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7 suggerimenti per rendere il Surf divertente in Inverno

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La brutta Stagione è ormai alle porte. Facciamo quindi tesoro dei suggerimenti di Lineup Explorer per goderci al meglio le session invernali.

Quando le mareggiate invernali arrivano, il freddo tiene lontane le armate di bagnanti lontano dai nostri spot preferiti il che significa che essi sono popolati solo da noi surfisti. La temperatura, per quanto bassa, è alleata del surfista ed in alcuni casi consente di godersi le condizioni migliori dell’anno!
Avendo speso molti anni sulla costa Nord/Est della Scozia, selvaggia, fredda e ventosa, oltre ad aver surfato recentemente su alcuni fiumi creati dallo scioglimento dei ghiacciai alpini, ho acquisito molta esperienza di surf in acque fredde. Certo, l’immaginario collettivo del surfer lo dipinge in boardshort mentre cavalca onde glassy in spot tropicali ma se ci si trova sotto una tempesta di neve ad Aberdeen, con una temperatura di diversi gradi sotto zero, ed una mareggiata è attiva negli spot limitrofi, possiamo essere sicuri del fatto che saremo comunque lì fuori! Quindi, anche in presenza di condizioni estreme, perché rinunciare a praticare lo sport che amiamo e che, in definitiva, è quasi la nostra ragione di vita? I seguenti sette suggerimenti possono aiutarci a farlo!

1. Vestiario tecnico
Investire in … Neoprene. Non ci sono dubbi: acquistare la muta migliore e più calda è essenziale per surfare in condizioni fredde! Le cuciture della muta dovrebbero essere stagne ed il sistema di chiusura senza cerniera o con cerniera al petto per limitare l’ingresso di acqua, soprattutto nei wipeout. Ovviamente, durante l’uso, occorre prestare molta cura ad eventuali danni subiti dalla muta stessa, che andranno riparati meticolosamente. Anche la qualità del rivestimento interno della muta è essenziale. Vi sono oggi mute ad asciugamento rapido. Sarebbe superfluo aggiungere che la corretta scelta della misura della muta è di capitale importanza. Una muta troppo larga favorisce l’ingresso di una quantità maggiore di acqua per poi trattenerla. L’acqua stessa non viene poi sufficientemente riscaldata dalla temperatura corporea del surfer e quindi la muta risulta assai fredda. Di converso, una muta troppo stretta tende a bloccare la circolazione in alcune aree chiave e quindi anch’essa può risultare piuttosto fredda. Detto che la muta deve quindi poter essere indossata come un guanto, nel caso in cui si surfino acque molto fredde può essere una buona idea indossare un corpetto con cappuccio integrato sotto di essa o addirittura acquistare una muta con sistema di riscaldamento (basato sulla presenza di una resistenza interna). L’uso di calzari in neoprene, guanti e cappuccio è poi assolutamente indispensabile nelle giornate più fredde. Non date retta a coloro che dicono che l’uso dei calzari compromette la surfata perché fanno perdere sensibilità al surfer. Molto peggio è surfare con i piedi congelati, senza contare il fatto che in presenza di scogli ci si può ferire ai piedi stessi, anche seriamente, quasi senza accorgersene quando questi sono ormai desensibilizzati! Al limite possono essere inseriti degli scaldamani riusabili (come gli ottimi Grabber) nei calzari (sul dorso del piede) e nei guanti! Infine, indossare un buon cappuccio in neoprene, oltre a ripararci dal freddo, può addirittura prevenire l’insorgenza di otiti!

