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Lanzarote. L'Isola del Fuoco. By Stephane Etienne & Nicole Boronat

Inserito in Viaggi

Lanzarote. La Isla de Fuego

L’isola più grande a Nord dell’Arcipelago delle Canarie è anche la più affascinante e misteriosa. Non a caso Stanley Kubrick vi girò la prima parte del suo capolavoro “2001 Odissea nello Spazio” Spanish version

In questo report che ci arriva proprio dalle “Hawaii europee”, come le Canarie sono state ribattezzate, Stephane Etienne, Nicole Boronat, Fred Bonnef  e Rob Small ci guidano alla scoperta di alcuni spot della “Isla de Fuego” e non solo …

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Day 1

Da Fuerteventura a Lanzarote ci separa un breve viaggio in traghetto. La giornata non è delle migliori. Il cielo è nuvoloso e gli Alisei soffiano impetuosi.Con un vento così forte gli spot a Nord dell’Isola sono impraticabili per il SUP Surfing, così decidiamo di visitare la sua parte sottovento e quindi la costa Sud, anche se alcuni surfisti locali con cui abbiamo modo di parlare una volta sbarcati ci confessano che vi si sono avventurati assai di rado. Ciò rende questa nostra visita ancora più interessante! Arrivati nei pressi di una delle località più interessanti di Lanzarote, Le Saline di Janubio, un break che frange su reef corallino richiama la nostra attenzione. Esso è protetto dal vento ma le onde non sono molto regolari ed il paesaggio quasi spettrale, con le nuvole grigie che si riflettono sul mare, non ci motivano a sufficienza e quindi decidiamo di proseguire lungo la strada anche se non possiamo fare a meno di pensare che questa onda possa evere un certo potenziale.
Proseguiamo quindi alla volta di “El Gulfo”, uno dei luoghi più visitati dell’Isola dai turisti. Questo tratto della costa si trova alle pendici di un vulcano con il suo fianco che sembra un ventaglio fatto di colori che variano dal giallo all’ocra, al marrone scuro, facendo assumere al paesaggio un aspetto quasi irreale. La spiaggia frammista a scogli, in realtà lapilli delle eruzioni, è ovviamente nera, essendo di origine vulcanica. Proprio verso una delle sue estremità, scorgiamo break piuttosto interessante racchiuso da due grossi scogli. In realtà si tratta di un picco che può essere surfato sia a destra che a sinistra. Fred è Regular, io e Nicole Goofy, come dire ... due Goofy contro un Regular. Senza esitazione decidiamo di esplorarne le potenzialità. Sebbene l’ingresso in acqua non sia dei più agevoli, dato che il fondale è caratterizzato da rocce e grossi ciottoli e lo shorebreak è abbastanza insidioso, la corrente ci spinge esattamente sul break, che risulta sorprendente. Destre e sinistre si alternano con cadenza quasi regolare. Il takeoff è divertentissimo e le destre finiscono poi per frangere su un grosso scoglio sollevando una colonna d’acqua. Mentre prendiamo onda dopo onda osserviamo il paesaggio dominato, quasi minacciosamente, dal cratere che lo sovrasta. L’impatto scenico è effettivamente notevolissimo!


Day 2

Il giorno precedente ci siamo lasciati alle spalle le Saline di Janubio con il dubbio riguardante la consistenza del break presente in quel tratto. Tempo di fugarlo. Gli Alisei sono leggermente calati di intensità quando, appunto, decidiamo di tornare alle Saline. Una volta arrivati non possiamo fare a meno di rimanere impressionati dalla potenza del picco che, come quello del giorno precedente, alterna destre e sinistre. Io e Fred decidiamo di entrare in acqua dagli scogli mentre Nicole opta per la spiaggia di sabbia nera non molto distante, ma che implica comunque una pagaiata più lunga per arrivare sul break. Arrivati sulla lineup, le prime onde ci danno immediatamente un’idea della difficoltà dello spot. Esse sono infatti molto ripide ed il fondale, già basso, lo diventa ulteriormente in virtù del notevole risucchio che le onde stesse creano, quasi drenandolo. Il Takeoff è estremamente critico, cosa di cui si rende conto Fred proprio all’inizio della session, subendo un pesante wipeout. Anche la lettura del’onda è estremamente difficile, tanto che le cadute sono frequenti. Alla fine, però, riusciamo a fare qualche buona surfata e ce ne andiamo convinti che questo spot possa essere eccellente in presenza di condizioni diverse (marea e direzione della swell) ed in ogni caso merita di spenderci più session per essere … domato.


