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Meteo/Mare

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2010 - 2011 Il ritorno de La Niña

Inserito in Articoli Meteo, Mare

La Nina is back

Due anni fa vi avevamo parlato della oscillazione ciclica di natura climatica nota come El Niño e delle sue conseguenze su scala globale.

  • Premessa 

Parlando di El Niño avevamo scritto quanto segue

“Non deve stupire più di tanto il fatto che, da un punto di vista statistico, il Niño è seguito dall’episodio opposto che si chiama La Niña. Affronteremo il discorso a tempo debito, approfittando magari dell’instaurarsi di tale fenomeno alla fine di questo episodio di Niño che, stando alle ultime analisi del NOAA, dovrebbe protrarsi per almeno 3-4 mesi”.

Ebbene, quell’episodio di Niño ha avuto una durata ben superiore ai 4 mesi originariamente previsti, per essere seguito, come atteso, dal fenomeno contrario. Prima di occuparci della “sorellina” del Niño, facciamo un passo indietro e puntualizziamo, a costo di ripeterci, che El Niño e La Niña sono fenomeni ciclici che nulla hanno a che fare con i c.d. “mutamenti climatici”..
La ciclicità, e quindi la comparsa ad intervalli di tempo più o meno regolari di tali fenomeni, è ormai provata statisticamente. A titolo di cronaca, il ciclo solare viene accreditato nei circoli scientifici come la causa più plausibile di tali complessi fenomeni,. Ad ogni modo, entrare nel merito della o delle cause che sono in grado di innescare tali anomalie esula dai fini di questa trattazione, visto che ci interessa, come appassionati di sport acquatici e di riflesso di metereologia,, capire quali conseguenze La Niña implica per la pratica di tali attività sportive.

 

  • Definizione

Ma veniamo alla definizione precisa de La Niña così come è fornita dall’istituto statunitense che sicuramente ne possiede il maggiore know how, vale a dire il Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), che è l’Agenzia federale statunitense che si occupa in particolare della climatologia marina:
La Niña è un fenomeno che si verifica nell’Oceano Pacifico equatoriale ed è caratterizzato da una diminuzione minore o uguale a 1.5 gradi Celsius della temperatura della superficie dell’acqua rispetto al normale (prendendo come riferimento il periodo base 1971-2000), registrata in media su tre mesi consecutivi.

El Nino e La Nina
  
  • Conseguenze climatologiche su scala mondiale

Come per El Niño, anche per il fenomeno opposto il suo impatto climatologico su scala globale è ormai provato, tanto che sul mini-sito che il Noaa ha dedicato alla  Niña essa è definita, più genericamente come segue:

"La Niña è una anomalia del sistema oceano-atmosfera della regione tropicale del Pacifico che ha significative conseguenze a livello meteorologico e climatologico su tutto il pianeta."

L'illustrazione di cui sopra, mette a confronto i due fenomeni mediante l'evidenziazione della temperatura superficiale delle acque dell'Oceano Pacifico. A colori più tendenti al rosso corrispondono naturalmente temperature più elevate, mentre i colri tendenti alla parte magenta/blu riflettono temperature delle acque superficiali più basse. Partendo dall'alto, possiamo osservare l'anomalia di tali temperature registrata nel Novembre del 1997, all'inizio dell'episodio più significativo di El Niño che poi fu puntualmente seguito dal fenomeno contrario, di cui stiamo discutendo, a partire dal Febbraio 1999, come evidenziato dal quadro analitico successivo.

Riguardo all’intensità dell'episodio corrente di Niña, l’abbassamento della temperatura delle acque dell’Oceano Pacifico Equatoriale si sta rivelando, dallo scorso anno, piuttosto sensibile, anche sotto i 3 gradi. Dato quindi il perdurare del fenomeno e la sua intensità, si tratterebbe di uno degli episodi di Niña più rilevanti.
Sarebbe superfluo aggiungere che essendo La Niña il fenomeno contrario di El Niño, lo sono parimenti gli effetti da essa causati sul clima. Essi sono sotto gli occhi di tutti e si traducono in una maggiore instabilità, che può sfociare in forti alluvioni, in Australia, Indonesia, Brasile e Sudafrica, tanto per citare i principali Paesi interessati dalle conseguenze negative di tale fenomeno.

 

  • L'impatto de La Niña sul clima europeo

Parlando invece degli effetti sulla climatologia europea, la stagione invernale è, in presenza de La Niña, in genere più fredda. Le carte previsionali della pressione al suolo generate dal modello GFS (Global Forecast System) che riflettono la situazione che sta caratterizzando da circa un mese questo Inverno, possono aiutarci a capire il perchè. Da una prima analisi risulta evidente la situazione di blocco del flusso atlantico temperato provocata dalla posizione insolitamente sbilanciata a nord, sulle Isole Britanniche, dell’Anticiclone delle Azzorre. Oltre al blocco del flusso perturbato ma mite atlantico, questo sbilanciamento di fatto comprime il vortice polare con l’area depressionaria ad esso associata, che normalmente dovrebbe insistere sui paesi del Nord Europa e le stesse Isole Britanniche, a trovare uno sfogo ad oriente e quindi ad aggredire il Mediterraneo centrale, Italia compresa, da E NE. Si tratta di aria molto fredda di origine artica che spiega la rigidità di questo Inverno 2011.

El Nino e La Nina

Scendendo più nel dettaglio ed inquadrando l’argomento dal punto di vista di noi appassionati di sport acquatici, il blocco zonale perturbato atlantico e l’esposizione a correnti orientali e settentrionali fa diventare la parte est della Penisola e delle Isole quella sopravvento e quindi esposta a mareggiate, mentre la parte occidentale è quella sottovento. I SUP surfer nostrani che frequentano spot ad Est sono quindi quelli che potranno godere, con mare attivo o di scaduta, delle migliori condizioni, a patto che naturalmente il vento non sia molto sostenuto.

 

  • Conclusioni

In conclusione, La Niña, come El Niño, ha un serio impatto sulla climatologia su scala globale, anche catastrofici, come purtroppo stiamo registrando per Paesi come l’Australia, il Brasile ed il Sudafrica. Gli effetti in Europa sono vari. L’area Nord del Continente e quella Mediterranea risultano maggiormente interessate da correnti molto fredde dai quadranti orientali e settentrionali mentre le Isole Britanniche da alte pressioni. Gli ultimi dati raccolti dal NOAA mostrano come la durata di questo episodio de La Niña potrebbe protrarsi anche fino alla prossima Estate.

Per ulteriori informazioni visitate il mini-sito del NOAA dedicato a tale fenomeno al seguente indirizzo:

http://www.elnino.noaa.gov/lanina.html

Ulteriori approfondimenti di natura meteo-marina visitate la omonima sezione del Portale alla URL:

http://www.standuppaddling.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=5&id=18&Itemid=45

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