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Kiteboarding

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Watermania. Kiteboarding - Impariamo a virare

Inserito in Kiteboarding

TAcking a Kiteboard

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alla Watermania. Questa volta vi proponiamo una articolo didattico dedicato alla manovra croce e delizia di molti Kiters: la virata.

 

  • Storia della virata in pillole

Sembrerà strano a molti giovani appassionati di kiteboarding, ma le prime tavole per praticare questo sport erano tutte di tipo direzionale e derivate da classiche surfboard. Io stesso nel lontano 1998 mi dotai, a Maui, di una tavola custom direzionale che ricordava vagamente una sorta di piccolo longboard;  le dimensioni erano generose, 7’2’’ con cinque pinne (!!!) e lo shaper era il grande Pete Cabrinha  il quale non aveva ancora fondato l’omonimo prestigioso brand. Per cambiare direzione con tavole simili si strambava. Solo molti anni dopo è stata introdotta una nuova manovra di inversione, la virata, che aveva il grande vantaggio di non far perdere acqua di bolina al termine della sua esecuzione. Questa manovra  era già ben nota ai praticanti di windsurf ma eseguirla con le attrezzature da kite comportava difficoltà ben maggiori poichè, come noto, la tavola da kite in una fase di forte rallentamento non sostiene il peso del rider. Dopo alcuni anni alla virata classica si è aggiunta quella che si definisce Roll Tack od anche race tack, molto più veloce e fluida e soprattutto utilissima quando eseguita con tavole kite race. Ma non finisce qui, esistono anche varianti aeree della Roll Tack molto stilose ed efficaci, le Air Tack eseguite con tavole dotate di straps e senza. Di seguito vi illustrerò gli elementi tecnici essenziali alla base di ciascuna di esse partendo però dai principi comuni a tutte e tre.

  • La virata classica

Cosa accomuna tutti e tre le tecniche di virata? Semplice: orzare velocemente, ponendo la prua della tavola direttamente verso la direzione del vento. Ma vediamo gli step successivi per chiudere la virata classica:

a. Depotenziare il kite alzando la barra.
b. Orzare, spostando il peso del corpo a poppa e, senza esagerare, all’esterno facendo pressione sul piede posteriore ed aiutandosi con lo sguardo, sempre verso poppa ed in basso. Una delle chiavi per condurre efficamente la manovra è proprio quest’ultima.
c. Portare l’ala in prossimità dello zenith e cazzare la barra con una pressione maggiore sulla mano posteriore durante la rotazione del corpo sulla tavola. Nella virata classica questa rotazione viene effettuata girando con le spalle verso prua. Il lift del kite ed il mantenimento di parte della velocità iniziale sono essenziali per non affondare durante questa delicata fase.  Dopo la rotazione i piedi si trovano posizionati nel corretto modo per il cambio di andatura.
d. Non appena ci si ritrova nelle nuove mura è essenziale portare l’ala in basso potenziandola. Con vento leggerissimo ci si può aiutare anche con un down loop del kite.

 

  • La Roll Tack

La Roll Tack si distingue dalla virata classica poichè il corpo gira insieme alla tavola all’orza, simulando quasi un flat water back roll. Il cambio dei piedi per la nuova andatura avviene contestualmente al completamento della curva di virata. Un’altra differenza fondamentale è che il peso del corpo, durante la straorzata, deve rimanere ben posizionato sul centro della tavola. La  barra va cazzata in anticipo rispetto alla virata classica. Questo tipo di virata è molto veloce e per questo motivo la roll tack è diventata la virata preferita dai praticanti di kite racing o per invertire direzione con l’hydrofoil e viene spesso definita Race Tack.

 

  • La Strapped Tack

E’ una delle varianti aeree che si adotta con la tavola munita di straps e può essere effettuata anche con una tavola race (attenzione alle lunghe pinne). Fondamentalmente consiste in un back flip spesso accompagnato da un kite loop di appoggio e ripartenza in toe side con successivo cambio dei piedi sulle nuove mura. Ovviamente per chiudere l’air tack si deve avere molta confidenza con le rotazioni in back. La stessa manovra può essere effettuata con la tavola strapless grabbandola e ruotando nell stesso modo. Ma di questo ve ne parlerò in un futuro articolo.

 

  • Conclusioni

La virata è una manovra al principio piuttosto difficile da apprendere. Tutto avviene molto rapidamente e gli errori di impostazione portano inevitabilmente alla caduta. La coordinazione dei movimenti del corpo e la velocità di ingresso nella straorzata devono forzatamente  sposarsi con una corretta gestione dell’ala. Proprio quest’ultima assicura il successo della chiusura della virata nel passaggio tra la fase di depotenziamento e potenziamento. E’ essenziale provare la manovra e separare mentalmente le fasi riportate al paragrafo 2, magari simulando questi movimenti in spiaggia e poco prima di entrare in acqua. Come potete notare esaminando il video, con poco vento un down loop di ala può aiutare la chiusura della virata. Ovviamente usare una tavola direzionale di generose dimensioni e volume aiuta molto soprattutto nella delicata fase di apprendimento della manovra. Mi raccomando, provate la virata da subito in entrambe le mura e non scoraggiatevi se i risultati tardano ad arrivare......basta chiudere la prima e la strada sarà in discesa.

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Commenti   

 
#2 carlvader 2014-09-08 10:42
...errore di scrittura il dato corretto è 1998 grazie per la segnalazione.
 
 
#1 maxandora 2014-09-08 07:49
1988 ????
 

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