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Blog @StanduppaddlingIt. What a Difference a Day Makes

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Inauguriamo oggi un blog che si va ad affiancare a quello del nostro Carlo (Carl Vader’s Blog) ed al Maui Blog, questi ultimi mirati in modo più generico alla Watermania.

L’occasione propizia è quella di un mese di dicembre eccellente per la pratica degli sport acquatici di scivolamento, caratterizzato fra l’altro da una delle più grosse mareggiate degli ultimi anni ad aver raggiunto le coste di Ponente della Penisola e delle isole maggiori. Il nostro Editor e creatore del sito ci fa un riassunto di due giornate spese in acqua, diversissime fra loro ma ugualmente divertenti.    
Ci sono mareggiate di varia grandezza, direzione e qualità. In fondo ciascuna è diversa dall’altra. Personalmente adoro quelle grosse, che siano di qualità o meno. Trovarsi sulla lineup all’arrivo di un grosso set, uno di quelli le cui onde già da lontano ti nascondono la linea dell’orizzonte, ed effettuare un takeoff critico su una di esse è per me il massimo. E’ proprio in queste condizioni che riesco a trovare la mia dimensione in Mare. Negli ultimi anni ne ho fatte alcune in solitaria, sia qui nel Mediterraneo che nel Pacifico a Maui, rendendole ulteriormente appaganti per quella intimità assoluta con la Natura che le caratterizza. Che siano comunque effettuate in compagnia o meno, le attendo sempre con ansia. Ebbene, il mese di dicembre che ci siamo lasciati alle spalle, così come questo inizio di gennaio, non hanno certo deluso le mie aspettative, anzi! La grossa mareggiata di cui vi parlo in questo contributo è quella che ha raggiunto gli spot che frequento abitualmente proprio verso la fine di dicembre. L’unica incognita era rappresentata dal vento che se fosse stato forte mi avrebbe fatto optare per il windsurf o il kite. Fortunatamente, quasi tutti i miei spot sono coperti dal servizio webcam vedetta.org oltre che, per alcuni di essi i dati meteo (intensità del vento ecc.), quindi il margine di errore è piuttosto limitato. Per quanto accolgo sempre con estremo favore una uscita in windsurf con onda grossa, non vedevo comunque l’ora mettere di nuovo in acqua il mio Kazuma Milkman Pro 7’7’’X27’’@80 L, a tutti gli effetti la mia tavola da onda grossa. Shapata a Maui su mie indicazioni dal maestro Matt Kazuma in persona, essa mi aveva già regalato forti emozioni proprio nelle acque della Valley Island. Tornando alla swell in questione, sapevo che la direzione un pò troppo frontale della fetch avrebbe reso la mareggiata closeout ma ero felicissimo di potermi di nuovo confrontare con onde vere, dopo l’uscita in windsurf della settimana precedente (“solo” Kite e SUP Foiling successivamente …). Raggiunto lo spot di San Felice Circeo, che era quello con la migliore qualità di onda in zona, le condizioni non mi sembravano da subito così impegnative, a parte il vento inaspettatamente forte da terra, ed il chop abbastanza formato. Mentre indossavo la muta osservavo però l’arrivo di un set piuttosto grosso sul terzo break della baia, quello che frange davanti al molo esterno del porto. La prima cosa che mi veniva in mente era “closeout, ma che onde!”. In men che non si dica mi catapultavo in acqua rimanendo dapprima fra il primo ed il secondo break per poi muovermi alla volta di quello più esterno, dove ovviamente le onde erano più grosse. A parte la stabilità della tavola, fortemente compromessa dalla corrente, dal vento moderato rafficato da terra e da un fastidioso chop laterale, le condizioni erano totalmente illeggibili con i set più grandi che si alternavano ad intervalli di tempo non certo regolari. C’era così tanta energia in acqua che si poteva percepire anche solo pagaiando. Superfluo aggiungere che il posizionamento era problematico anche dalla natura quasi totalmente closeout delle onde, senza dimenticare la presenza delle grosse boe ancorate all’entrata del porto. Dopo quindi aver studiato la situazione ed aver preso un paio di onde di circa due metri e mezzo ero pronto per il successivo big set e quindi mi muovevo più decisamente al largo. Dopo alcuni minuti esso si materializzava davanti a me con onde piuttosto alte, come quelle di una giornata di medie dimensioni a Maui, ma totalmente diverse come dinamica e shape a causa della riflessione generata dal frangiflutti esterno. In pratica, la loro altezza era ulteriormente incrementata da tale fenomeno che ne causava però occasionalmente anche un mutamento di direzione. Non era certo la prima volta che avevo surfato quel break ma in questa occasione l’indole della mareggiata mi sembrava del tutto differente rispetto alle occasioni precedenti. Al solito decidevo comunque di prendere una delle ultime onde del set e quindi pagaiavo come un forsennato verso il largo per evitare le prime 3 onde, l’ultima di un soffio. Più mi spostavo al di fuori della lineup più il vento era forte ed il chop più grosso, ma almeno non laterale. Fatto sta che riuscivo a posizionarmi correttamente per un takeoff sulla quarta onda che risultava piuttosto verticale. Ciò non mi preoccupava in quanto sapevo di poter contare su una tavola che non è certo prone all’ingavonamento, neanche nelle sezioni più ripide. Una volta presa l’onda la velocità che raggiungevo era così elevata che la visiera del cappuccio del corpetto di neoprene che indossavo sotto la muta si piegava in alto! Mentre scendevo lungo il cavo dell’onda cercavo di scorgere una sezione surfabile a destra (sulla sinistra erano presenti le boe) ma l’onda, quasi tubante, chiudeva immediatamente e così mi concentravo sul mantenimento della mia linea evitando il rimbalzo dello schiumone che comunque quasi mi raggiungeva. Arrivavo quasi al secondo break continuando a seguire quello che rimaneva dell’onda, giusto schiuma. Mio fratello era riuscito ad immortalare gli attimi successivi al takeoff ed una volta a casa quasi stentavo a credere a quello che vedevo in fotografia, non tanto per l’altezza assoluta dell’onda (ne ho surfate di più grosse), quanto per la sua potenza. Ricordo di aver surfato onde così potenti ma un po’ più piccole solo a Cala Ginepro in Sardegna tre anni fa. Dopo aver preso un’altra grossa onda decidevo di concludere la session. Cosa aggiungere? Lo spot di San Felice Circeo mi ha offerto a volte onde di buona qualità e comunque surfabili ma il tema di quella uscita era un altro, non meno appagante.

