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Meteo/Mare

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Il periodo delle mareggiate

Inserito in Articoli Meteo, Mare

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Il periodo (o intervallo) di una mareggiata è uno dei fattori da tenere in considerazione per valutarne la forza e la qualità. Ma perché è così importante?

Nella sezione meteo/mare abbiamo più volte citato il fattore periodo della mareggiata, senza comunque mai approfondirlo. E’ quindi giunto il momento di farlo, partendo dalla sua definizione.

 

  • Il periodo di una mareggiata. Definizione

Il periodo di una mareggiata, misurato in secondi, è l’intervallo di tempo che separa due onde durante il loro passaggio attraverso un punto ben definito, come ad esempio una boa saldamente ancorata al fondale. Mareggiate con intervallo superiore ai 9 secondi sono definite di lungo periodo. Sotto questa soglia esse sono invece chiamate di breve periodo o windswell. Le prime sono tipicamente causate da intense ed estese saccature (nuclei di bassa pressione) che, oltre a forti precipitazioni, attivano venti fortissimi che possono soffiare su una superficie del mare di centinaia, a volte migliaia, di Km2, chiamata “area di fetch”. L’estensione di tali depressioni ne determina in modo direttamente proporzionale non solo la fetch ma anche la durata altro fattore che tende ad incrementarne il periodo e quindi la potenza della mareggiata. Ovviamente non occorre essere particolarmente ferrati in fisica e fluidodinamica in particolare per capire che maggiore è il periodo che separa due onde e più estesa è la massa d’acqua in movimento che esse trasportano. Con l’abbassarsi del fondale maggiore è la massa d’acqua che lo attraversa più alta sarà l’onda che risulta da questo moto.
Il periodo delle onde causate dagli Tsunami. Tanto per dare un’idea, mareggiate oceaniche con periodo superiore ai 15 secondi sono enormi ma, se ve lo state chiedendo, qual è il periodo delle onde più distruttive, quelle causate dagli Tsunami? In questo caso occorre cambiare scala e si parla di minuti, fino a 60 nel caso di quelli più catastrofici!

 

  • Le conseguenze

Tenendo in considerazione la definizione precedente, non deve sorprendere che le mareggiate più grandi sono quelle oceaniche. Un esempio tipico è quello delle mareggiate che impattano le coste esposte a NW delle Hawaii in Inverno. Esse sono infatti create dalle intensissime saccature che in Inverno tendono a stazionare sull’area delle isole Aleutine. Tutta questa enorme energia si traduce, appunto, in una serie di onde che percorrono migliaia e migliaia di Km prima di colpire le coste esposte. A volte anche quelle della West Coast statunitense.

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  • E nel Mediterraneo cosa può accadere?

Data l’estensione piuttosto limitata del “Mare Nostrum” difficilmente il periodo di una mareggiata può superare i 10 secondi. Tuttavia anche alle nostre latitudini è a volte possibile osservare il fenomeno delle onde lunghe. Onde, generate da basse pressioni e/o fronti perturbati in avvicinamento, che possono raggiungere le coste esposte in assenza, anche totale, di vento. Resta il fatto che le condizioni di windswell, con mare fortemente attivo, sono quelle che tutti noi ci troviamo ad affrontare nelle nostre uscite.

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  • Conclusioni

Il periodo di una mareggiata è una variabile importantissima da valutare se si vuole stimare la potenza effettiva di una mareggiata, e quindi l’altezza effettiva delle onde. In un prossimo articolo vi parleremo degli altri fattori da tenere in considerazione: la direzione della mareggiata, la batimetria e le maree.

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