Day 3


Gli Alisei sono finalmente calati e cogliamo l’occasione per visitare la costa Ovest dell’isola ed i suoi spot. I paesaggi sono splendidi ed alternano scorci quasi lunari con scarsa vegetazione ad altri in cui risaltano palme e vigneti. Lungo la costa occidentale sono presenti anche molti parchi naturali. Il primo spot che visitiamo, La Caleta, è in realtà anche uno di quelli più frequentati dai local. Osservandolo rimaniamo comunque stupiti dal vedere il break (una destra piuttosto potente e veloce) praticamente deserto. Un amico inglese, Rob, sia surfista che paddle surfer, ci consiglia di attendere la bassa marea che arriverà di lì a due ore, cosa che facciamo di buon grado. Con set più grandi overhead, questo break produce una buona parete, sia pure frangente su un fondale piuttosto basso e cosparso di ricci di mare. Proprio per questo surfiamo con cautela, tenendo un occhio all’onda ed uno al fondale. Dopo alcuni minuti iniziano ad arrivare sulla lineup alcuni surfisti da onda. Così decidiamo di spostarci per un po’ su un break non troppo distante, questa volta caratterizzato da una sinistra molto divertente e senza particolari hazard. Tornati alle auto per una piccola sosta, ci spostiamo nello spot di La Central, dove una lunga destra al largo ed una sinistra nell’inside ci allietano ulteriormente la giornata. In questo caso condividiamo la session con i surfisti locali. Di ritorno a Costa Teguise, dove alloggiamo presso il villaggio della UCPA, Nicole decide di fare gli straordinari divertendosi su un’onda molto piccola che frange nello specchio d’acqua antistante il Windsurf/SUP Center di Las Cucharras. Condizioni ideali per il Naish Hokua 7’3’’ di Nicole. Russell Nadji, nostro fotografo ed istruttore del Centro, si unisce a Nicole per una lazy session che si protrae fino al tramonto.   


Day 4

Famara Day. Il SUP/Surf spot forse più famoso dell’isola è senza ombra di dubbio Famara. Situato a Nord dell’isola, esso è caratterizzato da una lunghissima spiaggia di sabbia nera di origine vulcanica che si distende ai piedi di una scoscesa scogliera con uno strapiombo mozzafiato di circa 600 m. Osservando il mare verso Nord Est si scorgono le sagome delle isole di La Graciosa e Chinjio. E cosa dire dello spot … tanti, tantissimi beach break, a tal punto che ciascuno può trovare il suo personale e non soffrire troppo dell’affollamento che invece caratterizza altri spot dell’isola. Questa è per noi una novità in questo “suppari”. Infatti, dopo i primi giorni caratterizzati da entrate ed uscite dall’acqua piuttosto impegnative, dovute ovviamente alle taglienti rocce di natura vulcanica, surfare beach break sembra quasi irreale ed è cosa gradita, senza contare la qualità di queste onde che ci regalano minuti e minuti di pieno intrattenimento. Tempo di una pausa. Dopo aver assaporato un gustoso panino presso il bar di Famara, spendiamo una session sul break vicino al frangiflutti. Le onde sono piccole ma molto veloci e divertenti, sebbene il fondale, piuttosto basso soprattutto con la bassa marea, sia qui roccioso, il che ci procura qualche abrasione nei wipeout. L’acqua è cristallina e di tanto in tanto una tartaruga marina ci osserva incuriosita. Lo scenario è così bello che il tempo sembra fermarsi. Se solo potessimo avere onde più grandi in questa giornata! Nessuno d noi può tuttavia lamentarsi mentre surfiamo onde glassy una dopo l’altra, ammirando l’incantevole paesaggio che ci circonda ogni volta che riguadagniamo la lineup o attendiamo un set.


Ed il sogno continua …

Nei giorni successivi, la costa meridionale ed occidentale dell’isola hanno continuato a farci sognare con i loro splendidi paesaggi e la varietà degli spot. Sempre a Nord, comunque, la sorpresa è stata rappresentata dalla spiaggia di Orzola, completamente riparata, dove il break antistante appare subito invitante con quattro local già in azione ai quali ci uniamo condividendo belle onde e sensazioni bellissime. Scivoliamo con le nostre tavole su un’acqua limpidissima, tanto che decidiamo di fare Cruising nelle lagune poco distanti dal break. Così sostituiamo le SUP shortboard con i Cruiser ed i Race. Una volta tanto lasciamo le onde per  … camminare su queste autentico acquario che ci circonda. Siamo talmente entusiasti per l’esperienza che pensiamo addirittura ad un downwind ma un nostro amico, Eric, insiste per portarci nel suo “secret spot”, una piscina naturale, che non possiamo documentare né con foto né con suggerimenti per arrivarci, tanto è custodito gelosamente da Eric stesso!   


Tirando le somme …

2, 3 session al giorno spese in molti spot ed impreziosite dalla costante visione di paesaggi mozzafiato che li circondano. E non potrebbe essere altrimenti per una terra segnata dal fuoco dei vulcani e bagnata dalle limpide acque atlantiche. Una terra ricca di contrasti che lascia un segno indelebile in tutti coloro che la visitano. Ciò a prescindere dall’eccezionale valore surfistico dei suoi spot.

 

 

 

Foto: Russell Groves
Ringraziamenti: UCPA-Eric Bernard, Laurent centro sup, Sylvain, Rob, e tutte le persone incontrate durante questo viaggio,

Informazioni:

Aeroporto : Arecife
Temperatura media dell'acqua: 19-22º
Temperatura media dell'aria:  18-26º
Centri SUP:
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-    www.lanzarotewindsurf.com
-    www.costanoroeste.com

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