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Il problema degli alloggi a Maui. I TVR

Inserito in Viaggi

Kihei
Kihei - Kalama Park. Maui

E’ noto che gli appassionati di sport acquatici che spendono una vacanza alle Hawaii, scelgono in genere i famosi “condos”, cioè appartamenti, come sistemazione abbordabile e piuttosto comoda. Proprio grazie al grandissimo successo di tali sport, questo tipo di business(Vacation Rentals), si è sviluppato in modo massiccio nel corso degli anni passati, coinvolgendo anche i vari Windsurfing e Surfing shop che operano a livello locale, soprattutto a Maui, con l’offerta di pacchetti completi che comprendono alloggio, auto ed attrezzature.

Purtroppo, proprio per quanto riguarda Maui, che è la meta più gettonata dai vari appassionati, la situazione è cambiata drasticamente successivamente all’insediamento del nuovo sindaco della Contea, la democratica Charmaine Tavares. A questo punto occorre fare un passo indietro e premettere che fino ad un anno e mezzo fa, i TVR (Temporary Vacation Rentals), come venivano definite le attività  di affitto temporaneo di alloggi ai vacanzieri, erano controllati dalla Contea in modo assai superficiale. Questo significa che gli operatori impegnati in questo business dovevano possedere un’autorizzazione della Contea (per il cui ottenimento occorreva spesso attendere mesi) ma altri potevano operare liberamente anche durante il periodo che passava dalla presentazione della richiesta alla sua approvazione o rarissimo rigetto. Questa situazione era ulteriormente complicata dal fatto che sull’isola erano presenti anche operatori che non avevano semplicemente presentato alcuna richiesta di autorizzazione, per ovvi motivi fiscali (la tassa pagata sugli affitti è di circa l’11%, quasi tre volte quella pagata sui beni e servizi comuni che è del 4,16%). Così la Contea effettuava controlli solamente dietro segnalazioni da parte di vicini, legate in genere al traffico, alla rumorosità o ad altri problemi creati dagli inquilini dei “condos”, cosa che statisticamente è avvenuta pochissime volte. Un’altra premessa è d’obbligo: il proprietario di una casa poteva e può comunque operare se vive nella stessa abitazione affittata: in questo caso si tratta di Bed & Breakfast e non di Vacation Rentals. Malgrado le assicurazioni che la stessa C. Tavares aveva fatto durante la campagna elettorale, una delle prime misure adottate dalla sua Amministrazione è stata proprio quella di avviare un piano di controlli sui TVR e di procedere alla chiusura di quelli privi dell’autorizzazione o della semplice richiesta pendente. Questa decisione ha ovviamente sollevato le proteste dei più degli 800 operatori facenti parte di questo business e coalizzatisi nell’associazione MVRA (Maui Vacation Rentals Association, sito web www.mvra.net). Gli stessi Windsurfing shop che, come ricordato in precedenza, si appoggiavano sui TVR, vedono ovviamente minacciata la propria attività. Le ultime notizie parlano di una C. Tavares estremamente determinata ad imporre la chiusura dei TVR non in regola, in pratica la stragrande maggioranza di essi. Naturalmente, la MVRA non sta certo a guardare e di recente ha commissionato una indagine indipendente volta a quantificare l’impatto negativo sul business locale che comporterebbe la chiusura simultanea dei TVR. Si parla di circa 319 milioni di dollari, con la perdita di circa 3000 posti di lavoro ed un mancato introito, in termini di tasse riscosse su base annuale dalla Contea, che oscilla fra i 100.000 ed i 200.000 dollari. Naturalmente si può discutere all’infinito riguardo alle motivazioni che hanno spinto la nuova amministrazione a perseguire gli operatori dei TVR, così come possono essere condivise o meno le ragioni degli operatori. Quello che ci interessava segnalare agli appassionati di Stand Up Paddling che intendono spendere una vacanza nella Valley island è che tale situazione si ripercuoterà negativamente sia sulla disponibilità degli alloggi che sui listini dei pochi operatori in regola con il permesso.

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