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Sinergia degli sport acquatici

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Marine sports sinergy

Lo Stand Up Paddling è ormai in molti paesi una realtà consolidata mentre in Italia si può considerare uno sport al momento poco diffuso, con la base dei  suoi praticanti  costituita per lo più da  appassionati di altri sport marini (Surf da onda, Windsurfing e Kiteboarding) per i quali le giornate senza vento ed onda possono finalmente essere vissute allenandosi a contatto con il mare. E la sinergia tra i vari sport acquatici è proprio l’argomento di questo articolo.

Inizierò proprio da quelli che si basano sulla trazione eolica quali il Windsurfing ed il Kiteboarding. Occorre osservare da subito che il primo è molto più tecnico e difficile da apprendere. Come nel caso di altre attività sportive, anche il Windsurfing nel corso degli anni ha visto il nascere di varie discipline, Wave Riding,  Freestyle (manovre complesse su acqua piatta), Freeride, Slalom, Racing e Speed Sailing (prove di velocità). Naturalmente le attrezzature, tavole, e rig (vela, albero + boma), vengono scelte dagli appassionati a seconda della disciplina o delle discipline nelle quali essi intendono cimentarsi, visto che tale specializzazione ha favorito un corrispondente fenomeno sul piano dei materiali. Per quanto riguarda il Kiteboarding, esso si basa sull’uso di un aquilone da trazione, o ala, e di una tavola. Anche in questo caso le discipline praticabili sono molteplici: Freestyle, Jumping, Freeride, Wave e Racing. Laddove il trasporto delle attrezzature da Windsurfing comporta, date le dimensioni, qualche problema, questi non sussistono nel caso del Kiteboarding, visto che i kite entrano comodamente in uno zaino di ingombro limitato e le tavole, soprattutto quelle bidirezionali, hanno dimensioni ridotte. Parlando delle differenze fra questi due sport, il Windsurfing, come premesso, è più difficile da apprendere ad un certo livello mentre il Kiteboarding, per quanto più facile, risulta maggiormente pericoloso soprattutto se praticato con poca prudenza e senza aver precedentemente frequentato un corso specifico. La tavola da Windsurfing, poi, plana con una trascurabile inclinazione di bordo, per lo più scivolando sull’acqua, mentre quella da Kiteboarding lo fa in constante opposizione (edging) rispetto alla trazione esercitata dall’ala in avanti e verso l’alto. Quanto alle condizioni di vento ed onda, non ci sono sostanziali differenze, a parte il fatto che in presenza di vento molto forte il Kiteboarding è intrinsecamente più pericoloso e più problematico da praticare con vento estremamente rafficato. Occorre aggiungere che praticare il Windsurfing con vento debole impone l’impiego di attrezzature di dimensioni ragguardevoli quali, ad esempio, tavole sui 145 litri e vele a partire dagli otto metri quadrati di superficie. Anche nel caso del Kiteboarding in condizioni di vento leggero occorre ricorrere a tavole ed ali più grandi ma il loro ingombro rimane tuttavia limitato e neanche lontanamente paragonabile a quello delle attrezzature da Windsurfing anche da vento forte.

Kiteboarding

Personalmente preferisco praticare il Windsurfing nelle onde in condizioni sideshore e il Freestyle in condizioni di acqua piatta e vento moderato non disdegnando, con la tavola e la vela adatta, qualche sortita di sano “Cruising”. Con vento leggero o medio ed in condizioni di onda formata e vento onshore (cioè proveniente dal mare) preferisco uscire con le attrezzature da Kiteboarding. Ma queste non sono regole fisse. Per quanto attiene al Surf da onda c’è poco da dire, si tratta dello sport marino di scivolamento per eccellenza, quello che più di ogni altro avvicina il praticante al mare facendone percepire appieno il possente respiro. A parte questa breve introduzione a questi tre sport fatta a beneficio dei non addetti ai lavori e parlando delle esperienze personali, riconducendole alla sinergia instaurata tra queste discipline, traccerò il quadro di una fantastica quattro giorni di mare da me vissuta lo scorso Inverno alternando Kitesurfing, Windsurfing e SUP (surfing).

Kiteboarding

Condizioni meteo. è prevista una area depressionaria in rapido transito sul Tirreno con la porta atlantica aperta ed il Mistral (maestrale) che dal Golfo del Leone inizierà ad entrare sul Bacino del Mediterraneo sostituendosi ai venti meridionali e poi sud occidentali che precedono la perturbazione. Parliamo di una situazione ideale capace di far sognare tutta la comunità dei surfisti, windsurfisti, kiter e naturalmente …paddler.
Primo giorno. Quando giungo al mare il vento soffia sui 12 nodi onshore da Sud e quindi il tanto desiderato Scirocco ancora non si vede. L’ultimo bollettino prevede un ritardo del fronte e quindi decido di uscire con le attrezzature da Kiteboarding da vento leggero. Esco dall’acqua dopo un paio di ore desideroso di tornare a casa per fare una verifica del quadro metereologico sui vari siti internet (Windguru, Windfinder..). Dall’immagine satellitare si nota chiaramente che la bassa pressione staziona ancora sull’Europa occidentale, ma tutti i siti concordano, da domani si aprono realmente le danze!

