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SUP Board Shape per principianti

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Continuiamo a ricevere numerose E-mail da parte di paddler alle prime armi che ci chiedono di fare un pò di chiarezza sulla terminologia tecnica e sugli shape delle SUP board. Lo facciamo di buon grado!

  

  • Premessa
Vi sono ormai varie tipologie di tavole da Stand Up Paddling: SUP race, SUP surfboard, SUP Allround ecc.
Progettare una tavola da Stand Up Paddling prestazionale non è facile. Infatti il grosso dilemma che gli shaper si trovano ad affrontare è quello che consiste nel realizzare uno shape che possa coniugare al tempo stesso stabilità e prestazioni, soprattutto nelle tavole destinate al SUP Surfing e Racing. Anche la Stand Up Paddle Board più prestazionale sarà infatti odiata dal paddler che riesce a malapena a mantenersi in equilibrio su di essa. Il perchè è ovvio: stabilità in fase di pagaiata e doti di surfata (e di velocità nel caso delle tavole SUP Race) sono variabili inversamente proporzionali. Superfluo aggiungere che il paddler esperto può “addomesticare” - se ci consentite il termine - anche shape particolarmente “ballerini” ma rimane il fatto che avere sotto i piedi una tavola stabile e al top delle prestazioni è il desiderio di tutti, anche dei PRO. Fatta questa premessa, vediamo ora di scendere sul piano tecnico di quelle che sono le caratteristiche di uno shape destinato allo Stand Up Paddling, partendo da quelle più ovvie. Faremo quindi chiarezza sulla terminologia di cui a volte abusiamo nei nostri review, cogliendo anche l’occasione per accennare all’impatto che i connotati essenziali di una SUB (Stand Up Board) hanno sul suo comportamento in acqua.


Lunghezza, larghezza e spessore

E’ scontato: le prime informazioni che ci interessa conoscere di una tavola sono quelle relative al suo programma di impiego e quelle che riguardano le sue dimensioni. Queste ultime sono espresse in piedi e pollici per quanto riguarda la lunghezza ed in pollici relativamente alla larghezza ed allo spessore. E’ curioso come anche nei paesi non anglosassoni o quelli in cui comunque si utilizza il sistema metrico decimale, questa classificazione sia ormai tacitamente accettata, cosa che ad esempio non avviene con le tavole da Windsurfing. Lunghezza, larghezza e spessore vengono amalgamate dagli shaper in modo diverso a seconda del programma di impiego e/o delle caratteristiche fisiche del paddler. Detto scontatamente, tavole più piccole risultano in teoria più agili e meno stabili, mentre quelle più grosse sono tendenzialmente più stabili e meno sciolte in surfata. Perchè “in teoria” e “tendenzialmente”, potrete chiedervi? La risposta è che c’è di più, molto di più ... Una considerazione molto importante è che la lunghezza contribuisce ad assicurare la stabilità longitudinale di uno shape, mentre la larghezza quella laterale, estremamente importante nella fase di pagaiata. Lo spessore va invece ad inficiare la galleggiabilità della tavola ed è in funzione della distribuzione del volume. A parità di dimensioni, quindi, un maggiore volume tende a rendere una tavola più spessa. Così come nel caso della lunghezza e della larghezza, il dato dello spessore è da intendersi come quello massimo lungo l’Outline della SUP board. Ed ecco il primo termine tecnico: Outline = Forma della tavola, ma di questo vi parleremo più avanti. A  proposito, prima di passare al paragrafo successivo, ricordiamo che un pollice equivale a 2,54 cm e una fetta a 0,30 m o, se preferite, a 30 cm (30,48 per l’esattezza).
  • Il volume
Se le dimensioni da sole possono già dare una rozza idea di cosa possiamo attenderci da una tavola, l’informazione sul suo volume tende ovviamente a meglio qualificarne le doti, qualsiasi sia il suo programma di impiego, soprattutto per quanto riguarda la galleggiabilità. Tavole più voluminose avranno ovviamente - ed in questo caso non ci sono se o ma – doti di galleggiamento migliori rispetto a tavole meno voluminose, ma esse non saranno necessariamente più stabili. Infatti, Accanto al dato sul volume occorrerà confutare, tavola per tavola, come esso è distribuito sullo shape stesso. La buona notizia è che il volume, anche nei paesi anglosassoni, per le tavole da Surf ed affini si misura nei nostri cari vecchi litri!  

