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Tecnica

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Superare i frangenti con la Surfer Stance

Inserito in Tecnica

Lineup

In un precedente articolo abbiamo parlato di alcune tecniche da applicare per il superamento dei frangenti. Si trattava di suggerimenti rivolti soprattutto ai principianti e comunque ai paddler che  muovono i primi passi fra le onde.

E’ quindi venuto il momento di  introdurre una tecnica avanzata a beneficio dei paddler più esperti che hanno già preso dimestichezza con la stance di surfata (Goofy o Regular, non importa), quella, cioè, che prevede il posizionamento delle gambe  in senso longitudinale sulla tavola. Tale premessa lascia intendere che questo metodo comporta l’assunzione preventiva, da parte del paddler, della stance di surfata, ma come funziona in pratica? Gli appassionati di Windsurfing sanno benissimo che il superamento della schiuma delle onde, se queste sono formate, può essere effettuato con successo solo spingendo in andatura la poppa della tavola in basso, favorendo la fuoriuscita della prua in modo tale che essa non venga spinta sott’acqua dall’onda stessa che ci travolgerebbe nella maggior parte di casi. Così facendo, la prua si impenna consentendo alla tavola di salire sulla schiuma per superarla. Successivamente  il windsurfista tende a riequilibrare la distribuzione del peso verso la prua stessa per contrastare il movimento contrario della schiuma, cercando al contempo di attingere la maggiore potenza possibile dalla vela. Si tratta di un principio ugualmente valido per lo Stand Up Paddling, anche se, è bene sottolinearlo, la sua applicazione comporta difficoltà assai maggiori che non nel caso del windsurfing, venendo di fatto a mancare la spinta e l’appoggio del rig.

Making through the break

Passiamo quindi ad un’analisi dettagliata di tale tecnica, fermo rimanendo che essa prevede l’assunzione della propria stance di surfata, sia essa Regular o Goofy, prima di entrare nella impact zone.

In primo luogo occorrerà giocare d’anticipo cercando di impattare l’onda  evitando di farlo proprio nel momento in cui essa diventa frangente e può così liberare la sua massima energia rendendone il superamento molto più problematico. L’ideale è arrivare all’impatto qualche secondo dopo, cioè quando la schiuma del frangente tende ad assottigliarsi. E’ ovvio che solo l’esperienza consentirà di acquisire il timing necessario al paddler e che alcuni "schiumoni" non possono comunque essere affrontati con successo. Facendo conto che il setup della manovra sia stato eseguito in modo corretto e che non ci troviamo dinanzi un muro di acqua che sta per frangere non dandoci molte chance di superarlo, occorrerà pagaiare energicamente nella stance di surfata, con le gambe molto piegate per abbassare il baricentro, avendo cura di posizionare la gamba posteriore in modo molto arretrato pronti a spingere con forza su di essa. Così facendo la poppa della tavola sarà spinta in basso poco prima dell’impatto con il frangente che dovrà comunque essere affrontato obbligatoriamente in modo il più possibile perpendicolare e non disassato. A questo punto, come visto nel caso della tecnica adottata nel Windsurfing, la tavola tenderà ad impennarsi e a scavalcare il frangente. Questa è la fase critica: il frangente stesso tenderà infatti a riportarci indietro ed in ogni caso ci ritroveremo per qualche istante in posizione di equilibrio precario, senza poter contare sull’appoggio del remo. Il metodo più sicuro per riequilibrarsi consiste quindi nel caricare il peso sulla gamba anteriore e nell’affondare subito la pala del remo tentando di pagaiare o semplicemente facendo opposizione per evitare la conseguente … retromarcia. Anche in questo caso provando e riprovando si raggiungeranno gli automatismi necessari che ci consentiranno di superare onde anche piuttosto alte. La figura in alto mostra proprio la fase critica del superamento di un frangente. La prua della tavola correttamente tende a scavalcare la schiuma ed una energica pagaiata di opposizione ed il successivo spostamento del peso del corpo in avanti evitano di essere trascinati a ritroso da essa. Non solo, in tale fase il remo consente anche di appoggiarci per qualche istante e quindi di usarlo a mo di stampella.

Balancing

Riassumendo schematicamente tale tecnica, essa prevede una prima fase di assunzione della stance di surfata. Il raggiungimento della maggiore velocità possibile prima dell’impatto perpendicolare con il frangente. La spinta in basso della poppa della tavola e quindi lo spostamento del peso del corpo sulla gamba posteriore. Il riequilibrio del peso sulla gamba anteriore dopo aver scavalcato il frangente con contemporanea energica pagaiata di opposizione ed appoggio. Un ultimo suggerimento: qualora vi trovaste proprio in bilico sull’onda poco prima di frangere equilibratevi con il remo che tende quasi ad essere parallelo all’acqua come nella figura precedente. Ciò può essere fatto anche nella stance di pagaiata ed aiuta comunque a non sbilanciarsi lateralmente. In un prossimo articolo parleremo dell'entrata in acqua con shorebreak formato.
Nel frattempo ... buona fortuna!

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