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Superare lo shorebreak

Inserito in Tecnica

Gnarly, Trecherous and munching shorebreak

I surfisti, soprattutto i frequentatori di beach break (spot con fondale sabbioso), sanno quanto potente ed intimidatorio può a volte essere lo shorebreak cioè il frangente di riva. Ma se per uno shortboarder l’entrata in acqua anche in tali casi è relativamente semplice, lo stesso non vale per un paddler, sia a causa della grandezza e voluminosità di una SUP board che dell’ingombro del remo.

Prima di esaminare la tecnica che può consentirci di superare shorebreak anche piuttosto formati, occorre premettere che quanto segue si rivolge ai paddler esperti che possiedono già eccellenti doti di acquaticità. Di seguito riportiamo una lista di avvertenze che si prega di tenere in considerazione prima di affrontare condizioni con un alto grado di pericolosità.

  • Per prima cosa occorre essere buoni nuotatori. Non sottolineeremo mai abbastanza quanto questo prerequisito sia importante per tutti i paddler ed in particolare per coloro che intendono iniziare ad esplorare la parte surfistica di tale disciplina;
  • bisogna poi essere consapevoli dei propri limiti e non voler strafare! Affrontare condizioni dure deve essere fatto gradualmente e con criterio;
  • indossare un caschetto protettivo. Quelli specifici per Canoa e Windsurfing vanno benissimo e sono estremamente leggeri;
  • il leash è obbligatorio ma deve essere sufficientemente lungo, almeno tre metri (10’’). Utilizzare leash più corti è estremamente pericoloso!
  • In Estate  NON tentare il superamento dello shorebreak con la tecnica di seguito illustrata in presenza di bagnanti nelle immediate vicinanze;
  • evitare di trovarsi davanti alla tavola se un frangente può impattarla, scagliandocela quindi addosso. Se ciò dovesse accadere immergersi immediatamente e riemergere lasciandosi la tavola dietro, cioè verso la riva. Questo suggerimento vale in generale per il SUP surfing;
  • MAI volgere le spalle al mare con shorebreak formato.

 

Launch position

Dopo queste importantissime raccomandazioni passiamo ad esaminare la tecnica di superamento dello shorebreak con l’ausilio di alcune immagini.
La prima cosa da fare una volta entrati in acqua è quella di lasciarsi la tavola dietro, preferibilmente in diagonale, come nella foto qui sopra. Il remo va impugnato con la T orientata verso le onde, in modo tale che la pala non opponga resistenza. A questo punto avanzare con cautela stando pronti ad immergersi sotto i frangenti che via via ci si presenteranno dinanzi.  Le due immagini seguenti illustrano questa fase.

Ready to dive!!!
Dive, dive!!!

Poco prima che un’onda franga tuffarsi in lungo cercando di immergersi il più possibile, anche a costo di sfiorare il fondale che sarà comunque basso, trattandosi di shorebreak. Quello che dobbiamo assolutamente evitare è di impattare l’onda troppo in alto nella sezione. Il pericolo che l’onda stessa possa farci fare il giro, facendoci diventare parte del lip, sarebbe elevatissimo ed è davvero il worst case scenario. Infatti, dato che ci troviamo in acqua bassa, potremmo essere scagliati sul fondale impattandolo con la zona che va dalla testa al collo. Molte persone sono morte o rimaste paralizzate per questo, quindi attenzione! Cercare di immergersi sotto l’onda poco prima che essa franga, non nella sua sezione e men che mai cercare di scavalcarla è il modo più sicuro di superarla indenni. A questo punto dovremo aspettarci di essere portati di nuovo indietro dalla forza generata dall’impatto del frangente sulla tavola che si trova ancora alle nostre spalle e quindi occorrerà nuotare energicamente sottacqua con il braccio libero. L'altro, vale la pena ricordarlo, continua a trattenere il remo con la T in avanti.

Se tutto è andato bene ci troveremo nella situazione illustrata dalla foto seguente, saremo cioè riemersi dietro alla linea dello shorebreak con la tavola alle nostre spalle che potrebbe ancora essere investita da un’onda.

Did it!

E’ quindi importantissimo continuare a nuotare velocemente, questa volta in superficie, tentando di afferrare il leash quanto prima per avvicinare la tavola e portarla fuori dallo shorebreak. Attenzione all’effetto frusta! Se avete portato la tavola troppo vicina a voi stessi poco prima che questa sia investita da un’onda, l’effetto combinato della tensione del leash e dell’affondamento della tavola stessa la farà sollevare in aria una volta che tale energia viene liberata e le probabilità di essere colpiti da essa non sono poi così remote.

La foto in basso mostra il paddler in zona di sicurezza, fra lo shorebreak e la lineup dove è diretto, mentre la successiva … il giusto premio.

Ready to sup!
Enjoying the ride ...

Naturalmente anche il rientro comporta una certa difficoltà con shorebreak potente. Il suggerimento più importante è quello di attendere che franga un’onda di shorebreak grande per poi pagaiare vigorosamente sulla sua schiuma fino al bagnasciuga saltando lateralmente (mai frontalmente) dalla tavola non appena la prua tocca la sabbia o poco prima. A questo punto liberarsi del remo gettandolo sulla spiaggia (attenzione, però …) afferrare il leash vicino alla caviglia e trascinare la tavola … Al solito, good luck and enjoy the ride!

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