2. Alimentazione e riscaldamento pre-session
Alimentarsi correttamente prima della session, favorendo l’assunzione di carboidrati, preferibilmente complessi, uniti ad un buon apporto proteico è essenziale, così come il bere molto. Mentre si raggiunge lo spot si dovrebbe portare la temperatura interna dell’auto a valori elevati ma ovviamente occorrerà indossare un giubbotto caldo prima di scendere dall’auto per il rituale check dello spot. Una volta indossata la muta (se si dispone di un furgone o di un’auto sufficientemente spaziosa si può fare a bordo), occorre effettuare esercizi di stretching, abitudine peraltro da seguire sempre indifferentemente dalle condizioni meteo. Quando infatti si surfa in condizioni di freddo elevato, il meccanismo di difesa attivato dal nostro corpo concentra la circolazione nel torso e la limita alla pelle ed alle estremità. Un buon riscaldamento consente, prima di entrare in acqua, di incrementarla proprio nelle zone periferiche del nostro corpo. E’ proprio per questo il principio di funzionamento delle mute riscaldate che concentrano il calore nell’area pettorale e/o dorsale consentendo quindi di incrementare la circolazione periferica.

3. Idratazione della pelle prima e dopo la session
La pelle del viso e le labbra sono particolarmente sensibili al freddo. Applicare una quantità generosa di crema idratante al viso prima e dopo la session, magari proteggendola con un leggero strato di vaselina, oltre ad usare prodotti specifici per proteggere le labbra è molto importante.

4. Tavola
Vi sono molti motivi che suggeriscono di usare una tavola complessivamente più grossa e voluminosa in Inverno: le onde sono più grandi, l’acqua fredda è più densa ed il peso del surfer che indossa una pesante muta è sensibilmente superiore.

5. In acqua
Muoversi in continuazione, e quindi incrementando la circolazione sanguigna, aiuta a mantenerci caldi. Il surfer dovrebbe evitare possibilmente di effettuare troppi duck dive e, quando si trova seduto sulla tavola, tenere le mani sotto le ascelle. Alternativamente è possibile simulare il movimento dei pinguini con le braccia, credeteci o no funziona davvero! Anche in questo caso ciò consente di incrementare la circolazione periferica. Come estrema - ma non troppo … -  ratio si possono sfruttare i liquidi assunti prima della session.  Avrete un altro motivo per lavare la muta (cosa che va comunque sempre fatta!). Superfluo aggiungere che non occorre allungare oltremodo le session dato che il dispendio calorico in Inverno è enorme. Infine, cercare di surfare sempre con amici e tenersi sotto controllo in acqua.

6. Cambiarsi dopo la session
Certo, usciti dall’acqua stiamo ancora assaporando l’ebrezza di aver surfato onde perfette in uno spot semi-deserto, ma sappiamo che la parte negativa di tutta l’esperienza è lì che ci attende: dobbiamo cambiarci! In un mondo perfetto abbiamo il nostro bel van che funge da … fitting room, senza che ciò ci esponga troppo al tempo inclemente. Chi invece deve accontentarsi di una automobile può comunque adottare alcuni accorgimenti atti a limitare … i danni. Ad esempio, prima di partire per il surfspot è possibile riempire una bottiglia con acqua molto calda. Alla fine della session potrà essere usata per rimuovere la sabbia e, perché no, riscaldarci i piedi e le mani. Per cambiarsi si può usare un tappetino apposito in neoprene o un piccolo materasso da campeggio (questi ultimi sono molo economici) sul quale ci posizioneremo per svestirci e rivestirci. A tal proposito, organizzare la disposizione dei vestiti e dell’asciugamano - meglio sarebbe un accappatoio - può aiutarci a guadagnare tempo. Il modo di cambiarsi è poi molto soggettivo. Alcuni preferiscono velocizzarlo al massimo togliendosi immediatamente la muta, altri lo fanno gradualmente, svestendosi inizialmente il torso per indossare subito un giubbotto.

7. La fase post session
Se la svestizione è la fase meno gradevole dell’intero processo, quella che ci vede ormai vestiti con abiti caldi mentre assaporiamo ancora le sensazioni regalateci dalla session è seconda solo alla surfata in sè. Perché allora non accendere un bel falò sulla spiaggia e bere una bella birra in compagnia o recarsi al pub più vicino e condividere, anche in questo caso, l’esperienza con amici davanti ad un bel boccale di … orzo? Mettetela come volete: anche surfare al freddo è bellissimo ….

Pics ©Red Bull Content Pool

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