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Bilancio 2008 e prospettive per il nuovo anno

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SUP 2009

Il 2008 ha segnato la definitiva affermazione dello Stand Up Paddling in molti paesi, tanto che esso può essere considerato lo sport acquatico con il maggiore tasso di incremento nel numero di praticanti su base annua.

Ma se all’estero stiamo assistendo al consolidamento di un processo iniziato un paio di anni fa, in Italia la diffusione del SUP è appena agli inizi. Questo ritardo non può sorprendere gli appassionati di sport acquatici che negli anni recenti hanno assistito allo stesso fenomeno riguardo al Kitesurfing e prima ancora al Windsurfing. Personalmente ricordo ancora con quanta diffidenza ed a volte ironia si guardasse ai primi, coraggiosi (in tutti i sensi) kiter.

Kitesurfing 2000

Le prime ali non erano dotate di sistemi di sicurezza adeguati ed il know how sulla tecnica era limitatissimo, non esistendo all’epoca scuole e/o manuali. Torniamo dunque indietro di 9 anni. Il Kitesurfing è già una realtà negli USA, in Francia e nello UK ma non Italia, dove alcuni, pochissimi appassionati, per lo più provenienti dal Windsurfing, iniziano ad apprenderne i rudimenti, non senza esporsi a seri rischi, data la intrinseca pericolosità di tale sport. Ho accennato prima alla diffidenza, a volte mescolata ad ironia, con cui questi primi pionieri nostrani (fra cui Carlo del nostro staff) sono stati inizialmente accolti dalla comunità dei praticanti di altri sport acquatici, in particolare dai windsurfisti di vecchia data. E bisogna riconoscere che i primi tentativi degli aspiranti kiter nell’addomesticare tavola ed aquilone sfociavano quasi nella comicità, malgrado ne mettessero seriamente in pericolo la loro incolumità. Ma giorno dopo giorno, quella che per questi pionieri sembrava una missione impossibile iniziava invece ad assumere i contorni di un obiettivo, non solo alla portata, ma anche estremamente divertente e motivante nella fase del suo conseguimento. Così la diffidenza, i sorrisi e le battutine più o meno al vetriolo di coloro che guardavano ai primi kiter come a degli idioti, si sarebbero trasformati presto in delusione mista a frustrazione dinanzi ai successi conseguiti da questi ultimi, tanto da spingere i primi a diventare assidui praticanti del Kitesurfing, spesso con il contemporaneo abbandono dell’attività windsurfistica. Ebbene, otto anni dopo il Kitesurfing è forse lo sport acquatico di scivolamento con la più solida base di appassionati in Italia ed i motivi che ne hanno determinato il successo sono molteplici e vanno dalla minore intensità di vento richiesta per la sua pratica rispetto al Windsurfing alla compattezza delle attrezzature, alla sua indubbia spettacolarità ed alla facilità di apprendimento soprattutto con la diffusione di scuole e di nuovi materiali sempre più sofisticati e sicuri. Questa “divagazione aquilonistica” – consentitemi il termine – è necessaria non solo per fare un bilancio degli eventi più significativi di natura suppistica dell’anno passato, ma anche e soprattutto per cercare di anticipare quelli che potranno, in tutta probabilità, caratterizzare questo 2009.

SUP 2008

Un vecchio adagio recita che a volte il destino ama ripetere se stesso. Siamo agli inizi del 2008 e pochi, pochissimi appassionati iniziano a cimentarsi nello Stand Up Paddling. Al solito diffidenza ed ironia manifestate da parte dei praticanti di altri sport acquatici circondano i primi approcci dei paddler in erba a questo nuovo modo di andare per mare. E’ dunque un film già visto! Tuttavia il numero dei paddler è continuato ad aumentare nel nostro Paese durante lo scorso anno, seppure ad un ritmo assai più lento che non all’estero. Alcuni importatori e rivenditori, dapprima scettici sulle potenzialità di sviluppo del SUP anche in Italia, stanno finalmente iniziando a mutare opinione e la disponibilità di tavole ed accessori anche in pronta consegna non è più una chimera. D’altro canto le case produttrici sia Surfistiche che Windsurfistiche stanno, per buoni motivi, investendo in modo crescente nello Stand Up Paddling, data la globale crescente richiesta di tavole ed accessori. Proprio con riferimento ai materiali, il 2008 è stato l’anno che ha visto non solo l’introduzione di shape rivoluzionari, come quelli delle tavole Race o Point to Point, ma anche la fioritura di un vasto mercato di accessori, soprattutto per merito della casa hawaiiana C4 che risulta essere una delle più attive anche sul piano della promozione globale del SUP. Questo processo di specializzazione degli shape e della messa sul mercato di accessori specifici è stato in parte favorito dalla inevitabile organizzazione di eventi SUP, particolarmente nell’area pacifica. Contest di Long Distance e di SUP surfing assurgono ormai al rango di eventi classici nelle isole Hawaii, con il pieno supporto dei media, e si stanno affermando anche qui in Europa, particolarmente nello UK, in Francia e Spagna. Sono proprio questi ultimi paesi a costituire di fatto il volano attorno al quale ruota il movimento suppistico nel Vecchio Continente. In prospettiva è facile prevedere l’organizzazione di un circuito mondiale SUP e, a livello locale italiano, di eventi pilota sanzionati dalla Federazione Italiana Surf ai quali il nostro staff fornirà tutto il supporto necessario per assicurarne il pieno successo.
Prima di chiudere questo editoriale, vorrei ringraziare i numerosissimi visitatori di Standuppaddling.it. Quasi 400 mila visite in un anno scarso (circa il 30% dall’estero) sono un traguardo che francamente non rientrava neanche lontanamente nelle nostre più ottimistiche previsioni e costituiscono uno stimolo per cercare di offrire contenuti sempre più utili ed interessanti a tutti i visitatori.

Grazie a tutti e felicissimo 2009!

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