Bad Swell

Anche il giorno seguente non deludeva certo le mie attese ma per motivi totalmente differenti. Arrivato al mio homespot di Foce Verde mi risuonavano in mente le parole della canzone “What a Difference a Day Makes”. Infatti, la grossa swell aveva esaurito gran parte della sua energia lasciando il posto ad una scaduta piuttosto deludente in termini di dimensione e di qualità di onda. Il vento leggero mi presentava sostanzialmente due opzioni: Kite Foiling e SUP Foiling. Decidevo per quest’ultima, anche per proseguire a testare il combo Starboard Hypernut 6’10’’ Foil + GoFoil Iwa. Sebbene i beach break non si prestino in modo ideale a questa variante dello Stand Up Paddling devo dire che il divertimento è comunque assicurato, a patto di prendere tutte le precauzioni del caso e quindi indossare sempre un caschetto ed una impact vest. Infatti non dobbiamo mai dimenticare che nei beach break occorre confrontarsi con lo shorebreak, spesso molto insidioso senza contare il basso fondale che, nel caso di “delfinamento” della tavola, causato da perdita di velocità e/o dal legs pumping, può risultare molto, ma molto pericoloso nel caso in cui il foil tocchi il fondale lanciati in velocità. E vi assicuro che le velocità che è possibile raggiungere nel SUP Foiling, sebbene non paragonabili a quelle che è possibile ottenere con un combo Kite Foiling sono di tutto rispetto a causa della quasi totale mancanza di attrito. Concludendo con questo primo post nel SUP.it blog, non posso fare a meno di riflettere sulla portata dell’ulteriore dimensione che il Foiling ha aggiunto allo sport che amiamo. Laddove si andrebbe in acqua senza la possibilità di surfare degnamente un’onda a causa della sua scarsissima qualità ci si diverte da matti, ma di questo vi parlerò in un mio prossimo contributo.
Nell’augurare un felicissimo 2018 a tutti i visitatori vi dò quindi appuntamento al mio prossimo post nel blog, sperando di poterlo proporre in termini di Vlog e quindi sotto forma di clip video.   

SUP Foiling

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