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Le maree

Inserito in Articoli Meteo, Mare

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Continuiamo a riproporvi alcuni articoli della sezione meteo/mare. Oggi è la volta di quello relativo alle maree.                                                        
 
 
  • Introduzione

Nell’articolo “le onde” abbiamo visto che l’energia trasmessa dai venti sulla superficie del mare è in grado di generare le mareggiate. Maggiore è l’area interessata dai venti, più ampia è la Fetch e più grossa è, almeno in teoria, la swell. Eravamo poi giunti alla conclusione che la direzione di una mareggiata ed il periodo della stessa sono due variabili importantissime ai fini della sua previsione, sia in termini di grandezza che di qualità delle onde. Avevamo anche detto, però, che esiste un’altra componente importantissima che occorre necessariamente tenere in considerazione per valutare una swell. Stiamo parlando delle maree che, come la direzione ed il periodo di una mareggiata, possono influenzarne in modo evidente la dimensione e la qualità.

 

  • Tutto è relativo …

Se prevedere le maree risulta tutto sommato assai meno approssimativo che prevedere la grandezza delle mareggiate, l’impatto che le maree stesse hanno sulle onde di un determinato spot è essenzialmente relativo a quello specifico picco. In altri termini, per quanto si possano elaborare dei criteri base su come le maree influenzano le onde, occorre frequentare uno spot per lungo tempo allo scopo di poterne valutare e quindi prevedere gli effetti.

 

  • Dalle osservazioni empiriche all’astrofisica

Già dall’antichità l’uomo è stato in grado di correlare le maree alla posizione della Luna. Era infatti evidente che esse seguivano, in termini temporali, il sorgere della Luna, che come sappiamo avviene un’ora dopo ogni giorno. Inoltre era altrettanto evidente che il livello stesso delle maree risultava legato alle fasi lunari. Più avanti, con il progredire delle conoscenze in materia di astrofisica, fu chiaro che le maree sono dovute alla forza di attrazione gravitazionale esercitata dal nostro satellite, che è in grado di aumentare, attraendole, il livello delle acque più vicine ad esso di circa mezzo metro, di fatto generando l’alta marea. Addirittura, studi approfonditi testimoniarono che anche la stessa crosta terrestre subisce una sorta di rigonfiamento, di circa 30 cm, nelle zone di massima attrazione gravitazionale lunare. E’ ovvio che questa forza di attrazione diminuisce mano a mano che ci si allontana dal punto in cui la Luna è più vicina alla terra.

 

  • Allora è facile prevedere le maree?

Fatta questa premessa potrebbe sembrare che la previsione delle maree sia estremamente semplice. Se non ci fossero altre variabili in gioco, infatti, potremmo prevedere con precisione assoluta le maree per ciascuna zona costiera. Purtroppo non è così ed altri elementi come la pressione atmosferica, la forza di Coriolis (quella cioè creata dalla rotazione del globo), i venti, la stessa forza gravitazionale esercitata dal Sole, il livello di salinità delle acque, l’orografia della costa, tanto per citarne alcuni, sono in grado di influenzare pesantemente tali previsioni. Proprio quest’ultimo fattore, cioè la conformazione costiera, è in grado di creare le King Tides, cioè maree fuori dalla norma, se non addirittura le Macro Tides. Questi fenomeni su larga scala sono e continuano ad essere sfruttati dall’uomo, ad esempio, per la pesca.

 

  • Conclusioni

Alla luce di queste ultime considerazioni è evidente che l’elaborazione dei dati previsionali sulle maree richiede l’impiego di mezzi di calcolo altrettanto potenti di quelli usati per le previsioni meteo. Il dato certo è che vi sono due alte e due basse maree al giorno ma, come visto in precedenza, non ci sono ancora gli strumenti per stabilire in modo matematicamente certo i loro tempi. Il livello di approssimazione raggiunto da tali previsioni è comunque piuttosto soddisfacente ed il paddler esperto può naturalmente trarne vantaggio per massimizzare il proprio divertimento in acqua. L’unico suggerimento pratico che ci sentiamo di dare, o meglio di ripetere, è quello di studiare la consistenza degli spot in presenza di alta e bassa marea ricordando di porre attenzione alle correnti marine durante il cambio di marea, soprattutto in quei tratti di costa che sono più sensibili a questo fenomeno.

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