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Kiteboarding

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Watermania: Naish Park Kite Review

Inserito in Kiteboarding

Naish Park Review

Il Naish Park è una delle ali più popolari fra gli appassionati. Lo stesso Kai Lenny lo preferisce da quest'anno al Naish Bolt.

Naish Park Review

  • PREMESSA

Nel 2006 Bruno Leigagnoux introdusse un nuovo concetto di ala: il bow kite. I primi brand a proporre ali di questo tipo furono la Takoon con il Nova e la Cabrinha con il Crossbow. In sintesi si trattava di due prodotti dalle caratteristiche pressochè speculari. La leading edge, era supportata da un complesso sistema di brigliatura. In sintesi le caratteristiche dell’ala erano: maggiore superficie proiettata ed un fattore di depower di gran lunga superiore a quello delle ali tradizionali C shape. Il tutto però al costo di una pressione di barra piuttosto accentuata; proprio la barra, nel caso dei puri bow kite, era dotata di carrucole allo scopo di rendere più veloce il movimento del kite. Seguirono poi ali SLE (supported leading edge) che non avevano più le carrucole al boma ma mantenevano il profilo di ala tipico dei bow kite. Successivamente nacquero ali ibride la cui maggior curvatura e minore Aspect Ratio (AR) riconduceva ai C shape tradizionali ma con l’aggiunta della brigliatura. Il passo successivo fu quello di ridurre il numero dei ministruts (bladders) allo scopo di alleggerire l’ala. Il Naish Park 2012, oggetto del presente test, appartiene a questo gruppo. E’ un’ala nata nel 2011 oggi alla seconda release. Negli intendimenti del prestigioso brand hawaiiano doveva rappresentare la perfetta sintesi tra un ala freestyle C shape quale il Torch ed uno SLE quale il Cult ma senza mantenere il disegno Geo Tech di quest’ultimo. Il target era quello di creare un’ala duttile capace di ben figurare in molteplici discipline, racing escluso. Il successo strabiliante del Park nel 2011 testimonia con chiarezza che l’obiettivo è stato conseguito e la seconda versione non fa altro che proporsi come un affinamento della prima.

  • PRESTAZIONI

Una volta in volo la caratteristica del Park che colpisce da subito è la pressione di barra piuttosto ridotta ma senza penalizzare il feedback di posizione dell’ala in finestra. Il grunt, il tiro statico, risulta decisamente superiore a quello sviluppato dalla release 2011. La velocità del Park è notevole, insieme alla elevatissima stabilità anche in over sheeting, muovere l’ala e quindi creare vento apparente risulta davvero semplice. Questa enorme reattività, unita alla stabilità anche inseguendo l’ala durante un bottom turn, fa del Park un superbo kite wave. La capacità di rotazione nel cut back facilita non poco il rapidissimo cambio di bordo nella surfata. La velocità dell’ala non disturba minimamente il metodo di conduzione “park and ride” rendendo il Park un superbo wakestyle kite. Sganciarsi è davvero semplice, anche senza accorciare il chicken loop, è quasi impossibile che l’ala manifesti il fenomeno del back stalling. Si tratta di un kite che invoglia il rider a migliorare poichè è capace di infondere una grande confidenza. Tutte queste doti vanno un pochino a scapito del lift e dell’hang time, soprattutto nelle misure piccole  (dal 9 in giù) la cui barra viene fornita con soli 20 mt. di linee. E’ utile rammentare che l’altezza nei salti dipende fortemente dalla lunghezza delle linee oltre che, naturalmente, dalle attitudini specifiche dell’ala e dalla abilità del rider. Con linee corte si migliorano le prestazioni di reattività nelle onde e di controllo nella esecuzione dei kite loop ma si penalizzano poprio le doti di lift e hang time. Una nota sulla ripartenza: decisamente migliorata rispetto a quella del MY 2011. Lo scorso anno avevamo notato che l’accumulo di una certa quantità di acqua in corrispondenza della tip “bagnata” tra la leading edge e la canopy non facilitava il rilancio. Quest’anno è presente una retina che facilita il deflusso dell’acqua ed il rilancio è davvero semplice ed immediato.
Veniamo agli elementi caratterizzanti i vari test condotti in una ampissima varietà di condizioni:

- Tavole: Newind wave/wake 136, Shinn Monk 135, RRD Style 142, Naish Global 5,5, Kazuma Shibi proto 5,8.
- peso rider, 73 Kg.;
- vento side, onshore, side offshore, 12/35 nodi;
- mare, calmo, chop medio onda variabile da 0,70 a 3 metr1.


QUALITA’ COSTRUTTIVA: ai massimi livelli, barra in carbonio cura maniacale dei dettagli e materiali di prima scelta impiegati senza risparmio fanno del Park un’ala di riferimento. Peccato che il depower sia ancora di tipo tradizionale e non plastificato (come ad esempio quello del Torch 2012).

GRUNT RANGE INFERIORE/LOW END: decisamente migliorato rispetto alla versione precedente. Il tiro risulta consistente e “rotondo”

RANGE SUPERIORE/STABILITA’: eccellente. Pur manifestando un leggero fenomeno di fluttering della canopy nei limiti superiori l’ala risulta sempre stabilissima e ben controllabile.

CAPACITA’ UPWIND: davvero rimarchevole nonostante una finestra di volo non ampissima.

LIFT: buono ma non eccezionale. Per incrementralo in modo consistente si raccomanda di usare le prolunghe di 4 mt. anche sulle ali piccole.

HANG TIME: Come per il lift siamo nella media. Con prolunghe da 4 metri la situazione migliora decisamente.

POP: eccellente, una delle migliori doti del Park.

REATTIVITA’: straordinaria, l’ala risulta molto veloce ed è particolarmente adatta anche ad un uso wave.

RILANCIO: eccellente. La retina di scolo dell’acqua sulle larghe tips facilita di molto il rilancio. E’ anche presente un kit per il rilancio in venti leggerissimi.

SICUREZZA: classico sistema quick release Naish, semplice affidabile e sicuro

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Naish Park Review

  • CONCLUSIONI

il Park 2012 nelle misure testate (9 e 12) si è rivelato una eccellente ala che si adatta al meglio ad un uso wakestyle, freestyle, wave e freeride. Il tiro rotondo e potente, la eccellente manovrabilità, il comportamento sincero in ogni condizione lo rendono la classica ala che infonde confidenza al rider spingendolo a provare nuovi tricks, anche unhooked, ed ad accrescere la radicalità di surfata nelle onde. La qualità indiscutibilmente alta dei materiali si sposa mirabilmente con un complesso di prestazioni di alto livello capaci di soddisfare sia il rider esperto che il principiante. Anche per il 2012 il Park sarà quindi una delle ali di riferimento capaci di attrarre un gran numero di praticanti. Noi ci sentiamo di consigliarlo senza riserve.

 Ala tuttofare dotata di un buon grunt associato ad una ottima reattività. Eccelle nelle manovre, anche uhnooked, ma si adatta alla perfezione anche ad un uso wave. Pop smisurato e grande controllo la rendono un’ala di riferimento assoluto nel “park and ride”. Nonostante un accenno di fluttering della canopy nei limiti superiori l’ala si è dimostrata sempre stabile.


  Nelle misure più piccole, dal 9 in giù, consigliamo caldamente di usare prolunghe da 4 metri altrimenti il lift e l’hang time risultano piuttosto penalizzati soprattutto se si esce in condizioni di sottoinvelatura. Purtroppo le prolunghe vengono fornite di serie solo con le misure più grandi. La sacca non è all’altezza della qualità eccelsa dell’ala. Priva di tasche, riporre all’interno il Park piegato frettolosamente è praticamente impossibile.

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