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Tecnica

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Superare i frangenti

Inserito in Tecnica

Facing the wave

Dedicarsi allo Stand Up Paddle Surfing che è l’aspetto surfistico del SUP, comporta il doverci confrontare con le onde. Può sembrare una considerazione banale, ma per surfare un’onda bisogna essere in grado di poter superare, in uscita, la Lineup, vale a dire il punto in cui le onde frangono. Ciò non vale per i frequentatori di break con canali di uscita, cioè caratterizzati da veri e propri corridoi dove le onde sono molto piccole o addirittura assenti.

Questo in genere accade nei break caratterizzati da reef rocciosi e corallini e solo assai di rado in quelli con fondali sabbiosi, noti come Beach Break. Un’altra ovvia considerazione è che le tavole SUP sono in genere così grandi da impedire di effettuare la c.d. “abbattuta”, cioè la manovra con cui il surfer spinge con un ginocchio la tavola e se stesso sott’acqua all’approssimarsi dell’onda per superarla e riemergere , in genere, dietro il dorso dell’onda stessa. Anche con le tavole SUP è comunque possibile, entro certi limiti, superare i frangenti. Vediamo come. La prima regola è quella di giocare d’anticipo senza pagaiare in modo scriteriato verso il break. In genere le onde più grandi arrivano in serie (set) di almeno 4 e a meno di uscire in condizioni di onde molto frammentate che peraltro sconsigliano la pratica del SUP, esiste sempre una zona di sicurezza prima di un break da dove studiare la situazione. L’obiettivo è naturalmente quello di evitare i frangenti più grandi avvicinandoci al break il più possibile, ma sempre al riparo delle onde, al limite anche pagaiando parallelamente alla lineup da superare (vedasi figura in basso), per poi remare verso il largo dopo l’ultima onda del set.

Safe zone
Fra il primo ed il secondo break esiste una zona di sicurezza
  
E’ comunque evidente che prima o poi dovremo affrontare le onde e tentare di superarle. Per far questo occorre per prima cosa guadagnare la maggiore velocità possibile, sia che si intenda superare il break in piedi, sia che ci si trovi in posizione genuflessa. A questo punto potremo trovarci o sulla faccia dell’onda prima che essa franga o sulla schiuma. In entrambi i casi l’onda va affrontata con la tavola perfettamente perpendicolare rispetto al fronte dell’onda, ma partiamo da quest’ultimo caso, cioè quello in cui ci troviamo sulla schiuma. Se avremo mantenuto il peso del corpo piuttosto avanzato e le gambe molto piegate, la schiuma tenderà a farci fare letteralmente retromarcia per cui occorrerà contrastare il più presto possibile questa spinta con la pagaia. Sarà sufficiente immergerne la pala cercando di tenerla ferma nella fase critica di impatto con la schiuma, per poi remare energicamente verso il largo. La figura in basso illustra questa fase critica. Ho appena superato il frangente e sto per mettere in acqua la pala del remo.
        
Critical
La schiuma tende a riportarmi indietro. Sto per contrastare tale spinta con la pala del remo
 
Made it
Fatto!
 
La stessa tecnica vale se ci si trova in ginocchio sulla tavola. In quest’ultimo caso avremo il vantaggio di avere il baricentro piuttosto basso e quindi ridurremo ulteriormente le possibilità di caduta. Qualora si siano sbagliati i calcoli e ci si trovi esattamente davanti una grossa onda che sta per frangere, impugnare il remo mantenendo la T in avanti (preferibilmente con la sinistra se si è destri o con la destra se si è mancini) e tuffarsi verso l’onda, tentando di scavalcarla. Per nessun motivo immergersi dietro la tavola. Mentre ci si trova sott’acqua prepararsi alla trazione esercitata dalla tavola, spinta dall’onda, sul leash e all’occorrenza afferrarlo con la mano libera per bilanciare il conseguente strattone. Nei casi in cui lo spot sia affollato da altri SUPper o Surfisti da onda cercare di afferrare il leash più avanti ma mai ad una distanza tale che la sua lunghezza dal punto in cui lo si impugna  fino alla tavola sia inferiore ad almeno un metro e mezzo per evitare che si possa essere colpiti dalla tavola una volta esauritasi la trazione esercitata su di essa dall'onda.
     
Set coming
Posizione genuflessa. baricentro più basso ma visuale più limitata e pagaiata meno efficiente
 
There we go
Momento critico. Ho guadagnato sufficiente velocità e non mollo
 
Whitewater
Al solito contrasto con il remo la spinta dell'onda
 
Dive dive!
Tuffarsi nell'onda o oltre l'onda rimane a volte l'unico modo di farcela
 
Rewarded!
Il giusto premio!
 
In conclusione, i suggerimenti illustrati precedentemente non hanno la pretesa di essere esaustivi. Gli esperti sanno che in alcuni casi l'unico modo di superare break piuttosto impegnativi è quello di nuotare sotto le onde trascinandosi la tavola, ma di questo parleremo in un prossimo articolo.
  
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