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Maggio 2017. Tim Bowness - Lost in the Ghost Light

Inserito in SUP Music

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La nostra proposta musicale del mese è Lost in the Ghost Light, quarto studio album del cantautore inglese Tim Bowness. Leggi tutto: Nuova collezione Hibiscus da Railsaver PRO!

Tim ha raggiunto la notorietà nella band No-Man, fondata insieme a Steven Wilson dei Porcupine Tree nel 1987. Nel corso degli anni Tim ha comunque collaborato con molte band come Centrozoom, Darkroom, Henry Fool, Memories of Machines e Nosound. Con Steven Wilson sempre più impegnato nella sua carriera solista ed in altri progetti, Tim Bowness ha trovato uno spazio via via minore per esprimersi con i No-Man, così nel 2004 l’artista pubblicò, sotto la label One Little Indian, il suo primo album solista, intitolato My Hotel Year. Contando sulla collaborazione di musicisti del calibro di Roger Eno e Hugh Hopper, tanto per citarne due, l’album fu accolto favorevolmente dalla critica, oltre ad ottenere un buon successo commerciale. Il secondo album, Abandoned Dancehall Dreams, fu pubblicato dall’artista ben 10 anni dopo, questa volta sotto la casa discografica Inside Out Music. L’album, mixato da Steven Wilson e realizzato con la collaborazione di Colin Edwin, Pat Mastelotto Andrew Keeling, Richard Barbieri e Grasscut, superò di molto, sia in termini di critica che commerciali, il precedente, tanto da raggiungere il 18mo posto nelle UK Rock Chart ed il primo, per due mesi consecutivi, nella speciale classifica redatta da Prog Magazine. Cavalcando il successo ottenuto da questa sua seconda opera, Tim pubblicò un nuovo album l’anno successivo, sempre sotto l’etichetta musicale Inside Out Music. Intitolato, Stupid Things That Mean The Word, questo nuovo CD fu mixato dal fondatore dei Pineapple Thief Bruce Soord, che collaborò anche in alcune canzoni insieme a, fra gli altri, Peter Hammill, Colin Edwin, Phil Manzanera e David Rhodes. L’album consolidò ulteriormente il successo dell’artista. Proprio all’inizio di quest’anno Tim ha pubblicato il suo quarto album, oggetto della nostra breve recensione, Lost in the Ghost Light.

Tim Bowness - Lost in the Ghost Light

Oltre che sul sapiente mix fornito da Steven Wilson l’album si avvale sulla collaborazione di Bruce Soord, Colin Edwin, ed autentiche leggende musicali del calibro di Ian Anderson dei Jethro Tull a  Kit Watkins, tastierista dei Camel. Letteralmente osannato dai critici musicali l’album è stato accompagnato da un eccellente successo in termini di vendite tanto da raggiungere la quinta posizione nella UK Rock Chart e l’ottava nella UK Progressive Chart. In realtà, Lost in the Ghost Light, è un concept album che affronta la tematica del business musicale odierno rapportato a quello passato attraverso l’esperienza di un fittizio veterano artista. Fittizio ma non tanto, visto che nelle splendide canzoni di Tim riconosciamo proprio lui stesso che, di fatto, condivide musicalmente quella che è stata la sua esperienza. Il tutto viene fatto non senza una prominente vena di malinconia. Pensiamo alle parole della ammaliante canzone Distant Summers:

“Once you had vision, played the music of your dreams”, “No weight of expectation, just joy in what you found”, “Wearing the styles of your age, a slave to the whims of a phase”

Proprio per questo Lost in the Ghost Light può essere visto al tempo stesso come un testamento rispetto ad un modo di fare musica, ormai in estinzione, libero da vincoli creativi e non asservito ai gusti delle masse e delle case discografiche. Testamento anche ad un genere musicale che ha fatto sognare, e continua a far sognare, le vecchie generazioni, vale a dire il Progressive Rock. Ed allora si spiegano le collaborazioni prima menzionate, prima fra tutte quella di Ian Anderson. E si spiega il fatto che sin dalle prime note l’ascoltatore è trasportato indietro di decenni, ai Genesis di metà anni 70 per intenderci. E’ difficile identificare gli highlights di questo capolavoro che, come concept-album, non solo può ma deve essere apprezzato in modo coesivo. Se proprio fossimo costretti, comunque, oltre alla già menzionata Distant Summers, citeremmo Moonshot Manchild e You Wanted to be Seen. A costo di ripeterci, se siete appassionati di Prog Rock e se apprezzate in genere la buona musica questo è un album letteralmente imperdibile!



Indice dei brani

   1. Worlds of Yesterday
   2. Moonshot Manchild
   3. Kill the Pain That's Killing You
   4. Nowhere Good to Go
   5. You'll Be the Silence
   6. Lost in the Ghost Light
   7. You Wanted to Be Seen
   8. Distant Summers

Genere: Prog Rock, Rock

 

Il CD può essere acquistato, in formato mp3, su Amazon.uk al seguente indirizzo:

https://www.amazon.co.uk/Lost-Ghost-Light-Tim-Bowness/dp/B01N0MIZ7X/ref=sr_1_1?s=music&ie=UTF8&qid=1495900464&sr=1-1&keywords=tim+bowness

Il sito dell'artista è http://timbowness.co.uk/

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