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Estate 2017 - Il grande caldo

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L'Estate 2017 sta ricalcando da vicino quella di due anni fa. A farla da padrone è questo caldo afoso ed insopportabile causato dall'anticiclone subtropicale africano sposizionato da settimane a nord e quindi sul Bacino Centrale del Mediterraneoo.

  • Introduzione

Come due anni fa, lo Street SUP/Surfskating ha rappresentato per noi un importantissimo asset al fine di allenarci a secco nelle tecniche di surfata. In particolare per il nostro Editor, Marco, di cui vi riproponiamo il contributo del 2015, non a caso intitolato "Il grande caldo" ...

 

  • Rissunto delle puntate precedenti

Nei miei precedenti contributi allo Street SUP/Surfskating blog mi sono impegnato sostanzialmente ad illustrare le tappe del mio percorso di apprendimento dei rudimenti dello Street SUP e, più in generale, dello Skateboarding. Speravo infatti – e lo spero tuttora – che le mie esperienze potessero aiutare tutti gli appassionati di SUP Surfing alla ricerca di una alternativa “a secco” di tale sport. In fondo la mia intenzione era proprio questa: allenarmi tecnicamente a terra per migliorarmi in acqua, data la cronica carenza di onde a queste latitudini, soprattutto in questo 2015. Se mi avete seguito sin qui, sapete che lo Street SUP non si è rivelato essere solo funzionale al SUP Surfing ma estremamente divertente di per sé, tanto da avermi introdotto alle varianti del Surfskating e, successivamente, del Longboarding. Sono dunque passati quasi 9 mesi da quando, per la prima volta in vita mia, ho messo i piedi su uno skateboard (tecnicamente un Long, comunque) e non potrei essere più soddisfatto della scelta di essermi cimentato, alla mia non giovane età, in un nuovo sport. Come mio costume, lo ho fatto con umiltà ed impegno, cercando di non bruciare le tappe ed apprendere in primis a governare la tavola anche in pendenze di tutto rispetto e spazi limitati, oltre che a migliorare la mia tecnica di pumping al punto da poter percorrere anche salite piuttosto ripide. Le cadute che ho collezionato sin qui si contano in effetti sulle dita di una mano ed i danni fisici da esse procurati sono stati fortunatamente limitati. Da questo ultimo punto di vista, escludendo sporadicissime session di freeride puro, ho sempre indossato tutte le protezioni, a partire naturalmente dal caschetto. Nelle pochissime SUP Surfing session da me fatte quest’anno i miglioramenti sono stati immediatamente percettibili e ciò mi ha motivato e mi sta motivando ulteriormente a spendere più tempo possibile sullo skateboard. Ho parlato di “pochissime SUP Surfing session” perché, a costo di ripetermi, purtroppo questo 2015 è stato segnato dalla penuria quasi assoluta di onde, in particolare nel periodo estivo che ci siamo lasciati alle spalle, fra l’altro rovente come pochi negli ultimi venti anni. Ecco, “il grande caldo” è proprio il titolo che mi sono sentito di dare a questa nuova entry del blog, ispirandomi al celebre film di Fritz Lang “The Big Heat”.

 

  • Street SUP/Surfskating con la … canicola

Lo Street SUP/Surfskating è impegnativo a livello di allenamento fisico puro, l’ho scritto più volte. Tuttavia, esso può essere praticato anche in presenza di temperature particolarmente elevate in virtù della velocità di andatura che, come nel ciclismo, crea essa stessa sollievo. Certo, se ci si cimenta nelle salite la fatica si avverte, eccome, ma si presume che esse siano brevi in un percorso di Street SUP/Surfskating e che il premio sia poi rappresentato dalle discese, ammesso che si opti per un allenamento a “circuito”. Detto questo e riallacciandomi alla passata Estate, non certo favorevole per la pratica del SUP Surfing, lo Street SUP/Surfskating è per me stato un surrogato che definire perfetto è riduttivo!

 

  • Nuovi insegnamenti riguardo alla tecnica

Divertimento, adrenalina e continuo miglioramento del mio bagaglio tecnico hanno caratterizzato le numerosissime session sin qui spese, almeno due a settimana. Saggiamente, ho alternato uscite con land paddle e quindi di Street SUP ad altre di Surfskating puro e ritengo questo un aspetto cruciale per il SUP Surfer. Nel primo caso è infatti possibile allenarsi fisicamente in modo più completo, coinvolgendo maggiormente il busto e le braccia, riproducendo grossolanamente le dinamiche di surfata e di conduzione di una SUP board. A tal proposito faccio notare che nelle session di Street SUP cerco di limitare (non del tutto, però) il pumping come mezzo di spinta, cercando quindi di sfruttare soprattutto il land paddle che all’occorrenza può essere anche impiegato come mezzo frenante, senza che vi sia bisogno di slide/speed check. Aggiungo che all’inizio, contrariamente a quanto potevo attendermi, ho trovato molto più difficile effettuare questi ultimi con il land paddle, non potendo più sfruttare la rotazione delle spalle ed il movimento delle braccia per meglio gestire tali manovre. D’altro canto, ciò si è rivelato di importanza capitale una volta tornato in acqua in quanto la pagaia dovrebbe essere sempre un mezzo attivo di surfata. Sono comunque ancora lontano dallo sfruttare opportunamente il land paddle nelle re-direzioni, simulando il top turn, e quindi come mezzo di appoggio, cioè in sostanza come perno, e quindi questo è un importantissimo aspetto su cui dovrò lavorare in futuro.

