• Tecnica
  • Meteo
  • Carl Vader Blog
  • Annunci Usato
  • Viaggi
  • Street SUP the best crosstraining sport for SUP Surfing
  • Forum
  • Reviews
  • starboard
  • Starboard SUP. Click here!

Meteo/Mare

Stampa

Le correnti marine

Inserito in Articoli Meteo, Mare

frontpage

Continuiamo a riproporvi alcuni degli articoli più significativi pubblicati a suo tempo nella sezione Meteo.

Dopo aver parlato delle onde, delle maree e di come interpretare le carte meteo,  è venuto il momento di chiudere idealmente il cerchio delle conoscenze base meteo marine che ogni praticante di sport acquatici dovrebbe possedere per affrontare con maggiore sicurezza quello che in sostanza – è scontato ma vale la pena ricordarlo - non è il nostro ambiente naturale. Vi parleremo quindi delle correnti marine, la cui importanza su vasta scala è di capitale importanza a livello climatologico.

  • Premessa 

Coloro che hanno sperimentato la sgradevole sensazione di essere trascinati, anche per brevi tratti, dalla corrente marina o di un corso d’acqua sanno quanto possa essere difficile e stancante, se non addirittura impossibile, nuotare contro di essa. Questo è il motivo per cui, purtroppo, le correnti costiere mietono numerose vittime ogni anno, soprattutto quando esse spingono al largo. Se riflettiamo sul fatto che queste ultime, per quanto forti, costituiscono dopo tutto un fenomeno limitato rispetto a quelle che si verificano in acque profonde ed in mare aperto, abbiamo una rozza visione dell’enorme energia in gioco. 

La teoria fa rientrare le correnti NON di marea in tre categorie distinte fra loro, quelle di Gradiente, di Deriva  e Costiere anche se alcuni fanno rientrare queste ultime nella seconda categoria.

  • Le Correnti di Gradiente
    Le Correnti di Gradiente sono determinate da differenze (gradiente) di valori pressori atmosferici che insistono sulla superficie del mare e  dalla diversa densità  e quindi salinità delle masse d’acqua vicine fra loro. Esse regolano il continuo moto delle masse d’acqua nei bacini chiusi, come il Mediterraneo e, parzialmente, quello negli Oceani. 
     
  • Le Correnti di Deriva
     Le Correnti di Deriva  sono sempre associate alle Fetch, cioè ad aree marine, anche molto estese, soggette alla forza dai venti. Abbiamo già esaminato in dettaglio il concetto di Fetch nell’
    articolo sulle onde
    al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti. Tornando alle Correnti di Deriva, non deve sorprendere più di tanto il fatto che i forti venti che in genere soffiano su estese e ben determinate aree degli oceani, come i Trade Winds o Alisei, alimentano  di fatto la circolazione globale delle masse d’acqua oceaniche in termini di correnti. Non solo, è altresì chiaro che in presenza di oscillazioni come quella di El Niño o La Niña, che abbiamo trattato in questo articolo, le Correnti di Deriva subiscono alcuni cambiamenti di intensità e di rotta che comportano tutta una serie di conseguenze a livello climatico.  In definitiva, le Correnti di Deriva rappresentano dei veri e propri fiumi che possono scorrere anche in profondità sotto altre masse d’acqua di diversa densità e/o temperatura.
  • Le Correnti Costiere
    Le Correnti Costiere rappresentano sicuramente un fenomeno limitato rispetto alle Correnti di Gradiente e di Deriva. Limitato come energia in gioco, ma non certo come impatto sulle attività umane e soprattutto in termini di pericolosità per bagnanti, diportisti e sportivi. Esse sono influenzate principalmente da due fattori, il moto ondoso (e quindi il vento che lo genera) e la conformazione della costa.  Quando il vento soffia dal mare e genera treni di onde incidenti più o meno perpendicolarmente la costa, le masse d’acqua assumono un moto tendenzialmente parallelo rispetto a quest’ultima. E’ poi la conformazione costiera a regolare la direzione di queste correnti a livello locale.
  • Spot e correnti. Cosa occorre sapere 

Dopo queste definizioni un po’ asettiche ma che possono suscitare l’interesse a livello di climatologia e scientifico nel lettore, affrontiamo ora il problema delle correnti marine secondo l’ottica dell’appassionato di sport acquatici e del paddler in particolare.
Questi ultimi dovranno confrontarsi per lo più con le Correnti Costiere.  Proprio alla luce di questa ultima considerazione, è molto importante fare alcune considerazione sulla  conformazione degli spot e l’impatto rilevante che essa ha sul fenomeno delle correnti. 

