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Meteo/Mare

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The Big Chill. Il Ponte di Voejkov è aperto!

Inserito in Articoli Meteo, Mare

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Come vi avevamo anticipato a suo tempo, parlando del fenomeno ciclico noto come La Niña, questo inverno 2017 sarebbe stato molto probabilmente uno dei più freddi degli ultimi anni.

Chi segue la nostra rubrica dedicata ai fenomeni meteomarini ricorderà che tale fenomeno ciclico, che si manifesta attraverso un raffreddamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico Centrale, comporta di  norma un irrigidimento delle temperature invernali nell’emisfero Nord. In basso una recente analisi dello stato del fenomeno, fonte NOAA.

La Nina

In effetti la brutta stagione che stiamo vivendo ci ha riportato a quelle di circa due decenni orsono, quando effettivamente un po’ tutte le stagioni erano ben delineate. Ecco che quindi, come appunto avvenuto in un passato non troppo recente, sono le forti correnti settentrionali ed orientali a farla da padrone in questo inverno che sta per entrare nel vivo. Entrando nel dettaglio, questa tipologia di pattern meteo è determinata dalla inusuale migrazione dell’Anticlone delle Azzorre sul Nord Europa favorendo a sua volta la formazione del cosiddetto “ponte di Voejkov”. Fu infatti il meteorologo russo Aleksandr Ivanovic Voejkov a studiare a lungo, e battezzare tale configurazione narica. In sostanza, se è vero che il nostro Paese risulta protetto dalle correnti atlantiche, cosa che invece era avvenuta puntualmente nel corso dello scorso Inverno, tale posizione occupata dall’Anticiclone delle Azzorre apre un corridoio alle freddissime ed intense correnti continentali siberiane/balcaniche con venti sostenuti che vanno da N ad E. La carta meteo analitica in basso, con i potenziali a 500 hPa, evidenzia la situazione odierna che ricordiamo comunque esprimere correnti settentrionali/orientali attenuate rispetto a quelle dei tre giorni passati.

Analisi

Essa mostra, appunto, uno sbilanciamento dell’Anticlone delle Azzorre e nuclei di aria fredda provenienti da Balcani che investono il NE della nostra penisola e delle isole maggiori. Aggiungiamo che si tratta purtroppo di un pattern non particolarmente favorevole per la pratica degli sport acquatici di scivolamento alle nostre latitudini, soprattutto a causa delle temperature estremamente rigide, che combinate con i venti di burrasca da NNE, rendono le temperature percepite (il c.d. Chill Factor) ben al di sotto dei 2/3 gradi sotto zero! E ora, potrete chiedervi? Dato per scontato che le previsioni a lungo termine lasciano il tempo che trovano, l’unico dato estremamente probabile che possiamo citare è un indebolimento graduale del corrente episodio de La Niña, che dovrebbe esaurirsi entro fine marzo, il che potrebbe riportare alla normalità anche le condizioni meteo a livello globale, dopo ormai due anni e mezzo caratterizzati da un fortissimo episodio di El Niño prima e da quello del suo fenomeno opposto da alcuni mesi. Vedremo se questa tendenza sarà confermata o meno nei prossimi mesi. Stay tuned!

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