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I cinque maggiori errori da evitare nell’allenamento per la #PPG2017 ed in generale per il SUP racing

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Alla vigilia della #PPG2017 stimoliamo ulteriormente l’attesa per questo importantissimo evento con alcuni suggerimenti mirati all’allenamento specifici per il SUP racing forniti proprio dagli organizzatori della kermesse californiana.

Si tratta, in sostanza, dei 5 errori da evitare nei propri programmi di allenamento. Essi possono portare sia ad un peggioramento delle performance in acqua che ad una maggiore probabilità di subire infortuni.

1. Sovrallenamento (Overtraining)

Allenarsi tutti i giorni può sembrare una buona idea ma non lo è per i vostri muscoli ed articolazioni esponendoli al rischio di eccessiva fatica ed infortuni! Anche a livello mentale una schedulazione eccessivamente serrata delle sessioni di allenamento può far perdere di vista all’atleta, soprattutto al SUP racer, il fattore divertimento. Ricordate che i giorni di riposo valgono quanto quelli di impegno atletico in qualsiasi programma di allenamento.


2. Non reintegrare le proteine

L’assunzione di proteine riveste un ruolo essenziale per qualsiasi sport che richiede un notevole sforzo muscolare, come appunto il SUP Racing. Le proteine, infatti, fanno sì che i muscoli ricevano il giusto apporto di amminoacidi allo scopo di promuovere i processi di sintesi muscolare. In assenza di un corretto apporto proteico l’organismo tende a sfruttare i tessuti muscolari come fonte energetica con tutte le controindicazioni che possiamo immaginare sia a livello di performance che di affaticamento muscolare. La raccomandazione è quindi quella di assumete da 25 a 35 grammi di proteine (il massimo che l’organismo può gestire in una volta) entro 30 minuti dalla fine della session.


3. Non surfare con la propria tavola race

Potete spendere ore ed ore in condizioni di acqua piatta su una tavola race ma non serviranno a prepararvi al takeoff su un’onda formata con una tavola del genere! Stiamo parlando di tavole lunghe almeno 12’6’’ e dotate di una combinazione di volumi e linee scoop rocker non certo adatte alla surfata. I primi tentativi andranno ovviamente fatti su onde piccole evitando al contempo spot affollati fino a quando non si acquisisca gradualmente la necessaria dimestichezza.


4. Non cimentarsi nell’Interval Tranining

L’allenamento aerobico condotto ad una frequenza cardiaca del 60% circa rispetto alla propria frequenza massima di lavoro va benone a livello cardiovascolare e polmonare ma per migliorare le proprie prestazioni agonistiche occorre farlo nella soglia anaerobica e latticida e quindi anche a frequenze di lavoro che vanno dal 90 al 100% di frequenza cardiaca, ovviamente ad intervalli brevi seguiti da adeguati tempi di recupero condotti a frequenze di lavoro inferiori. Ciò non solo consente di migliorarsi a livello di picco di performance in brevi intervalli ma anche di migliorare complessivamente la vostra resistenza allo sforzo.


5. Non competere

Può sembrare superfluo aggiungerlo ma è l’esperienza maturata in gara che può dare quella marcia in più al SUP racer, sia in termini squisitamente agonistici che di tattica di gara ed essa si può consolidare solo dopo la partecipazione ad un certo numero di prove di SUP racing.

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Commenti   

 
#1 dragone 2017-09-30 21:33
per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento di cui al punto 2 consiglio questo link

https://books.google.it/books?id=dh-AwHfk1cMC&pg=PA92&lpg=PA92&dq=carburanti+utilizzati+per+il+lavoro+muscolare&source=bl&ots=8r84XXbKWb&sig=WsA8IZlICofMgkudqf9oRakq3VQ&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjkwqrJ083WAhWCXBQKHcThBR8Q6AEITTAG#v=onepage&q=carburanti%20utilizzati%20per%20il%20lavoro%20muscolare&f=false
 

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