  • L’Outline ed i concetti di “One Foot Off the Tail” e “One Foot Off the Nose”
Come abbiamo accennato prima, con il termine di Outline si identifica la forma della tavola. Potremmo scrivere probabilmente un trattato su come si è giunti agli shape attuali e dovremmo naturalmente andare a sindacare le varie tipologie di SUP board. Quello che ci interessa qui sottolineare è che l’evoluzione del nostro sport è tale che si è passati da approcci progettuali che prevedevano il ricalcare gli outline delle tavole da Surf di tipo Longboard, semplicemente intengrandoli con una maggiore larghezza e volume, ad altri assai più innovativi che hanno prodotto shape che consentono di ottenere prestazioni in termini velocistici (per le tavole Race) e di radicalità in surfata (per le SUP surfboard) semplicemente impensabili solo pochi anni fa. Esula dalle finalità di questo articolo lo snocciolare i vari tipi di shape rispetto alle prestazioni e all’utilizzo che si intende fare di una tavola. Piuttosto ci interessa parlare delle caratteristiche che assieme alle dimensioni della tavola segnano i tratti distintivi dell’Outline:
  1. -    Posizionamento del punto di massima larghezza rispetto a metà della lunghezza della tavola;
  2. -    Tipologia di prua (Point Nose, Rounded Nose ecc.);
  3. -    Tipologia di poppa (Pin Tail, Diamond Tail, Square Tail, Bat Tail ecc.);
  4. -    Larghezza One Foot Off the Tail;
  5. -    Larghezza One Foot Off the Nose.

Il punto di massima larghezza è in genere localizzato più o meno a metà della lunghezza della tavola. Sotto questo punto di vista, è quindi importante quantificarne la distanza, perchè è evidente che una tavola con punto di massima larghezza situato prima della metà della sua lunghezza avrà caratteristiche differenti da quelle di una SUP board con punto di massima larghezza più avanzato. La prua può essere di tipo arrotondato, indicata per Nose Tricks e per una surfata stile Longboard, o più o meno appuntito. Sulla forma della poppa vi sono molte varianti in più rispetto a quelle che possono interessare il nose ed in realtà ogni shaper sembra avere la propria personale idea riguardo ai motivi che poi lo fanno propendere per una in luogo di un’altra. Per quanto riguarda invece gli ultimi due dati, cioè il One Foot Off the Tail and Off the Nose, essi non sono riportati spesso nei depliant ed in genere nelle specifiche tecniche. Essi si riferiscono rispettivamente alla larghezza della tavola misurata rispettivamente a 30,48 cm dalla poppa (One Foot Off the Tail) e dalla prua (One Foot Off the Nose). Ricordiamo che 1 feet – 30, 48 cm. Si tratta di misure ... da intenditore. Anche in questo caso, potremmo scrivere un trattato snocciolando questi due concetti, tuttavia ripetiamo che lo scopo dell’articolo è meramente illustrativo delle caratteristiche di uno shape.
  • La "Linea  Scoop Rocker". Il Nose ed il Tail Kick
Osservata lateralmente una tavola da SUP non appare certo come una ... palanca. Lo shape segue infatti una curva che può essere accentuata o meno e che rappresenta la “Linea Scoop Rocker”. Lo Scoop o “Nose Kick” si riferisce alla curva della sezione di prua e viene misurato dal centro della tavola, il “Tail Kick” o Rocker a quella di coda. In genere tale curva nelle tavole SUP più popolari è estremamente graduale e continua. SUP board caratterizzate da linee Scoop Rocker molto accentuate saranno al tempo stesso più manovriere ma più lente e tenderanno a soffrire in stabilità longitudinale. Linee caratterizzate da curve meno esasperate avranno le caratteristiche opposte. Sappiamo che lo state pensando ... cioè che in fondo una sintesi fra queste due curve potrebbe essere la panacea e quindi assicurare prestazioni di planata e velocistiche soddisfacenti assieme a buone doti di manovrabilità. Alcuni degli shape più recenti si basano su questo approccio.
  • L’Opera Viva o Carena o Bottom
Torniamo all’esempio della ... palanca. La carena di una tavola da SUP è forse l’elemento che più di altri beneficia da tanti anni di ricerca sugli shape delle surfboard. Altro concetto, altro trattato da scrivere, cosa che lasciamo volentieri a chi lavora nel campo, cioè agli shaper. Sebbene esistano tavole con carene completamente piatte, gli shape più moderni sono caratterizzati dalla presenza di V e di concavità. La V rappresenta, come è facile immaginare, uno shape di carena segnato da un rialzo centrale, appunto a forma di V. Esso è in genere presente verso la sezione di poppa ma esistono  tavole con una V che arriva a metà della lunghezza verso prua ed anche oltre. I benefici della V si traducono in una maggiore direzionalità della tavola ed un miglior passaggio da un bordo all’altro in fase di surfata. Su una SUP board una V accentuata non accompagnata da altri accorgimenti può peggiorare la stabilità laterale. Veniamo ora al concetto di concavo. Le concavità nell’opera viva contribuiscono a diminuire la superficie bagnata della tavola, soprattutto, come è ovvio, in fase di planata e quindi di surfata. Un applicazione classica di tale concetto è il profondo concavo che caratterizza la sezione di prua in alcune tavole dotate di prua molto larga e voluminosa. Un altro esempio piuttosto comune è quello è quello di tavole caratterizzate da due concavi affiancati e separati da una V centrale. In questo caso si parla di biconcavo.

