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Meteo/Mare

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2015 torna El Niño. Ultimi IMPORTANTI aggiornamenti

Inserito in Articoli Meteo, Mare

El Nino 2015

Continuiamo a proporvi aggiornamenti sul fenomeno climatico noto come El Niño in virtù del forte impatto che esso provoca con riferimento ai pattern meteo su scala globale.

Questi ultimi possono risultare in condizioni più o meno favorevoli alle mareggiate lungo le aree costiere e quindi la materia è di estremo interesse per il surfer. Ad ogni modo, per un approfondimento sulle cause e gli effetti di tale fenomeno (così come di quello opposto, noto come La Niña), vi rimandiamo all’ultimo articolo da noi dedicato ad esso.

 

  • Ultimo bollettino del CPC

Il “Climate Prediction Center” (CPC) branca dell’agenzia statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha recentemente diramato l’ultimo bollettino su El Niño confermando sia la presenza dell’anomalia che una sua persistenza che potrebbe abbracciare tutto l’Inverno 2015/2016 con una percentuale probabilistica del 90%. Non solo, anche un suo NOTEVOLE rinforzo, che lo potrebbe portare ad essere l’episodio più rilevante del fenomeno mai registrato, fa parte del quadro previsionale. Esso con tutta probabilità comporterà un notevole riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico Centrale che potrebbe superare addirittura i 2° C. Si noti che proprio in questo periodo tale soglia è stata raggiunta in prossimità delle coste che si affacciano sul Pacifico Centrale. Altro dato sorprendente è l’anomalia positiva della temperatura dell’acqua in profondità raggiunta in tali zone. Essa ha infatti raggiunto i 6° C.. D’altro canto, gli effetti del fenomeno sono già apprezzabili nelle aree equatoriali e sub equatoriali del Pacifico, che stanno vedendo un incremento nel numero delle aree di bassa pressione, tutte potenzialmente in grado di evolvere in cicloni. Ricordiamo infatti che la c.d. Hurricane Season nel Pacifico Centrale è stata sempre più intensa durante episodi di El Niño (essa per convenzione va dal primo giugno al 30 novembre). E’ infatti noto che acque superficiali più calde favoriscono la nascita e, almeno inizialmente, il rinforzo delle tempeste tropicali (Tropical Storm) e quindi la probabilità che esse possano poi evolvere in uragani. Oltre alla maggiore instabilità che sta caratterizzando tale zona geografica, altri effetti sono già del tutto evidenti. Alle isole Hawaii, ad esempio, gli Alisei, che in condizioni normali soffiano su base quasi giornaliera in Estate, lo stanno facendo con minore intensità e questo potrebbe pesare non poco sullo svolgimento delle classiche di Downind SUP/Prone race come la Maui2Molokai (di cui vi abbiamo parlato recentemente) e la Molokai2Oahu, che si trasformerebbero in massacranti (come se esse già non lo fossero) prove di Long Distance. Proprio in questi giorni alcuni tempeste tropicali hanno causato l’ennesimo stop estivo dei Trade Winds. La seguente immagine satellitare mostra proprio una notevole attività ciclonica in tale area.

Anomalies

El Nino

Mentre stavamo per pubblicare questo articolo, un altro effetto di rilievo ha interessato l’area delle Isole Hawaii. Come definire altrimenti una moderata nevicata sulla sommità del vulcano Mauna Kea, se si pensa che si tratta di un evento già piuttosto raro nella stagione invernale?

Hawaii

Mauna Kea

  • El Niño/La Niña, gli effetti sono globali

Lo abbiamo sempre scritto negli articoli dedicati a El Niño/La Niña, se pensate che tali fenomeni possano influenzare le condizioni meteomarine della sola area tropicale e subtropicale del Pacifico, non potreste essere più lontani dalla realtà. L’impatto di tali fenomeni è globale ed i campioni statistici in nostro possesso sui passati eventi di El Niño/La Niña lo dimostrano ampiamente. In particolare, uno degli effetti scatenati da El Niño è un aumento, appunto, globale delle temperature e guarda caso l’ultima settimana di giugno e la prima decade di luglio si sono rivelate essere assai più calde della norma anche nel Bacino Centrale del Mediterraneo dove si sta registrando lo sconfinamento alle nostre latitudini dell’Anticiclone Africano. Proprio in questi giorni, oltre al bollettino concernente El Niño stesso, il NOAA ne ha diramato uno sulla portata dell’ondata di caldo che stiamo vivendo in questi giorni, e che ha avuto inizio alla fine dello scorso mese di giugno. In sintesi, essa in Europa ha fatto registrare una anomalia termica positiva di 7,5°. Non solo, in questo documento viene giustamente enfatizzato il dato relativo alla temperatura media globale delle terre e dei mari relativo al solo mese di maggio, il più alto registrato da 136 anni a questa parte. Tornando all’Anticiclone Africano, per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo comunque al nostro ultimo articolo dedicato all’anomala posizione occupata da tale figura barica in questo periodo.

 

  • Conclusioni

El Niño è arrivato sulla scena meteorologica globale ed intende non solo restarci a lungo (in senso meteorologico, s’intende), ma di farlo con forza e determinazione. Gli effetti del fenomeno che - lo ricordiamo - è ciclico, si avvertiranno dunque fino alla Primavera del prossimo anno e, come purtroppo le passate occorrenze di El Niño lasciano presagire, quelli che interesseranno alcune aree geografiche potrebbero essere particolarmente nefasti. Impegnandoci naturalmente a mantenervi aggiornati su questa importante anomalia meteo, vi rimandiamo intanto alla consultazione dell’ultimo bollettino del CPC del NOAA, che può essere consultato al seguente indirizzo:

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/enso_advisory/ensodisc.pdf

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