Windsurfing

Secondo giorno. Non appena mi sveglio do un’occhiata agli alberi vicini alla mia abitazione ed osservo con piacere che questi sono piegati dal vento: apparentemente siamo oltre i 25 nodi. Il cielo è parzialmente nuvoloso. Dopo una robusta colazione verifico subito su alcuni portali Internet la situazione del vento e, tramite alcune Webcam, lo stato del mare che risulta mosso. Perfetto! Il vento soffia da Sud Est. E’ il forte Scirocco, previsto dapprima per il giorno precedente, che anticipa l’avvicinarsi del fronte freddo. Secondo la mia esperienza lo Scirocco negli spot del Litorale Pontino soffia in genere con maggiore intensità il mattino e quindi decido di accelerare i tempi. Carico sull’automobile due tavole da Windsurfing specifiche per il waveriding  e tre vele. Quando giungo al mare osservo che la situazione è, se vogliamo, anche migliore di quanto mi aspettassi. Il secondo break è bellissimo con onde pulite e vento sideoff da Levante tanto che il lip dei cavalloni sbuffa, segno inequivocabile di eccellenti condizioni per la surfata. Unico scotto da pagare con il vento parzialmente da terra è che sotto riva esso risulta piuttosto rafficato e superare lo Shorebreak non è facile. Entro in acqua intorno alle 10,30 e dopo aver surfato onde bellissime esco verso le 14,00, quando il cielo si inizia ad annuvolare con il vento che, come previsto, inizia a calare e a disporsi da Mezzogiorno. Domani se ne riparla…

Swell

Terzo giorno. Nel corso della notte vengo svegliato dal rumore della tapparella scossa dal vento. Al mattino piove, solito controllo delle condizioni sul web. Le onde mostrate da alcune webcam sembrano eccellenti ma i dati sul vento registrati fino a quel momento non sembrano certo incoraggianti. Osservo, infatti, che dopo aver raggiunto un picco di 28 nodi nella notte, la lettura in tempo reale lo fa attestare intorno agli otto! Questa volta carico anche la tavola Wave radicale sui 70 Lt.. Uscendo da casa il cielo è ancora nuvoloso con una pioggerella intermittente. Verso le 13,00 arrivo al mare che è molto mosso con le onde che frangono su tre break distinti. Quello al largo è naturalmente il più grosso, con un’altezza di circa tre metri. Purtroppo, però, non posso far altro che constatare il dato delle stazioni anemometriche online, visto che il vento è praticamente assente. E se fosse già una situazione di scaduta? La successiva mezz’ora la trascorro a parlottare con i tanti amici surfisti e kiter che passano lungo la strada e che ricorrendo ai più svariati ed inflazionati trucchi (malattie più o meno probabili, inesistenti ed improvvisi impegni familiari, ecc.),  hanno preferito regalarsi una sana giornata di mare mandando al diavolo il lavoro! Dopo qualche minuto, scrutando il braccio di mare al largo verso Ponente, osservo una zona di increspature che si estende rapidamente in direzione dello spot. Inizio ad armare la mia vela da 4,7 mq tenendo come opzione successiva la 4,2. Dopo pochi minuti il vento finalmente  arriva, piuttosto forte ed orientato da Ponente. Esso ruoterà poi a Maestrale nel corso della session. Rimango in acqua a divertirmi quasi fino al tramonto. Il giorno successivo ho un altro giorno libero ed inizio ad assaporare una bellissima session di SUP Surfing in condizioni di scaduta!

SUPing

Quarto giorno. Si passa al SUP!!!! Giungo al mare presto, verso le 09,00. Rispetto alla giornata di ieri fa freddo e le onde sono di scaduta, glassy e potenti, con il vento da terra che le gonfia rendendone le pareti verticali. Preparo la mia fida Naish SUP 10’,6’’ ed entro in acqua non senza difficoltà a causa dello Shorebreak insidioso. Pagaio al largo oltre la seconda secca ed inizio a cercare il Break migliore, mentre i surfisti da onda ne affollano uno piuttosto vicino alla riva. Tuttavia io con il SUP ho il vantaggio di raggiungere agevolmente per poi surfare i Break esterni. Dopo averne selezionato accuratamente uno, studio per alcuni minuti i tempi in cui le onde frangono. La corrente è quasi nulla. All’inizio faccio fatica a trovare il giusto timing, le onde sono alte e veloci e mi trovo troppo distante dalla Lineup. Surfarle con una tavola da 10’,6’’ piedi trasmette sensazioni fantastiche. Onda dopo onda miglioro in radicalità sfruttando appieno nei Turn la velocità che un’onda tanto ripida mi consente di raggiungere. Anche la posizione sulla tavola da SUP diventa sempre più arretrata e l’uso del remo assomiglia sempre di più a quello di un timone che mi consente di stringere l’angolo di surfata oltre che un appoggio prezioso per ilo Cutback. Nel bel mezzo della session mi fermo sedendomi sulla tavola appena oltre il Break, rilassandomi ed ammirando in silenzio, dondolato dalle onde, quello splendido spettacolo. Magia del SUP! Così si chiude dopo tre ore e mezzo una fantastica uscita che mette idealmente il sigillo su quattro giorni nei quali il Kiteboarding, il Windsurfing ed il SUP Surfing mi hanno regalato stupendi momenti. Se avessi avuto un altro giorno libero, la quinta session sarebbe stata dedicata al SUP Cruising, visto che ci sarebbero poi state condizioni di acqua piatta e vento debole.


In conclusione, il SUP non è solo uno sport fantastico da apprezzare in se. Esso infatti rappresenta anche il completamento ideale e sinergico di altri sport acquatici come il Winsdurfing ed il Kiteboarding.

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