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Tecnica

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Tecnica base di SUP Surfing

Inserito in Tecnica

SUP Surfing

Surfare un onda implica l’apprendimento di due basilari manovre (tre, se si tiene presente il Takeoff), vale a dire il Bottom Turn ed il Cutback. La sequenza in alto mostra le tre manovre: il Takeoff, il Bottom Turn ed il Cutback. (Click on the Flag English version for the English version)

  • Takeoff

Takeoff

Per prima cosa occorre posizionarsi nei pressi della lineup con la prua orientata perpendicolarmente verso riva. A questo punto piegare le gambe ed inclinarsi in avanti guardando in basso l’onda. Facendo ciò, il peso del corpo sarà spostato per lo più sul piede anteriore, perfetta preparazione per un Takeoff anticipato (weak Takeoff) tipico nel SUP Surfing. Naturalmente, per prendere l’onda occorrerà pagaiare più o meno intensamente a seconda della sua altezza, velocità e della distanza del paddler dalla lineup. A tal proposito ricordiamo che le onde più grandi sono anche le più veloci. Una volta agganciata l’onda occorre cercare di guadagnare la maggiore velocità possibile. La velocità è cruciale nel surfare le onde ed infatti è essenziale per effettuare un buon Bottom Turn. Per far questo occorre quindi raggiungere la base dell’onda con la massima determinazione.

 

  • Bottom Turn

 Bottom Turn

Il Bottom Turn, come il nome stesso suggerisce, consiste in una redirezione della tavola effettuata alla base dell’onda, che risulta poi in una risalita della faccia dell’onda stessa. Se non siete pratici di Surf e vi state domandando come “pilotare” una surfboard, occorre chiarire da subito che ciò avviene mediante la pressione dei piedi sulla tavola (sia in senso laterale che longitudinale) e la rotazione delle spalle e quindi del bacino. I paddler possono poi contare su un asset importantissimo, rappresentato dalla pagaia, che permette di effettuare dei turn molto più stretti di quelli che le SUP board, con la loro grandezza, normalmente consentirebbero. Superfluo dire che la pagaia stessa rappresenta anche una addizionale fonte di equilibrio per il paddler. Queste ultime osservazioni torneranno comunque utili quando discuteremo, al punto seguente, la tecnica del Cutback. Quindi, riassumendo, la tavola viene governata mediante lo spostamento del peso del corpo verso il bordo (rail) destro o sinistro e verso la prua o la poppa . Ma come si applica questo principio nel Bottom Turn? Con riferimento alla foto in alto, una volta raggiunta la base dell’onda, guardare verso face dell’onda stessa, concentrandosi sulla parte in cui si intende effettuare il Cutback e assicurandosi che l’onda non stia già frangendo. Orientare il proprio corpo verso la sezione  (non troppo altrimenti si rischia di cadere all’interno) e spostare la maggior parte del peso del corpo sulla gamba posteriore, vale a dire la destra per i Regular e la sinistra per i Goofy, mantenendo le ginocchia piegate. Dal momento che si sta premendo sul bordo interno (rispetto alla curva) della tavola il peso deve essere spostato sulle dita dei piedi NON sui talloni. La pagaia non dovrebbe essere immersa in questa fase. Al limite appoggiata come nella foto sul lip se l’onda è piccola. Si noti che i primi tentativi dovranno contemplare curve non troppo strette. Turn con piccolo raggio sono intrinsecamente più difficili da eseguire e richiedono tavole da SUP più piccole!

