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Watermania - Flysurfer Peak Review

Inserito in Kiteboarding

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Continuiamo a proporvi articoli e review relativi a sport complementari dello Stand Up Paddling che costituiscono altre sfaccettature di quel lifestyle che risponde al nome di Watermania. E' la volta dell'ala Flysurfer Peak 4.

 

Introduzione

  • INTRODUZIONE

Il Lysurfer Peak, arrivato alla quarta versione, nasce per uso terrestre (snowboarding e landboarding) ma le caratteristiche di galleggiamento in aria e la stabilità del profilo con pochissimo vento, nonché la potenza erogata anche nelle misure piccole, lo ha reso una eccellente scelta per i praticanti di kite hydrofoiling. Ricordiamo che il Peak 4 è un foil kite single skin quindi in teoria, in caso di caduta in acqua, a differenza dei classici double skin foil kite a celle chiuse non è rilanciabile. Ma torneremo su questo importante aspetto più avanti. Analizziamo ora le caratteristiche progettuali dell’ala. La leading edge è realizzata con due strati di tessuto così come le due wing tip ovvero le estremità (Hybrid WingTip Technology).

Queste caratteristiche tendono a stabilizzare il profilo ed a conferire al Peak una maggiore velocità nella finestra di volo. I tessuti sono i classici DLX+ ed X-Light cloth leggerissimi e per lo più idrofobici. Il sistema di briglie al quale è destinato il supporto del profilo è piuttosto semplificato e prevede il montaggio della quinta linea, non strutturale ma solo di sicurezza, qualora si scegliesse la Connect Bar. Questo sistema, denominato B-safe system è efficacissimo poiché piega l’ala dalle due estremità rendendola totalmente priva di potenza e facendola scendere delicatamente in basso anche attivando il quick release in piena power zone.

Non solo, una volta a terra l’ala può essere rilanciata facilmente semplicemente connettendo di nuovo il QR al gancio del trapezio poiché essa, anche esposta al vento, non innesca strani fenomeni di rotazione o rilanci incontrollati. Questa caratteristica è ovviamente valida con la Connect Control Bar che può essere usata solo con i Flysurfer Peak e non con altre ali Flysurfer; viceversa le altre barre del brand teutonico quali la Infinity e la Force possono essere usate in configurazione quattro linee con i Peak. In tal caso raccomandiamo di scegliere per entrambe la misura M. Da notare che sulla Connect Bar, nonostante la quinta linea, le front lines possono essere ripristinate facilmente dopo una rotazione agendo sul nottolino cilindrico posto poco al di sopra del QR. Abbiamo anche usato barre di altri brand ed i Peak hanno sempre volato in modo perfetto. Il Peak viene offerto nelle seguenti misure: 3,4,5,8 ed 11 m. Non fatevi ingannare dalla bassa separazione delle misure più piccole, poiché abbiamo constatato che lo scalamento è perfetto; ad esempio tra il 4 ed il 5 m le differenze in termini di low end e velocità in finestra sono piuttosto marcate. Purtroppo le sacca del Peak è economica e realizzata con tessuto molto leggero. Viste le prestazioni ed i costi di queste ali siamo pronti a scusare la Flysurfer per questo dettaglio, in effetti poco significativo anche alla luce del ridottissimo spazio che occupa l’ala una volta piegata.kite1

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Prestazioni

  • PRESTAZIONI

Eccoci finalmente alle risultanze emerse dalle numerose session in cui abbiamo usato il Flysurfer Peak in tutte le misure. Come per i foil kite classici il lancio dell’ala può essere effettuato in pieno drifting ponendo la sabbia sulla trailing edge (attenzione a persone od ostacoli sottovento!) od a bordo finestra con la sabbia disposta sul tip basso. La prima misura oggetto di test è l’8 m. Dopo il lancio l’ala è subito pronta all’uso, poiché non si deve attendere il gonfiaggio delle celle. La prima sensazione che si avverte è quella di un kite la cui pressione di barra è leggerissima, pare di usare un classico aquilone da bambini a due linee!  La finestra di volo non è ampissima e questo è dovuto ad un AR (Aspect ratio) poco elevato.  L’erogazione della potenza è super progressiva ma può essere interrotta quasi istantaneamente agendo tramite l’escursione del depower sulla barra. Riportiamo di seguito le risultanze del primo test.


Il vento soffia tra i 6 ed i 10 Nodi, per questo primo test userò il foil combo Groove Skate Carbon L/MHL Lift 170.  La partenza risulta piuttosto tecnica poiché il Peak 8 m non è dotato del lift dei classici foil e pump kite. In questo caso basta aiutarsi con il downloop oppure “scampanare” con decisione l’ala da un lato della finestra di volo all’altro. Finalmente eccomi alto sul foil a planare verso il largo. Il feedback di barra è eccellente, sento l’ala che “respira”. Nella prima strambata alto sul piantone mi aiuto con un down loop. Nessuna ala, tra le tante provate, mi ha mai trasmesso una sensazione di totale controllo nel down loop come il Peak! Anche con poco vento le sue capacità di drifting e rotazione sull’asse sono strepitose! L’angolo di bolina non è eccezionale ma più che sufficiente per consentirmi di navigare su e giù lungo la costa. L’andatura di lasco è invece qualcosa di mistico, il Peak pare quasi uno Spinnaker volante, il drifting semplicemente infinito. Nei buchi di vento l’ala non perde mai il suo profilo ed assicura il minimo tiro per superarli agevolmente. Se si commettono errori la temutissima sfinestrata, spesso comune per molti foil o pump kite, è inesistente. Questo fattore induce una grande confidenza anche nell’apprendimento. Solo nelle strambate con vento debolissimo il profilo del Peak, a centro finestra, potrebbe subire una deformazione, peraltro controllabile se si agisce prontamente sulla barra. Provo alcuni back flip non riuscendo ad atterrare in planata. Il lift e l’hang time non sono le qualità di quest’ala. All’improvviso il vento cala quasi del tutto. Non riesco più a navigare, qualsiasi altra ala sarebbe caduta. Con il braccio sinistro afferro la tavola e con il destro inizio ad effettuare dei down looping di ala che mi portano facilmente in spiaggia. Fantastico!


