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Aloha ed ATA Airlines chiudono i battenti

Inserito in Viaggi

Aloha Airlines 737
                                        
Mentre la crisi della nostra compagnia di bandiera tiene banco in questi giorni qui in Italia, due carrier statunitensi hanno cessato l'attività, curiosamente a distanza di un giorno l'uno dall'altro. Questo fatto non sarebbe degno di menzione su questo portale se non fosse per il dettaglio che entrambe queste due compagnie erano molto attive per quanto riguarda i voli da e verso la patria dello Stand Up Paddling, che sono ovviamente le Hawaii, agognata meta di tutti gli appassionati di sport acquatici.

Stiamo parlando di una storica compagnia hawaiiana come l'Aloha Airlines e di un'altra con base operativa a Minneapolis, l'ATA Airlines. Le cause che hanno spinto entrambe queste linee aeree a prendere questa drastica misura, fra l'altro senza alcun preavviso, sono in primo luogo riconducibili all'affermazione, anche nello stato delle Hawaii, di linee aeree low cost come la GO!. La situazione particolare dell'ATA è stata poi aggravata dal fatto che tale compagnia ha perso improvvisamente una importante commessa militare relativa a voli cargo. Per quanto riguarda l'Aloha Airlines, un altro problema è stato anche quello avere una flotta di aerei ormai vetusti che non rispettano le più recenti normative in fatto di rumorosità, rispetto per l'ambiente ed economicità di gestione. Sembra comunque che l'Aloha Airlines continuerà ad assicurare il servizio cargo per qualche mese. E' interessante osservare che ATA ed Aloha Airlines erano accreditate cumulativamente di almeno il 7% del traffico passeggeri sulle Hawaii, che oscilla fra 7 ed 8 milioni di visitatori annuali. Come si può ben immaginare, la decisione dei consigli di amministrazione delle due compagnie, ormai ufficialmente in bancarotta, si è ripercossa negativamente a livello occupazionale ed ha creato enormi problemi a tutti coloro che si erano già recati sulle isole con un regolare biglietto di andata e ritorno (circa 10000 visitatori),  visto che all'ovvio danno economico si è aggiunta la necessità di prenotare il viaggio di ritorno con altri carrier. Questa, comunque, non è che la punta dell'iceberg, dato che andrebbero messe sul piatto della bilancia anche altre complicazioni relative ai programmi Frequent Flyer di queste due compagnie, così come i danni causati indirettamente ai relativi network, cioè le alleanze, cui esse appartenevano. In definitiva per tutti i paddler che intendono recarsi alla Hawaii, lo stop improvviso dell'attività di due vettori non potrà non riflettersi negativamente sulle tariffe e sulla disponibilità di posti in fase di prenotazione.

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