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Lettere alla Redazione. Come migliorare?

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Continuiamo a ricevere molti messaggi privati e da ora in avanti pubblicheremo quelli più interessanti completati ovviamente dalle nostre risposte. Il tema di quello odierno è in fondo il quesito che tutti noi appassionati ci poniamo: come migliorare?

Di seguito … lo scambio “epistolare” fra Mr X ed il nostro Editor/Contributor Marco

Ciao Marco, sono un grande appassionato di sup di XXXX, avanzerò una banalità, ma ti garantisco, sincera:
Il sito che hai creato è veramente bello e, direi necessario. Da quando ho iniziato, circa 3 anni fa, ho imparato e sono migliorato con la mia tavola.
Ecco, come puoi immaginare e prevedere..la mia tavola una bic peter pan, presa ad ostia ha fatto il suo.
Ora...considerando, che amo moltissimo semplicemente fare lunghe pagaiate sia in amre sia sul lago, ma che, come dire...
quando vedo quelle onde anche solo di 1 metro..mi viene di surfarle...
Insomma, come posso fare un salto di qualità? Leggendo il (creo tuo) bellissimo articolo sulle tavole 'pro' e i suoi ---contro---
Considerando che non vorrei affondare ne faticare per stare a galla, perché per l'80-85% remo tranquillamente e per il restante mi diverto con le onde...

Che parametri? Mi tengo su una 9? volume 150-180? Materiali??

Custom o brand?

Io peso 75 kg. e sono alto 1.84...

Ho cercato di essere conciso....ma è un mondo così vasto...


Ti ringrazio moltissimo a prescindere!!!!

Buone acque!!

Ciao,

Intanto ti ringrazio di cuore per i complimenti che ho naturalmente esteso a tutti i miei collaboratori. Il tuo quesito è in fondo quello che tutti noi appassionati dopo due o tre anni di esperienza ci siamo posti: come migliorare tecnicamente nel SUP surfing e come affrontare condizioni sempre più impegnative? Ci sono ovviamente molti fattori da considerare e, anche se la cosa potrà stupirti, lascio per ultimo, in ordine di importanza, quello dei materiali. Partendo dal più importante, cioè quello connesso all’esperienza, è chiaro che più tempo spendiamo in acqua, anche con materiali non performanti in termini di “taglia” e shape, più miglioriamo. Miglioriamo soprattutto in termini di “lettura” delle condizioni e, proprio per il fatto di avere una tavola più stabile e voluminosa sotto i piedi, possiamo prendere un numero maggiore di onde. Certo, a parte annate piuttosto favorevoli come quella che stiamo vivendo qui nel Mediterraneo, il grosso problema è quello della continuità degli allenamenti e la risposta a tale problema si chiama Surfskate. Allenarsi regolarmente, prendendo tutte le cautele necessarie in termini di protezioni (caschetto, gomitiere, ginocchiere ecc.), con un Carver o similare è la chiave per migliorare la tecnica di surfata. Fra l’altro, anche a livello di impegno fisico il Surfskate è abbastanza impegnativo ed è molto valido anche per acquisire una scioltezza che potremmo raggiungere solo con la ginnastica. Torniamo in acqua ...

La regola è semplice e vale nel Kiteboarding, nel Windsurfing ecc.: dobbiamo avere un quiver di almeno due tavole: nella fattispecie del sup, una da usare in condizioni di onda irregolare ed increspature e l’altra, da sostituire via via che si migliora, più radicale e quindi instabile. Nulla vieta, ovviamente, di usare quest’ultima (faticando) anche con chop formato e mare attivo ma credimi, a parte i benefici che si possono ottenere sul miglioramento dell’equilibrio, per quanto riguarda la surfata si produrrebbe l’effetto contrario. A me piace molto una frase che i miei amici di Maui mi citano spesso a proposito di appassionati che attribuiscono alle attrezzature i loro limiti tecnici “a poor worker blames his tools”. Ed è proprio così! E’ chiaro che se opportunamente “pilotata” una tavola pro surfa, in una parola, meglio di una tavola più larga e voluminosa ma quello è un punto di arrivo non di partenza, fermo rimanendo che alcune soluzioni progettuali sulla carta più tranquille iniziano ad avvicinarsi, in termini prestazionali, alle tavole pro stesse e sono in ogni caso più valide per condizioni mediterranee. Una tavola pro va “meritata”, un po' come un pilota che mano a mano si avvicina alla F1 che parte sempre da serie inferiori e quindi si cimenta nello sport dell’automobilismo con auto progressivamente più performante ma al tempo stesso più impegnative ma al tempo stesso più impegnative da pilotare … Quindi, riepilogando, per migliorarti nel SUP surfing la cosa migliore è uscire il più possibile in mare con una tavola “tranquilla” ed allenarti a secco con un surfskate (ti consiglio di leggere tutti gli articoli presenti nella nostra sezione sul sito dedicata a questa variante dello skateboard https://www.standuppaddling.it/articoli/street-sup-blog.html). Avrai poi bisogno di una tavola gradualmente più radicale, cambiandola quando percepirai di aver “meritato” il passaggio ad una sup board di taglia inferiore, fino ad arrivare ad una con un volume superiore di 8/15 L. rispetto al tuo peso. NON credere ai soloni che affermano che il punto di arrivo è quello di una tavola di volume pari al tuo peso. A parte i professionisti, sono quegli stessi “scienziati” che non stanno in piedi sulla tavola neanche pagaiando e che non sanno surfare degnamente un’onda avendo sotto i piedi una tavola che non sono in grado di addomesticare tecnicamente. Il bravo SUP surfer riesce a surfare in modo radicale e a disegnare archi stretti anche con una tavola di volume che eccede i 30/40 L. rispetto al proprio peso. Non è l’abito che fa il monaco …

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