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Tecnica di SUP Surfing - Frontside Re-entry

Inserito in Tecnica

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Con la wave season ormai alle porte vi riproponiamo uno articolo dedicato alla tecnica di surfata, in particolare al Frontside re-entry.

  • Introduzione

Una volta appreso il takeoff sull’onda, il passo successivo è quello di surfarla. In pratica esistono due modi per farlo: in frontside e in backside. Oggi ci occuperemo della surfata in frontside, cioè con il busto rivolto verso la sezione dell’onda. Idealmente, la surfata in frontside, per quanto comprendente una sinergia di movimenti da parte del SUP surfer, può essere scomposta in due fasi: Bottom Turn e Top Turn.

  • Bottom Turn

Non vi è alcun dubbio che l’effettuazione di un buon Bottom Turn è alla base di una buona surfata. Come la traduzione del termine suggerisce, il Bottom Turn consiste nel curvare alla base dell’onda per risalirne poi la sezione. Anche il Bottom Turn può essere scomposto in alcune fasi con riferimento ai movimenti del surfista ed allo spostamento del suo peso sulla tavola. Un aspetto però cruciale da sottolineare immediatamente è lo sguardo. Una volta effettuato il Takeoff, infatti, bisogna necessariamente guardare nella direzione della curva o meglio, verso la parte della sezione dell’onda che si intende aggredire, ammesso che essa non abbia ancora franto (i SUP surfer esperti possono surfare anche la schiuma, come vedremo più avanti). In pratica, ciò implica che sia presente una sezione dell’onda da surfare, destra per i SUP surfer regular (piede sinistro avanti sulla tavola), sinistra per i goofy (piede destro avanti). In questa prima fase del Bottom Turn, quindi, dopo aver effettuato il Takeoff guardiamo subito verso la parte dell’onda che intendiamo surfare. Se è vero che guardando nella giusta direzione siamo già a metà dell’opera, è a questo punto che entra in gioco una sinergia di movimenti e di spostamenti del peso del corpo sulla tavola, in parte innescati proprio dal volgere lo sguardo nel punto in cui effettueremo la manovra. In primo luogo occorre assumere una posizione compatta, piegando in modo più o meno pronunciato le gambe a seconda della ripidezza dell’onda e curvando la schiena in avanti e poi all’interno della curva, per abbassare il baricentro e meglio preparare la transizione. E’ a questo punto che occorre fare pressione con le punte dei piedi sul bordo della tavola interno alla curva, avendo l’accortezza di scaricare la maggior parte del peso sul piede posteriore. In questa fase, più si spinge con il piede posteriore sulla poppa della tavola, più la curva sarà stretta e ci consentirà di andare più verticali sulla sezione. Senza esagerare, comunque, in quanto una eccessiva pressione sulla sezione di poppa tende a far rallentare la tavola e ci potrebbe portare a perdere l’onda e cioè a ritrovarci sul dorso di essa. In tutta questa fase la pagaia non gioca alcun ruolo. Essa va di fatto mantenuta appena sul pelo dell’acqua mentre si curva.

  • Il Top Turn

Se il Bottom Turn è stato efficace, stiamo risalendo la sezione dell’onda per effettuare su di essa una re-direzione della tavola lungo il fronte di avanzamento del frangente. Si tratta del Top Turn. Nel caso di sezioni poco verticali, anche dopo l’effettuazione di un buon Bottom Turn, non si può pretendere la luna in fatto di verticalità del Top Turn stesso ma occorre piuttosto cercare di mantenere l’abbrivio durante la manovra anche perché l’onda ci potrebbe consentire l’effettuazione di ulteriori transizioni. E’ proprio questa la fase di surfata in cui l’esperienza gioca un ruolo determinante. Infatti, ogni onda che si surfa è in fondo diversa dall’altra ed il timing cambia costantemente, richiedendo quindi un continuo adattamento da parte del SUP surfer. Entrando nei dettagli, vediamo quindi di scomporre il Top Turn in alcune fasi. Esse sono principalmente due. Prima di discuterle, ricordiamo – lo ripeterò fino alla noia! - che lo sguardo va sempre mantenuto fisso sul punto della sezione dell’onda in cui effettuare la manovra.

1) La prima fase del Top Turn è quella che contempla l’assunzione di una posizione più eretta, dopo quella compatta che ci ha accompagnato per gran parte del Bottom Turn. Questo semplice movimento di fatto rilascia energia che si trasmette alla tavola attraverso la pressione dei piedi su di essa. Possiamo infatti vedere il passaggio dal Bottom Turn al Top Turn anche in termini di compressione-decompressione del corpo che si comporta a tutti gli effetti come una molla. A questo punto, idealmente dovremmo orientare la spalla anteriore verso la sezione ma, nel caso di un’onda poco potente e tendenzialmente closeout come quella delle foto, situazione purtroppo tipica di gran parte dei nostri spot, conviene accelerare i movimenti finali ed una eccessiva rotazione delle spalle e del bacino all’interno della curva non è sempre possibile. Infatti, dalle foto in basso risulta evidente che la curva è risultata comunque stretta consentendomi di effettuare poi la re-direzione sulla parte superiore della sezione dell’onda.

