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Chiloè: SUP nelle acque delle leggende

Inserito in Viaggi

Chiloè

Chiloè è la più grossa isola dell’omonimo archipelago situato nel Sud del Cile. English version 

Chiloè non è solo nota per le condizioni meteorologiche particolarmente inclementi che la interessano per gran parte dell’anno, ma anche per le tante leggende che aleggiano su di essa. Ma godiamoci questo travel report di un cileno di adozione, Arnaud Frennet che oltre ad essere fra i più forti SUP Surfer sudamericani è sempre capace di deliziarci con report estremamente interessanti. Come questo, appunto ...

Chiloè: SUP nelle “Acque delle Leggende”

Una leggenda vuole che  milioni di anni fa Chiloè fosse connessa al continente. Questo fino a quando lo “Spirito delle Acque” apparve sotto forma di un serpente chiamato “Cai-Cai Vilu” che ordinò al Mare di sollevarsi, di inondare le terre e di causare l’annegamento degli abitanti. Ma ecco che lo “Spirito delle Terre”, anch’esso materializzatosi sotto forma di un serpente dal nome di “Ten-Ten Vilu”, iniziò a combattere un’aspra guerra contro lo “Spirito delle Acque”. Come quest’ultimo sollevava le acque, “Ten-Ten Vilu” faceva altrettanto con le terre. Entrambi in fondo lottavano per gli abitanti delle acque il primo e per quelli delle terre emerse il secondo. Alla fine fu “Ten-Ten Vilu” a prevalere, seppure parzialmente. Le terre infatti non furono salvate interamente. Le vecchie valli divennero così baie e canali e solo le colline e le montagne riuscirono a mantenersi sopra il livello dell’Oceano, formando quello che oggi è appunto noto come l’Arcipelago di Chiloé.
 


Questa leggenda sintetizza al meglio l’aspra natura di questo arcipelago. Una zona dove il Mare e la Terra si incotrano e si scontrano con forza e maestà, dando luogo ad uno straodinario ambiente abitato da un popolo mistico che in definitiva vive immerso nella Natura. Quella Natura che qui offre sia a livello marino che agricolo immense risorse e che è preservata in questo Arcipelago come in poche altre zone al mondo.

Con queste premesse, Chiloè rappresenta una meta ambitissima per gli amanti della Natura. Per quanto mi riguarda, ero a conoscenza di tutta l’alea di misticità che circonda questi luoghi ma forse per la mancanza di reali surf spot lungo le loro coste, non li avevo mai visitati, pur abitando a soli 1000 Km a Nord.
Ma se Chiloè è assente nelle spot guides surfistiche,  non lo è certo dalla prospettiva dello Stand Up Paddler. Così Chiloè ha raggiunto presto la cima della lista di posti da visitare assolutamente, e con il materializzarsi dell’opportunità di una vacanza per tutta la mia famiglia, non ho esitato un attimo a proporre questa meta. Questo viaggio avrebbe dovuto rappresentare un successo. Una vera e propria mission che avrebbe dovuto accontantare tutti: i miei genitori, mia moglie e le mie figlie. Non ultimo il mio assoluto, insaziabile bisogno di adrenalina. E Chiloè - ora posso dirlo – non ha certo deluso le aspettative, avendo rappresentato la perfetta destinazione per una vacanza con la famiglia. Certo, le persone, la gastronomia, i paesaggi mozzafiato e le leggende ... tutto si è rivelato affascinante ed all’altezza della fama di Chiloè, ma le acque che bagnano questa incredibile località mi hanno invitato giorno dopo giorno a vivere nuove avventure: SUP Downwind da Cucao a Hullinco, traversate fra isolotti sconosciuti, esplorazioni in compagnia di mia figlia Danahe, sfida con i traghetti lungo i canali e, naturalmente, la ricerca di onde lungo la costa che si affaccia sul Pacifico ad Ovest. E’ proprio il caso di dire che nella fattispecie l’unica barriera è stata rappresentata dalla mia immaginazione. E’ stato il passare così tanto tempo in acqua praticando il SUP Cruising che ha instillato nei locali la credenza che fossi stato sedotto dalla “Pincoya”. A tal punto, infatti, da sembrare alla costante ricerca di essa. Cos’è la “Pincoya”, vi domanderete ... Essa è un simbolo di straordinaria bellezza. Il simbolo della generosità delle coste di Chiloè. Sfortunatamente non l’ho incontrata nella realtà. Solcando quelle acque, comunque, ne ho avvertito distintamente il fascino ammaliante.
 
Anaud Frennet


 

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