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Il Wingsurfing sta per (ri)nascere!

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Surfing, Windsurfing, Kiteboarding, Stand Up Paddling, Foiling, sono questi gli sport acquatici di scivolamento (a trazione eolica e non) ad aver conquistato una notevole popolarità nel corso degli anni.

Certo, se pensiamo al Windsurfing, possiamo affermare senza tema di smentita che il numero di appassionati di tale sport si è via via assottigliato. Molti windsurfisti di vecchia data lo hanno di fatto abbandonato per passare al Kiteboarding ma anche quest’ultimo sport ha forse ormai superato il suo momento di massima popolarità. Lo Stand Up Paddling ha messo un po' tutti d’accordo, nel senso che è difficile trovare un windsurfer o un kiter che non abbia una SUP board nel proprio quiver. Tuttavia, anche il SUP, dopo l’esplosione degli ultimi anni, si sta assestando per quanto riguarda la sua platea di praticanti. E’ comunque curioso che l’affermarsi del Foiling in termini di sport crossover ha ridato linfa vitale a tutti gli altri sport acquatici di scivolamento, incluso naturalmente lo Stand Up Paddling. Un effetto collaterale è stato addirittura quello di portare alla riscoperta di uno sport che però non aveva  mai superato lo stadio embrionale: il Wingsurfing.

 

  • Cos’è il Wingsurfing

Prima di proporvi una pillola di storia relativa a tale sport, per chi non lo sapesse, il Wingsurfing prevede, da parte del surfista l’impiego di un’ala (di qui il nome) come mezzo di spinta, piuttosto che quello di una vela, come nel caso del Windsurfing, o di un kite, come ovviamente accade nel Kitesurfing.

 

  • La storia

E’ nella metà degli anni 80 che Tom Magruder sperimentò i primi prototipi di ali. Esse erano rigide ed assicurate però alla tavola (un normale windsurf) per mezzo di un piccolo albero. A differenza di quanto avviene in un rig destinato al windsurf, l’albero prevedeva un doppio snodo cardanico, uno in corrispondenza della connessione della tavola ed uno in prossimità dell’ala, come è possibile osservare nel video in basso.

Nel corso degli anni successivi vennero sperimentate altre soluzioni simili ma, come premesso, nessuna di esse riuscì a superare la fase prototipale a causa di tutta una serie di motivi. Il primo è il notevole skill richiesto al rider, il secondo, non meno importante, è dovuto al fatto che, dovendo per forza di cose essere l’ala piuttosto piccola, essa avrebbe fornito la spinta sufficiente per entrare in planata solo in condizioni di vento estremamente forte, tant’è che quasi tutti i prototipi che videro la luce furono testati nel Columbia Gorge. Come abbiamo anticipato in precedenza, è stato lo sviluppo del Foiling, in particolare del SUP Foiling, a portare alcuni waterman iconici a riconsiderare l’uso delle ali da Wingsurfing in tale contesto. Il motivo è semplicissimo: un moderno combo di SUP Foiling (tavola più Foil), richiede una spinta (e quindi velocità) davvero minima per consentire al Foil di generare la sufficiente portanza.

 

  • A chi è destinato il Wingsurfing

Chi è stato ingolosito dal SUP Foiling e ha acquistato un combo tavola più foil sa benissimo, soprattutto alle nostre latitudini, quanto sia problematico praticarlo. In primo luogo per l’abilità richiesta a chi si avvicina al Foiling passando direttamente da tale variante. In secondo luogo per la mancanza di condizioni e soprattutto di spot adatti. Da quest’ultimo punto di vista, lo scenario ideale sarebbe quello di un reef break non troppo basso (ricordiamo che i piantoni delle ali da SUP/Surf Foil non superano i 65/70 cm), non certo di un beach break mediterraneo. Quindi l’ipotesi più praticabile è quella del SUP Downwind Foiling ma con tutte le controindicazioni del caso, prima fra tutte quella derivante dalla notevolissima difficoltà, se non proprio impossibilità, di riguadagnare il punto di lancio. Inoltre, l’intensità del vento richiesta in tale ipotesi di impiego dovrebbe essere di tutto rilievo, diciamo dai 15 nodi in su. Ecco che quindi un’ala da Wingsurfing rappresenta il classico “uovo di Colombo” che, nella fattispecie, può di fatto rivalorizzare l’investimento, in genere non indifferente, fatto per acquistare un combo SUP Foil. Il Wingsurfing è quindi destinato principalmente a tale platea di utenti.

 

  • Non solo prototipi!

Premesso che quasi tutti i produttori che operano nel mercato dei materiali destinati agli sport acquatici di scivolamento sono sul punto di lanciare ali destinate al Windgsurfing, il primo di essi a farlo, come già accaduto nel caso del SUP e del Kiteboarding, sarà Naish International. Robby Naish, da vero e proprio visionario, ha creduto da subito nelle potenzialità di tale sport e si appresta quindi a mettere sul mercato, sotto il suo brand, la prima ala da Wingsurf. Essa sarà disponibile dal prossimo mese di giugno nella sola misura da 4 m2 e ricorda da vicino un kite. Non è infatti presente un boma rigido (soluzione che con tutta probabilità sarà adottata da altri produttori come ad esempio Duotone) ma piuttosto una serie di maniglie. E’ inoltre assente una finestra trasparente in PVC o Mylar atta a consentire al Wingsurfer la visione quando si naviga con l’ala posizionata verticalmente, come invece accade ad esempio nei prototipi Duotone. Ignoriamo al momento il prezzo di lancio dell’ala Naish ma esso non dovrebbe discostarsi troppo da quello di un kite di pari misura. Anche Duotone è pronta al lancio della sua soluzione destinata al Wingsurfing. Fra l’altro, proprio Duotone in questi giorni ha annunciato la nascita di una partnership con l’azienda francese Horue, quest’ultima specializzata nella produzione di foil e foilboard.

Duotone

  • Q&A

A questo punto le domande che un appassionato può porsi sono molteplici e, piuttosto che farvi una disamina di esse noi direttamente vi proponiamo alcuni video. In uno in particolare, pubblicato da Naish International sul proprio canale Youtube, Robby Naish in persona risponde, appunto, ad una serie di quesiti riguardanti il Wingsurfing. Per chi non conosce l’Inglese, cerchiamo di fare un sunto, non seguendo esattamente la scaletta del video delle Q&A stesse. Un’ala da Wingsurfing può essere usata anche su tavole SUP tradizionali e quindi non necessariamente sulle SUP Foil. In quest’ultimo caso, il vento necessario a generare la portanza sufficiente non deve essere necessariamente moderato/forte. L’ala non può essere persa in acqua grazie ad un leash che la collega al polso del rider. Non è assolutamente consigliato di apprendere il Foiling partendo dal Wingsurfing (questo vale anche per il SUP Foiling). Si può praticare il Wingsurfing sia su tavole dotate di straps che in modalità strapless. Ma vi lasciamo ora ai video in questione, non senza anticiparvi che l’articolo di oggi è fatalmente il primo di una lunga serie destinata al Wingsurfing.  




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