 

  • Cutback  

 Cutback

Cutback

Se tutto è andato bene, a questo punto ci si ritrova a risalire la faccia dell’onda. Poco prima di raggiungere la cresta occorre preparare il Cutback. Detto semplicemente, il Cutback è un cambio di direzione di 180 gradi che consente al surfer di riguadagnare la sezione di un’onda. Facendo tesoro di quanto visto a proposito del Bottom Turn, anche in questo caso redirigere la tavola comporterà uno spostamento del peso del corpo verso un bordo della tavola, nella fattispecie quello esterno rispetto all’onda. Va da sé che se prima dovevamo spingere sulle punte dei piedi, questa volta occorrerà sfruttare i talloni e naturalmente guardare nella direzione in cui si intende andare, la base dell’onda in questo caso. Come sappiamo, le tavole da SUP sono meno manovrabili rispetto a normali Surboard, anche se alcune lo sono di più rispetto ai Longboard ed ai Mini-Malibu. Ciò significa che con una classica tavola da SUP effettuare Cutback stretti semplicemente con lo spostamento del peso del corpo è intrinsecamente difficile. Ma abbiamo anticipato prima che il paddler può contare su un potente alleato: la pagaia. Ed infatti, allo scopo di chiudere Cutback più stretti si raccomanda di immergere la pala giusto prima di iniziare la manovra. La pagaia fungerà poi da perno per redigere la tavola in modo più o meno perpendicolare rispetto alla sezione, fornendo inoltre un prezioso appoggio al paddler nella critica fase di spostamento dei pesi che, appunto, favorirà a sua volta il passaggio da un rail all’altro. La prima foto in alto mostra la preparazione del Cutback mentre la seconda la sua chiusura.

 

  • Errori

Passiamo ad una analisi degli errori più comuni, partendo dal Takeoff. Quello commesso più frequentemente consiste nel non sporgersi in avanti e nel non avere le gambe sufficientemente piegate prima di prendere l'onda. Pagaiare in modo non sufficientemente veloce ed efficiente per anticipare l’onda è un altro errore tipico. Ricordate che a meno di non effettuare Takeoff ritardati, avete bisogno di un sufficiente abbrivio per prendere un’onda. Per quanto riguarda il Bottom Turn ed il Cutback, la lista degli errori che possono essere commessi è piuttosto lunga ma è altamente probabile che i primi tentativi saranno viziati da una mancanza di timing con l’onda. A tal proposito occorre osservare che onde corte, che tendono quindi a frangere in anticipo, richiedono uno stile assai più aggressivo. Comunque è  l’esperienza a generare gli automatismi necessari ad essere consistenti con tale basilari manovre nelle varie condizioni di onda, vento e corrente. Ai fini di accelerare l’apprendimento del Bottom Turn e del Cutback è anche, ovviamente, la scelta della tavola idonea. Tavole da SUP dagli 8’ ai 9’, possibilmente quad fin, meglio si adattano a condizioni di onda da piccola a media, anche disordinata.

 

Look for a wave
Catch the wave and turn
Top turn. Submerge the blade and use it as a pivot
Redirect the board
Been there done that!
             
                 
                
  • Allenarsi su acqua piatta? 

 

Cutback training


Come visto in precedenza, il SUP Surfing è tutto incentrato sul timing con l'onda e sull’equilibrio del paddler. In particolare, il timing corretto si acquisisce dopo ore ed ore spese in acqua fra le onde. Tuttavia se non si è così fortunati da vivere nei pressi di spot consistenti, migliorare il proprio livello surfistico può richiedere anni. Ci si può comunque allenare anche su acqua piatta. A tal proposito ci sono una buona ed una cattiva notizia. La cattiva notizia è che ovviamente non è possibile migliorare il proprio timing sull’onda allenandosi su acqua piatta. La buona notizia è che in tali condizioni è comunque possibile migliorare la propria tecnica ed equilibrio, segnatamente per il Takeoff ed il Cutback. Il “trucco” consiste nel pagaiare assumendo la stance di surfata e simulare in andatura il Cutback usando la pagaia come perno e spostando il peso del corpo come illustrato in precedenza (vedasi foto in alto). Lo stesso pagaiare a cadenza elevata nella stance di surfata tende poi a migliorare il Takeoff. Allora cosa state aspettando? Uscite ed allenatevi!

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