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GoPro ci riprova con Fusion

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Più volte vi abbiamo parlato delle vicissitudini finanziarie/commerciali del brand che ha di fatto creato il mercato delle Action Cam, vale a dire GoPro.

  • Introduzione

In un mercato sempre più competitivo come quello delle Action Cam, che ne fatto registrare negli ultimi anni l’entrata a gamba tesa di colossi come Nikon e Garmin, tanto per citarne due, GoPro non è riuscita a rafforzare la sua posizione di leadership proponendo prodotti realmente innovativi che si staccassero da quelli dei competitor in termini di feature. Vi sono poi stati errori di programmazione clamorosi, come l’ingresso affrettato da parte di GoPro nel mercato dei droni, dominato da DJI, per giunta con una soluzione (il GoPro Karma) che, promettente sulla carta, ha esibito tutta una serie di problemi di gioventù che hanno poi spinto la casa californiana a richiamarne migliaia di esemplari per i necessari aggiornamenti. Ma se anche il GoPro Karma non fosse stato afflitto dai problemi in questione dubitiamo che esso avrebbe scalfito l’enorme successo ottenuto dal suo più diretto concorrente, il DJI Mavic Pro. Come se non bastasse, anche le più recenti action cam quelle della serie 5 hanno lasciato a desiderare in termini di specifiche tecniche, rappresentando più che altro un modesto upgrade rispetto alle versioni precedenti. A nostro avviso, un altro errore fatto da GoPro è stato quello di basare le proprie soluzioni su architetture HW non proprietarie, come i SoC prodotti dal produttore Ambarella, tanto che quest’anno per la prima volta GoPro è stata anticipata da un competitor, Xiaomi, che ha presentato per primo una Action Cam, la Y4+, capace di surclassare in termini di specifiche quelle del modello flagship GoPro, la GoPro 5 Hero Black Edition.  E’ chiaro quindi che in prospettiva la sopravvivenza dello storico marchio dipende dall’appeal che avranno i suoi prossimi prodotti in termini di reale innovazione. E’ proprio questo l’obiettivo che GoPro intende perseguire con la Fusion, prossima action cam top end di GoPro, quello cioè di offrire una action cam innovativa.

 

  • VR e soprattutto OverCapture, gli assi nella manica di GoPro Fusion

Sappiamo che i mondi dell’Entertainment e video ludico stanno puntando entrambi in una direzione, quella della Virtual Reality o VR. Ebbene, è proprio questo il target che GoPro intende raggiungere con la sua prossima proposta: quella di offrire una action cam capace non già e solo di offrire prestazioni top nel campo delle riprese tradizionali ma anche di contenuti VR, cioè di riprese a 360°. Facciamo un passo indietro. GoPro aveva già presentato in passato una piattaforma HW/SW Omni per la realizzazione, l’editing e la fruizione di riprese a 360°. Essa sul piano HW consisteva in un rig capace di accogliere ben 6 GoPro Hero 4 BE ed il relativo modulo di sincronizzazione. Sul piano SW i prodotti di editing offerti da GoPro erano Omni Importer, Kolor Autopano Video Pro + Autopiano Giga. La piattaforma GoPro VR era completata da opportune applicazioni in grado di abilitare la visione a 360° su vari dispositivi mobile. Il costo quasi proibitivo di tale soluzione (parliamo di circa 5300 €) ne ha limitato fortemente il successo commerciale. Non solo, proprio nello stesso periodo altri produttori hanno presentato singole action cam in grado di effettuare riprese a 360°, come la Nikon KeyMission 360. E’ quindi chiaro che GoPro non poteva puntare essenzialmente sul VR per offrire un prodotto realmente innovativo, senza dimenticare che proprio la Nikon KeyMission 360° si è rivelata un fallimento commerciale. Ecco che quindi l’azienda californiana ha operato in modo specifico sull’editing dei contenuti VR tramite una tecnologia ad hoc chiamata OverCapture o Reframe che consente di scegliere opportunamente gli angoli di ripresa migliori (nelle cli video a 360°) a seconda delle esigenze dell’utente. Non solo, il video originale potrà comunque essere fruito dagli utenti grazie ad una sorta di joistick virtuale che appare in alto nel frame, consentendo di cambiare angolo visuale proprio in fase di fruizione del video stesso (vedasi video condivisi).

 

  • Cosa sappiamo al momento

Poco è trapelato sulle specifiche tecniche della Fusion. Al momento sembra confermata l’anticipazione che sarà proprio GoPro stessa a produrre in house tutti i componenti, a partire dal sensore di circa 10 Megapixel per arrivare al SoC. Il nome completo attribuito a tale proposta dal produttore,  5.2 K Spherical Cam, confermerebbe questa ipotesi in quanto lo stesso SoC Ambarella H2, il più evoluto per tale tipologia di dispositivi,  non può eccedere la risoluzione 4 K. Per evitare di commettere gli errori fatti con il drone Karma GoPro ha lanciato un programma pilota volto a coinvolgere sportivi e professionisti operanti nell’ambito della produzione video con l’intento di affinare la user experience e tutto l’ecosistema Fusion. L’intento è evidentemente quello di non lanciare frettolosamente un prodotto che poi si riveli acerbo e quindi tale da decretare un ulteriore fallimento commerciale che avrebbe questa volta ripercussioni devastanti per il futuro dell’azienda californiana.
Di seguito il video con un’anteprima della GoPro Fusion, filmato in occasione dei recenti Mountain Games 2017, seguito da quelli ufficiali già pubblicati da GoPro.


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