2) E’ questa la seconda fase topica del Top Turn, quella in cui due elementi sono a mio avviso cruciali. Il primo è il ruolo della pagaia. Una volta in posizione sulla cresta dell’onda, infatti, la pala della pagaia va subito immersa in modo tale da costituire il perno per le re-direzione. Allo stesso tempo, è importante spostare il peso del corpo dalle punte ai talloni. Questi due elementi faranno curvare in modo stretto la tavola sul labbro dell’onda. A questo punto, ancora una volta, vi sono varie opzioni: se si continua a guardare verso il lip, le spalle ed il bacino rimangono bloccati verso la sezione dell’onda. Si potrebbe quindi scalciare sul kicktail con il piede posteriore per effettuare un Off the Lip ma nella fattispecie, a costo di ripetermi, l’onda è poco potente e chiude velocemente ed il complesso Bottom Turn + Top Turn si svolge in un paio di secondi. La migliore opzione è quindi quella di volgere lo sguardo in avanti per continuare a seguire l’onda. In questo caso si parla più propriamente di Frontside Re-entry. Di seguito la sequenza completa della manovra.

Il video in basso mostra quello che inizialmente viene impostato come un Frontside Re-entry ma che poi viene concluso con in ritorno dietro il fronte di avanzamento dell’onda in quanto essa ha esaurito molta della sua spinta ed in questo caso vale la pena riposizionarsi velocemente sulla line-up. In questo caso, bloccare lo sguardo per un istante sul punto della transizione aiuta molto. Questo esempio è utile per sottolineare, ancora una volta l’importanza di guardare nella giusta direzione in surfata.

  • Surfare in frontside la schiuma. Yes we can!

Tutti noi vorremmo surfare sezioni infinite, sfiancandoci transizione dopo transizione. Purtroppo, alle nostre latitudini pochissimi spot offrono condizioni di onda decente e sufficientemente lunga. Ecco che quindi, per non rinunciare all’ebbrezza di una surfata, dobbiamo spesso accontentarci delle briciole cioè, in sostanza, di surfare le schiume generate dalle onde closeout. Lo so, ve lo state già domandando: cosa cambia? Tanto per iniziare è molto più difficile! Bisogna essere infatti in grado di guadagnare velocità non già su una sezione piò o meno ripida ma piuttosto davanti alla schiuma del frangente. Scendendo più nei dettagli, il successo di una buona surfata è in questo caso misurato da un fattore: siamo stati in grado di mettere la prua della tavola sulla (ripeto, sulla) schiuma in surfata? In caso affermativo siamo sostanzialmente riusciti a sollevare la sezione frontale della tavola sulla schiuma dopo il bottom turn per poi effettuare il Re-entry sull’onda stessa. La chiave per effettuare tale manovra è quella di posizionare il piede posteriore proprio al limite del kicktail ed esercitare la maggiore pressione possibile sulla sezione di coda, nell’impattare la schiuma. Ciò ha un duplice effetto: il primo è quello di stringere la curva in modo tale da colpire la schiuma con la prua della tavola. IL secondo è quello di far impennare la tavola in modo più o meno pronunciato sulla schiuma. A mio parere si tratta di una delle transizioni più difficili da effettuare su un’onda, tanta è la sensibilità richiesta al SUP Surfer. La buona notizia è che, data la natura spesso closeout delle nostre onde, ci si può esercitare su questo tipo di Re-entry fino allo sfinimento nella maggior parte delle nostre session. Come risulta dalla sequenza in basso, le fasi sono sostanzialmente simili a quelle che caratterizzano la combinazione fra Bottom Turn e Frontside Re-entry. E’ comunque importantissimo che una volta in planata davanti alla schiuma, guadagnare la maggiore velocità possibile, aiutandoci con il legs pumping, per sopravanzarla di qualche metro ed effettuare poi quello che sarà un Bottom Turn strettissimo.  In questo caso, nella re-direzione successiva alla effettuazione del turn sulla schiuma saremo aiutati dalla spinta in avanti garantita da quest’ultima. Per il resto, girare maggiormente il bacino e la spalla anteriore verso l’onda prima di effettuare il Re-entry è assolutamente necessario per facilitare il turn della tavola, come evidenziato dalle foto finali della sequenza.

