nuova avventura è finita nel migliore dei modi. Le condizioni di vento ed onda non sono state eccezionali ma comunque godibili. Il breve incontro con uno squalo bianco ha inoltre aggiunto un elemento nuovo alla mia lunga esperienza di sport acquatici. Maui mi mancherà già da domani ed il sogno è quello di tornare di nuovo in questo splendido luogo il prossimo anno.

Grazie cari followers per aver seguito il blog. Maui No Ka Oi.

Aloha and Godspeed

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