  • Rip Current, baie e canali

Nelle baie la corrente tende ad assumere una direzione offshore  (cioè a portare verso il largo) in corrispondenza della estremità esposte che le delimitano. Si parla, in questo caso, di Rip Current o Correnti di Risucchio. Occorre osservare che le Rip Current, quando non sono estremamente forti, sono sfruttate dai surfisti esperti per raggiungere in modo assai meno faticoso la lineup.  Non solo, nel caso di break con reef corallini è proprio in corrispondenza dei punti caratterizzati dal passaggio delle Correnti di Risucchio che è più facile trovare canali di uscita, come ad esempio quello sinistro che caratterizza lo spot di Ho’okipa a Maui. Questi canali vengono prodotti nel tempo grazie alla maggiore pressione esercitata dall’acqua in corrispondenza del reef  con una minore proliferazione dei microorganismi (polipi) che lo costituiscono o con la maggiore erosione nel caso di fondali rocciosi. La foto in basso mostra quali sono i punti dove le Correnti di Risucchio sono più forti in tale spot.

ripcurrents

Naturalmente la presenza di canali nei reef, anche esterni, implica sempre la presenza di Rip Current nei loro pressi tanto che se la mareggiata è grossa si può venire letteralmente risucchiati al largo, soprattutto prima dell’arrivo di grossi set.

  • Beach Break

Beach Break, e quindi spot con fondale sabbioso con conformazione costiera grossolanamente lineare saranno invece caratterizzati da correnti tipicamente parallele aventi intensità, anche in questo caso, proporzionale alla forza della mareggiata. Superfluo dire che le Correnti Costiere possono anticipare l’arrivo di mareggiate e non sono infrequenti casi in cui esse assumono in breve tempo direzione opposta a quella dei venti locali. Beach Break aventi queste caratteristiche presentano le maggiori difficoltà ai paddler dediti al SUP Surfing, vuoi per la presenza di shorebreak potenti, vuoi, appunto, per quella di forti correnti parallele alla costa che possono rendere estremamente faticose le session, dato che semplicemente sostare nei pressi del punto di lancio risulta estremamente dispendioso. La seguente foto, scattata presso il Beach break di Foce Verde (Latina), illustra la direzione della corrente con mareggiata o scaduta dai quadranti occidentali.

beachbreak

Superfluo aggiungere che nel caso in cui la swell è stata generata da venti che soffiano dai quadranti meridionali, anche la corrente assume direzione opposta, sempre parallela, comunque.

  • Conclusioni. Qualche suggerimento 

Ci sarebbe molto da aggiungere sulle correnti  ma ci interessa, data la delicatezza dell’argomento in termini di sicurezza, dare alcuni suggerimenti ai paddler alle prime armi e a quelli che per  la prima volta si cimentano in uscite in presenza di forte corrente.


1) Nelle baie più o meno piccole cioè l’area con corrente limitata o assente è quella centrale, mentre le estremità che le delimitano, le c.d. “punte” (point),  saranno interessate da Correnti di Risucchio tanto più intense, quanto più grossa sarà la mareggiata.

2) Se non avete ancora praticato il SUP Surfing in spot oceanici, prestate la massima attenzione ai canali di uscita nei reef esterni! Se la swell è troppo grossa e non ve la sentite di andar fuori, potete essere spinti rapidamente nell’outside anche senza volerlo. Usare i canali per andar fuori è sempre saggio ma non avvicinatevi troppo se non ve la sentite!

3) Se intendete uscire in uno spot che non conoscete e vi sono dei local presenti, osservateli e/o parlate con loro prima di entrare in acqua, soprattutto in presenza di grosse onde.  Potete essere sicuri del fatto che essi conoscono alla perfezione le correnti dello spot. A tal punto, infatti, da trarne vantaggio, soprattutto per arrivare alla lineup  ed uscire dall’acqua. Quella di presentarsi ai local è comunque una buona regola di surfetiquette quando si intende uscire per la prima volta in un nuovo spot!

4) Allenatevi su lunghe sessioni di Cruising quando l’acqua è piatta. Pagaiare in presenza di corrente forte è estremamente dispendioso dal punto di vista fisico e se siete frequentatori di spot sabbiosi si tratta di condizioni che affronterete spesso in presenza di onde. Stay fit, stay safe!

5) Gli estuari sono sempre caratterizzati da Rip Current, quindi se intendete uscire in spot che si trovano nella loro vicinanza tenetelo presente. Se il corso d’acqua è particolarmente ingrossato le Correnti di Risucchio possono essere estremamente pericolose. 

6) Se siete sorpresi da Rip Current così forti da impedirvi di pagaiare contro di esse, assecondatele fino a quando esse risultano assenti o attenuate. Non ha senso nuotare o pagaiare contro corrente se questa è forte. La lotta è impari!  In ogni caso mai (e sottolineiamo mai) abbandonate la tavola per alcun motivo.

Nel prossimo articolo daremo … i numeri. No, non impazziremo, non preoccupatevi. Piuttosto vi parleremo di misurazioni. Quali? Stay tuned!

e-max.it: your social media marketing partner

Non hai i privilegi necessari per postare commenti