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Vibram FiveFingers Signa una valida alternativa alle scarpette di neoprene estive

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Nel corso degli ultimi anni le scarpette di neoprene estive ed i calzari invernali sono migliorati enormemente in termini di grip e di sensibilità con la tavola.

Che si tratti di modelli split toe o meno, alcuni appassionati continuano tuttavia a trovare la calzata poco naturale. Ebbene, un’alternativa molto interessante alle classiche scarpette estive è offerta dal produttore italiano Vibram : le scarpette FiveFingers Signa.

 

  • Un po’ di storia

Per gli appassionati di sport outdoor (trekking, arrampicata ecc.) il marchio Vibram è da sempre sinonimo di suole vulcanizzate in grado di offrire la massima presa anche in situazioni critiche. Lo dimostra il fatto che molti produttori (Salomon, Merrell ecc.) adottano per le loro calzature tecniche di fascia alta suole Vibram. Ciò premesso, la storia del marchio italiano è piuttosto interessante e inizia nel 1935 quando Vitale Bramani, famoso alpinista e guida alpina, si trovò purtroppo ad assistere ad una tragedia, verificatasi nelle Alpi Occidentali, in cui perirono 6 scalatori per assideramento a causa della inadeguatezza delle calzature da essi impiegate. In pratica, gli scalatori dell’epoca usavano due tipi diversi di scarponi, uno per l’avvicinamento alla parete, che veniva recuperato al ritorno dopo la scalata, ed uno per la scalata vera e propria. Le vittime di quella tragedia si erano in pratica trovate impossibilitate a recuperare gli scarponi che avevano lasciato alla base della parete. Ecco che quindi Bramani iniziò a lavorare ad un progetto di sviluppo di una suola adatta non solo all’avvicinamento alla parete ma anche alla scalata. Sfruttando la sua conoscenza con Leopoldo Pirelli, l’alpinista realizzò la prima suola di gomma vulcanizzata con tassellatura “a carrarmato” per poi immetterla sul mercato sotto il marchio ViBram in accordo alle iniziali del suo nome. Tale soluzioni si rivelò vincente sia in termini di trazione, che di aderenza che di resistenza alle abrasioni, tanto che nel 1954 gli alpinisti italiani della prima spedizione sul K2 indossarono tutti scarponi con suole ViBram. Nel corso degli anni, oltre alle prima menzionate partnership avviate con molteplici aziende operanti nel campo della produzione di materiali tecnici, ViBram ha continuato ad offrire soluzioni innovative, la più importante delle quali è rappresentata da un rivoluzionario tipo di scarpa, la FiveFingers introdotta nel 2007 e definita dalla rivista Time Magazine una delle migliori invenzioni di quell’anno anche se negli USA tale prodotto fu oggetto di una Class Action dovuta, stando ai promotori, a pubblicità ingannevole. In pratica le FIveFingers erano pubblicizzate da ViBram come capaci di ridurre in modo significativo gli infortuni al piede e di rinforzarne i muscoli.
 

  • FiveFingers Signa. Le nostre impressioni

L’idea alla base delle FiveFingers è suggerita dal loro nome: in sostanza quella di scarpette che calzano come guanti e quindi con le cinque dita sagomate. Tale tipologia di scarpa è prodotta in vari modelli destinati a diversi sport outdoor. Quello che abbiamo provato, il Signa, è destinato espressamente agli sport acquatici. La scarpa è realizzata in poliestere e gomma ed è estremamente leggera.

Vibram Signa

Durante questa rovente Estate abbiamo alternato l’uso delle scarpette Signa a quelle tradizionali in neoprene e le nostre impressioni sono state nel complesso positive. Partiamo comunque dalle note negative. La prima è che occorre abituarsi ad indossarle. Detto che esse calzano piccole e quindi consigliamo di sceglierle di un numero in più, inserire le dita nelle relative sagomature non è all’inizio semplice ma poi con la pratica ci si impiega quasi lo stesso tempo necessario ad indossare le normali scarpette di neoprene.  Inoltre occorre comunque abituarsi al più basso profilo superiore delle Signa che trasmette all’inizio la sensazione che esse possano scivolare dal piede, cosa che in realtà non è mai avvenuta dopo ore ed ore di impiego. In realtà l’unico problema connesso a tale soluzione progettuale minimalista è quello di un maggior ingresso di sabbia nelle scarpette, sabbia che comunque viene poi evacuata in acqua grazie alla presenza di alcuni fori presenti sulla suola. Passando invece alle caratteristiche positive delle Signa, la prima è sicuramente quella di fornire un eccellente feeling con la tavola grazie al disegno a dita separate delle scarpette. Un altro aspetto che, come peraltro largamene atteso, ci ha colpito favorevolmente  è il notevolissimo grip e trazione offerti dal particolare disegno delle suole, sia a terra che in acqua. Fra l’altro le abbiamo usate sovente anche per camminare sugli scogli ed anche in questo caso le Signa hanno confermato le eccellenti caratteristiche di tenuta. Aggiungiamo che le Signa possono essere usate anche, ad esempio, in palestra e questo è sicuramente un valore aggiunto di tale prodotto.

 

  • Conclusioni

Alla luce di quanto visto prima ci sentiamo di raccomandare le Vibram Signa sia allo stand up paddler ricreativo che a quello esigente alla ricerca di una soluzione alternativa alle scarpette di neoprene. Pur necessitando di un certo periodo di abitudine, esse sono infatti in grado di garantire, rispetto a queste ultime, una maggiore stabilità, trazione e feeling con la tavola.

Vibram logo

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