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Meteo/Mare

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I pattern meteo. La Goccia Fredda o Cut-Off

Inserito in Articoli Meteo, Mare

Cut-Off

Torniamo a parlare di meteorologia trattando il pattern meteo che con tutta probabilità si stabilirà sul Mediterraneo Centrale nei prossimi giorni, senza dimenticare le sue implicazioni sullo stato del mare.

Premessa

Iniziamo questa trattazione con quello che sembra ormai un dato di fatto: l’anticiclone nordafricano, aka “Gobbo di Algeri” (di cui abbiamo parlato in questo articolo ), che ha reso questa Estate 2012 così rovente, sta per subire una notevole spallata che lo scalzerà dal Bacino Centrale del Mediterraneo. Questo arretramento a latitudini più consone a tale figura barica, accompagnato dalla formazione di un nucleo depressionario foriero di forti precipitazioni proprio sul nostro Paese, prefigura a tutti gli effetti una “rottura di stagione”. Si tratta, è bene dirlo da subito, di uno scenario ben diverso rispetto alla classica rottura stagionale che ha caratterizzato gli anni 90, quando le stagioni estive nel Mediterraneo erano segnate dalla presenza dell’Anticiclone delle Azzorre con temperature assai più gradevoli e la loro fine era tipicamente causata da un nucleo di aria umida ed instabile proveniente da W NW. In questa tarda estate 2012, infatti, si sta prefigurando un pattern meteo del tutto diverso e caratterizzato da una saccatura di bassa pressione in movimento da N a S dapprima alimentata da correnti artiche ma destinata poi a perdere vigore e quindi ad esaurirsi in seguito ad una azione di blocco di questo flusso di aria fredda da parte di un sistema di alta pressione previsto in rafforzamento sul Nord Europa. Di qui il termine cut-off che in Inglese identifica, appunto, una interruzione, nella fattispecie della linfa vitale del nucleo di bassa pressione, vale a dire l’aria fredda di origine artica che lo alimenta. A parte il termine inglese, i nostri meteorologi identificano tale fenomeno con il termine di “goccia fredda” il che ci dà lo spunto per approfondirne ulteriormente la trattazione, visto che si tratta di una definizione più articolata.


La goccia fredda e le Jet Stream

In uno dei nostri precedenti articoli (http://www.standuppaddling.it/content/view/1612/45/ ) abbiamo parlato delle Jet Stream, cioè delle “Correnti a Getto”. Come abbiamo visto, si tratta di venti a volte di fortissima intensità che soffiano a più di 10.000 m di quota. Esse di fatto vengono generate lungo le linee di confine che separano i sistemi di alta pressione subtropicale, come appunto l’anticiclone nordafricano, dalle saccature di bassa pressione generate alle latitudini più alte dal vortice polare (parliamo dell’emisfero Nord ma lo stesso ragionamento si applica  a quello sud). In sostanza le Jet Stream nel nostro emisfero si estrinsecano attraverso il movimento, causato dalla rotazione terrestre, di masse di aria fredda da W ad E e quindi lungo i paralleli. Ciò causa la costante creazione di cavi d’onda che si traducono in sistemi di bassa pressione. A volte la lunghezza d’onda è così elevata che tali saccature tendono a sganciarsi e a rimanere isolate senza alcun “cordone ombelicale” di aria fredda che possa ulteriormente alimentarle - una volta di più ricordiamo che l’aria fredda costituisce di fatto il volano dei sistemi di bassa pressione - .  
Complicando ulteriormente il discorso, quando una goccia fredda entra sulla scena, essa staziona in quota senza generare un sensibile abbassamento della pressione atmosferica al suolo. Tale situazione è quindi inizialmente caratterizzata dalla presenza di due masse d’aria, una calda (caldissima se ci riferiamo alla situazione attuale) al suolo ed una molto fredda in quota con conseguenze facilmente immaginabili. E’ infatti noto che una massa di aria fredda è più pesante di quelle di aria calda e quindi la presenza di tale contrasto di temperature nella colonna d’aria genera fortissime turbolenze e quindi sviluppo verticale dei venti con annessa forte vorticità. Tale condizione è nota con il termine di “regime convettivo” e si traduce nella generazione di temporali che a loro volta scaricano l’aria fredda al suolo nel processo di ristabilimento dell’equilibrio atmosferico. Da quanto detto risulta ovvio che maggiore è il gradiente termico, cioè la differenza di temperatura fra queste due masse d’aria al suolo ed in quota, e maggiore sarà l’instabilità atmosferica associata a tale pattern. E’ quindi evidente che, in mancanza di un flusso di aria fresca in grado di rinvigorire una saccatura di questo tipo, essa è destinata ad esaurirsi lentamente sul posto, intrappolata dalle alte pressioni confinanti. L’immagine in basso illustra lo scenario in discorso.

cutoff


Conseguenze meteomarine di una goccia fredda isolata sull’area mediterranea

Come abbiamo visto, la prima conseguenza di una goccia fredda mediterranea è quella che si traduce in una marcata instabilità e quindi dalla presenza di forti temporali con associate copiose precipitazioni, soprattutto se tale pattern si instaura dopo un evento di caldo prolungato. Per quanto riguarda lo stato del mare e cioè dei venti al suolo, è evidente che la genesi della goccia fredda (inizialmente alimentata e spinta da correnti artiche) è in grado di innescare una componente ciclonica dei venti al suolo. Non deve quindi sorprendere che nella fase iniziale di entrata del nucleo di bassa pressione, si attiverà quella che abbiamo definito a suo tempo “l’Autostrada del Maestrale” (http://www.standuppaddling.it/content/view/1239/45/ ). Questo a livello di bacini di Ponente. Per quanto riguarda invece l’Adriatico, venti di Bora segneranno l’inizio del cambiamento atmosferico. In ogni caso, anche se non si tratta di una rottura di stagione “vecchio stile”, caratterizzata dall’ingresso sul Mediterraneo di una perturbazione atlantica con annessa rotazione dei venti da Scirocco-Libeccio-Maestrale-Tramontana, anche l’instaurarsi del pattern meteo in discorso è in grado di generare mareggiate di tutto rispetto, sia pure più grosse nei bacini occidentali. Al solito raccomandiamo sempre la massima prudenza, soprattutto in presenza di temporali. Oltre al pericolo dei fulmini, infatti, bisogna tener presente che i temporali sono in grado di causare un aumento improvviso e mutamenti imprevedibili della direzione del vento che non di rado può assumere una decisa componente da terra con conseguenza facilmente immaginabili per lo stand up paddle surfer.


Conclusioni

Il cut-off o goccia fredda è un pattern meteo che consiste nell’isolamento di un sistema di bassa pressione in quota. In sostanza si tratta di una massa di aria fredda che interagisce con quella più calda sottostante. Il prodotto di questa interazione è una forte vorticità con associato regime convettivo e quindi il moto di masse d’aria in senso verticale. La genesi del fenomeno comporta tuttavia, in una fase iniziale, l’instaurarsi di un regime di venti al suolo con componente ciclonica e quindi con rotazione antioraria nell’emisfero nord. Ciò si traduce nella creazione di mareggiate sui bacini esposti.
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