  • Coperta o Deck
Se la coperta di una tavola da Surf è in fondo di scarsa rilevanza ai fni delle sue prestazioni, nel caso di una SUB, essa diventa sicuramente più importante. Una coperta il più possibile piatta nella zona di stance di pagaiata normalmente occupata dal paddler tende a migliorarne l’equilibrio. Shape molto sofisticati sono oggi dotati di piccole concavità proprio in questa zona nevralgica. Alcune tavole Race sono caratterizzate dalla presenza di una coperta incavata o Recessed Deck. Il beneficio di questo approccio è quello di ridurre il volume e quindi il peso di una tavola. Alcuni shaper ritengono che assicurare al paddler un baricentro più basso di pagaiata migliora le prestazioni di una tavola SUP Race.

  • Rail o bordi
Concludiamo con i bordi di una tavola. Essi possono essere più o meno arrotondati o morbidi (Soft Rail). Rail morbidi assicurano una migliore manovrabilità a svantaggio però della direzionalità ed in parte della stabilità laterale. Rail più definiti tendono (Defined Rail) invece ad incrementare le doti di accelerazione e di controllo di una tavola riducendone però al contempo la scioltezza in surfata.

  • Pinne
Le pinne sono sicuramente l’accessorio più importante di qualsiasi Surfboard e le tavole da Stand Up Paddling non fanno certo eccezione. Avere sotto i piedi una tavola fantastica con pinne qualitativamente scadenti e/o della misura errata può letteralmente distruggerne le prestazioni. Ma parleremo di questo in un prossimo articolo.
  • Shape plananti e dislocanti
Quando il “pescaggio” dell’opera viva è sensibile, parliamo di shape disclocanti (Displacement Shape). Questa soluzione è adottata in modo più o meno pronunciato sulle tavole Race più moderne. Gli shape delle tavole Allround, Cruising e Wave sono di tipo planante o comunque scarsamente dislocanti. Ovviamente la planata viene raggiunta sulle onde o i chop. Esistono ovviamente progetti che tendono a coniugare questi due approcci. Si parla in questo caso di shape semi-dislocanti (Semi-displacement).
La figura in basso mostra schematicamente le principali caratteristiche di una tavola con l’eccezione del volume che rimane un elemento essenziale da considerare ai fini di una prima valutazione delle performance dell tavola stessa.

 
SUP Board Shape
 
  
  •  Conclusioni
In Inglese esiste un modo di dire che esprime in modo mirabile l’affrontare superficialmente un argomento più o meno complesso: “scratching the surface”, cioè “raschiare la superficie”. E’ in definitiva quello che intendevamo fare con questo articolo: illustrare una terminologia e sfiorarne appena le problematiche da essa implicate e che lasciamo volentieri agli shaper. Quegli shaper che devono trasformare materia grezza in quel mezzo che può regalarci sensazioni senza eguali o frustrarci a morte perchè, detto banalmente, non va o mal si adatta al nostro skill e/o alle nostre caratteristiche fisiche!


GLOSSARIO

Shape = Tavola, forma
Deck = Coperta della tavola
Recessed Deck = Coperta incavata
Bottom
= Opera viva o carena della tavola
Shaper = Colui che realizza la tavola
SUB = Stand Up Board
Nose = Prua della tavola
Nose Kick o Scoop = Rialzo, curva, della prua
One Foot Off The Tail = Larghezza della tavola misurata a 30,48 cm dalla poppa
One Foot Off The Nose = Larghezza della tavola misurata a 30,48 cm dalla prua
Rails = Bordi Laterali della tavola
Soft Rails = Bordi morbidi, arrotondati
Defined o Hard Rails = Bordi più spigolosi, definiti
Tail = Coda della tavola
Tail Kick o Rocker = Rialzo, curva, delle poppa
Scoop Rocker Line = Linea Scoop Rocker. Linee dritte sono etichettate come Fast, veloci
Planing shape = Tavola SUP con opera viva scarsamente dislocante
Displacement shape = Tavola con scafo dislocante, cioè con pescaggio rilevante della carena
Semi-Displacement shape = Tavola con scafo semi dislocante
Midpoint to widepoint distance = distanza fra il punto di massima larghezza e quello di metà lunghezza della tavola

 

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