  • Errori

- Non guardare verso il punto di attacco della manovra. Ricordate: in qualsiasi sport di scivolamento (e non solo) nessun movimento sinergico del corpo può essere correttamente innescato se non si guarda nel verso in cui una manovra deve essere effettuata. Nel Bottom Turn lo sguardo deve essere indirizzato nella sezione (o parte di schiuma) dell’onda in cui si intende effettuare poi la transizione. Per la riuscita di un Frontside Re-entry, occorrerà poi volgere lo sguardo in basso davanti a sé, cioè nella direzione di avanzamento dell’onda.
- Assumere una stance sulla tavola errata. Nel Bottom Turn la stance deve essere piuttosto larga, con il piede posteriore posizionato sul tail pad, preferibilmente il più vicino possibile alla poppa.  Assumere una stance larga, infatti, comporta due vantaggi: abbassamento del baricentro e miglioramento del controllo della tavola. Anche la posizione laterale dei piedi, cioè rispetto alla larghezza della tavola, è importantissima. Quello anteriore dovrebbe sempre essere appoggiato esattamente al centro della tavola. Quello posteriore può al limite essere spostato verso il rail interno alla curva per stringere quest’ultima ulteriormente. Si noti però che in questo caso scalciare la tavola nell’Off the Lip diventa più complicato in quanto il piede posteriore si trova sul rail opposto rispetto a quello che dovrebbe essere spinto lateralmente.
- Non esercitare la dovuta pressione sul rail interno alla curva e/o sulla poppa della tavola. Quante volte mi è capitato di ascoltare paddle surfer lamentarsi per il fatto che la propria tavola “non gira”. Ebbene, spesso, se non sempre, ciò è dovuto al fatto che non si spinge sufficientemente il rail in acqua nella curva e/o non si trasferisce il peso del corpo sul piede posteriore immediatamente dopo.
- Non piegare le gambe ed inarcare la schiena a sufficienza. Ricordate? Compressione e decompressione del corpo! Come ho già scritto, durante il Bottom Turn e Frontside Re-entry il nostro corpo può essere visto come una molla che si schiaccia per poi rilasciare energia. Per la cronaca, è proprio questo il meccanismo che consente di guadagnare velocità con il legs pumping. Fra l’altro assumere una posizione più compatta durante il Bottom Turn consente già di per sé di curvare più stretto.
- Non usare la pagaia come perno nella re-direzione. La pagaia è l’autentica risorsa che ci consente di radicalizzare le transizioni. Essa ci aiuta a prendere l’abbrivio nel Takeoff, “sparisce” nel Bottom Turn per poi “riapparire” nella transizione rendendola più estrema, oltre a fornire un appoggio al paddle surfer.

  • Allenamento

I più fortunati, coloro che hanno la possibilità di non perdere alcuna mareggiata, saranno ovviamente avvantaggiati nel percorso di apprendimento rispetto ai SUP surfer “della domenica”.  Anche per chi fa vita d’ufficio, comunque, esiste un allenamento a secco che riesce di fatto a surrogare quello in acqua dal punto di vista tecnico. Parliamo del Surfskate/Street SUP cui abbiamo dedicato un apposito blog sul sito, al quale vi rimando per approfondimenti. Nell’allenamento in acqua sarebbe importantissimo poter disporre di una Action Cam da montare sulla prua della tavola in modo tale da meglio identificare e correggere alcuni errori confrontando le nostre clip con quelle di SUP surfer esperti disponibili su canali video YouTube, Vimeo ecc. Inoltre, quando si tende a ripetere lo stesso errore è importantissimo fermarsi e cercare di cambiare qualcosa, anche in modo casuale. Spesso la chiave che ci consente di apprendere/migliorare una manovra è lì davanti a noi ed è di facile implementazione, basta solo avere la pazienza e la voglia di trovarla, mettendo in conto numerose cadute. Per la serie: perché non ci avevo pensato!

  • Tavola

Tutte le tavole non dislocanti consentono a SUP surfer dotati di una buona tecnica l’effettuazione di surfate più che decenti. Ovviamente le tavole SUP shortboard meglio si prestano al compito ed averne a disposizione una adatta al proprio livello e caratteristiche fisiche può facilitare enormemente il compito. Comunque, non credete ai “soloni” che vi dicono che per effettuare transizioni radicali sulle onde bisogna pagaiare con l’acqua che arriva alle caviglie, se non proprio ai fianchi. E’ una emerita idiozia! E’ ovvio che le tavole molto strette e di scarso litraggio sono più performanti in surfata, almeno in condizioni di onda regolare, ma lo è altrettanto il fatto che esse necessitano di un notevole skill, oltre che di una preparazione fisica adeguata. Ad ogni modo, se anche i campioni faticano a stare in piedi su queste tavole anche in condizioni di assenza di vento ed acqua poco increspata, è meglio rinunciare ad un pizzico di radicalità che trasformare le proprie session in incubi. Se il nostro tempo in acqua deve essere speso cadendo spesso, rimanendo seduti sulla tavola in attesa delle onde e superando i frangenti proni sulla tavola stessa, meglio dedicarsi allora al surf da onda.

  • Conclusioni

Il Frontside Re-entry è il “collante” in grado di mettere insieme sulla stessa onda altre transizioni e come tale è una manovra che non può assolutamente mancare nel bagaglio tecnico del SUP Surfer. Nei prossimi articoli tratteremo alcune di queste ultime, fra le quali il Backside, l’Off The Lip e l’Aerial. Stay tuned!

Frontside Re-entry

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