 

  • Miglioramenti in acqua

Entrando nel dettaglio dei miglioramenti in acqua che ho sin qui registrato e partendo dalla premessa che durante l’anno le mie SUP Surfing session hanno registrato il minimo storico di circa 20, li potrei riassumere nei punti seguenti:

  1. Guadagno di efficacia con il legs pumping. Questo è in effetti il primo dei benefici assolutamente garantiti dalla pratica del Surfskating. Ciò che prima facevo saltuariamente, fa ora parte della mia tecnica di surfata, consentendomi di avere uno spunto di velocità in più, soprattutto fra onde poco potenti;
  2. Miglioramento complessivo dell’equilibrio. E’ ovvio: su uno skateboard si assume costantemente la Surfing stance e pagaiare poi anche su tavole molto strette (intorno ai 25’’) e poco voluminose (sotto gli 80 Lt.), dove si mantiene quasi sempre una stance ibrida, diventa meno impegnativo. Questo beneficio si avverte anche nel superamento delle onde, dove personalmente mantengo sempre la stance di surfata e ibrida;
  3. Maggiore velocità nel Bottom Turn e verticalità nei Top Turn. Beneficio che francamente non mi attendevo e che mi sta aprendo la strada agli aerial. Riguardo allo Skateboard, intendo aggiungere gli Ollie al mio bagaglio tecnico e ciò avrà risvolti positivi proprio su questo piano;
  4. Miglioramento della surfata su onde molto ripide. Cimentarsi nelle discese con i Carver, non propriamente gli skateboard ideali per farlo in virtù della loro instabilità, ha contribuito a darmi maggiore fiducia e coraggio fra onde molto ripide e potenti. Le conseguenze fisiche di una caduta nel primo caso non hanno niente a che vedere con un pesante wipeout in acqua!

 

  • Sicurezza innanzi tutto

L’ho già premesso ma mai come in questo caso, repetita juvant: indossare sempre TUTTE le protezioni può fare la differenza fra una visita al pronto soccorso ed un semplice spavento. Detto questo, e parlando sempre in tema di sicurezza, negli ultimi mesi ho fatto tesoro di alcuni insegnamenti come quello di effettuare un “giro di ricognizione” a bassa velocità dell’area scelta per l’allenamento prima di ogni session, allo scopo di individuare possibili pericoli lungo il percorso. Non parlo di pedoni, ciclisti, auto ecc. (sarebbe scontato) ma dello stato del fondo e la presenza di eventuali buche, avvallamenti, sassi ecc., soprattutto nei tratti in discesa. Una delle mie pochissime cadute, infatti, probabilmente la più rovinosa, è stata causata dall’impatto con un piccolo sasso che ha di fatto stoppato improvvisamente ed inaspettatamente lo skate lanciato in velocità, con il risultato che è possibile immaginare. Nel caso di spot frequentati per la prima volta, suggerisco addirittura di verificare a piedi lo stato del fondo ed eventualmente scartare tratti troppo sconnessi e/o rimuovere i piccoli oggetti/sassi che potrebbero sfuggire, come nel mio caso, alla vista quando ci si trova lanciati in velocità. Sempre in tema di sicurezza, concludo con una considerazione scontata quanto si vuole, almeno quanto quella di indossare sempre le protezioni, e cioè quella di prestare molta attenzione ai cani. I migliori amici dell’uomo non gradiscono troppo gli skateboarder e vi assicuro che in un paio di occasioni ho rischiato molto per essere stato fatto oggetto delle “particolari attenzioni” dei nostri amici a quattro zampe. Per quanto mi riguarda, in tali evenienze rallento e all’occorrenza mi fermo se incrocio un cane, tenuto al guinzaglio o meno, anche nel caso di un Chihuahua.

  • Ancora entusiasta

La nota finale di questo nuovo post nello Street SUP/Surfskating blog è ripetitiva con riferimento a quelle che chiudevano i miei precedenti contributi: dopo mesi di pratica, l’entusiasmo per lo skate non è scemata, anzi! Fra l’altro, a parte il divertimento che accompagna ogni mia session, posso a questo punto confermare con certezza matematica che tali varianti a secco del SUP Surfing e del Surf da onda stanno contribuendo al miglioramento della mia tecnica di surfata in acqua e le pochissime session fatte negli ultimi mesi lo testimoniano ampiamente. Dandovi appuntamento al mio nuovo contributo nel Blog, vi lascio ad un breve video che documenta alcuni momenti di un paio di Surfskating/Street SUP session estive. Check it out and … stay tuned!

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