Nel corso di questi mesi abbiamo avuto la fortuna di provare il Flysurfer Peak 4 in tutte le misure, tranne il 3 metri. Nel loro range i Peak e con foil freeride quali il Moses Onda o l’MHL Lift 170, hanno espresso qualità di assoluto rilievo. In alcuni casi abbiamo sperimentato anche il rilancio ottenendo percentuali elevatissime e superiori all’ottanta per cento. In caso di caduta è assolutamente necessario tenere le linee in tensione; se l’ala è caduta con la trailing edge in basso occorre tirare subito le front. In caso l’ala sia caduta con la leading edge in basso è possibile lanciare l’ala in reverse tirando le back lines. Da notare che nei casi di mancato rilancio è altamente improbabile che nelle medesime condizioni sarebbe stato possibile rilanciare un foil od un pump kite classici. Una volta in acqua, a differenza di un foil kite classico, il Peak 4  rimane sulla superficie del mare ma dopo alcuni minuti una parte di esso tende ad affondare rendendo difficile nuotare e comportandosi quasi come una sea anchor. E’ quindi necessario avvolgere le linee sulla barra raggiungere l’ala ed avvolgerla a sua volta su di essa. Così facendo le operazioni di crash and recovery sono estremamente semplici e veloci; se si è in prossimità della tavola basta poggiare l’ala piegata su di essa e si torna a riva in un battibaleno. In condizioni di vento forte ed in caso di forte sopra invelatura l’ala scarica le raffiche attraverso deformazioni della trailing edge determinando anche una diminuzione significativa della manovrabilità. Non consigliamo di usare il Peak in sopra invelatura. Detto questo una delle doti di quest’ala è, ad esempio, usare un 5 quando altri rider a fatica riescono a praticare il foiling con un LEI 8 m. L’ala può essere fatta decollare anche in spot angusti e con vento rafficatissimo, stesso discorso per l’atterraggio. In presenza di bagnanti potenzialmente ostili al kiteboarding il Peak 4 con il suo aspetto da aquilone evoluto non suscita particolari attenzioni e soprattutto la sua totale insensibilità al back stalling infonde una grande fiducia durante i movimenti in spiaggia sia nelle fasi di entrata che di uscita dall’acqua. Un ultimo aspetto che ci sentiamo di evidenziare è la praticità di trasporto del Peak 4. In un trolley di medie dimensioni entra un intero quiver che di fatto assicura con una tavola hydrofoil un range enorme, si va dai 6/7 Nodi dell’11 m ai 40 Nodi ed oltre del 3 m.

Elementi dei test:
- peso: rider 64 / 76 Kg.;
- tavole Groove Skate L, Groove Skate M, Groove Wave;
- venti variabili tra i 6 ed i 27 nodi;
- Foil: MHL Lift 170, Moses Onda, Ketos V1200.

LOW END: si va dai 6/7 Nodi dell’11 metri ai 40 ed oltre del 3 m; la misura con il range più elevato è il 5 (8/17 Nodi).

RANGE SUPERIORE/STABILITA’: ali da portare nel loro range ideale. Possono essere portate in robusta invelatura perdendo però le fantastiche doti di manovrabilità; il galleggiamento con poca aria è il migliore tra tutte le ali in commercio.

BOLINA: buona ma inferiore a quella di ali tradizionali.

ANDATURE PORTANTI: semplicemente straordinarie, il Peak pare uno spinnaker volante.

HANG TIME: rispetto ad ali tradizionali è appena sufficiente. Difficile eseguire foil tack con il Peak 4.

LIFT: inferiore alla media di ali tradizionali.

REATTIVITA’: se il Peak viene utilizzato nel suo range ideale la reattività è semplicemente eccezionale.

RILANCIO: un rider abituato ad usare foil kite può rilanciare il Peak in moltissime circostanze.

SICUREZZA: con la Connect Bar la sicurezza è realizzata attraverso una quinta linea che di fatto piega l’ala rendendola del tutto priva di potenza e facilmente rilanciabile ripristinando il quick release. Con barre classiche il sistema di sicurezza agisce su una front line.

SUGGERIMENTI: con un quiver di tre ali si copre un range impressionante per i rider leggeri consigliamo le misure 4,5 ed 8 per i rider più pesanti 5,8 ed 11.

Conclusioni

  • CONCLUSIONI

Il Peak 4 ala foil single skin, nasce per essere usato come kite terrestre (snowboarding, landboarding) ma risulta eccellente per la  pratica del kite foiling. Le doti di galleggiamento con poco vento, potenza e manovrabilità sono semplicemente straordinarie. Il rilancio per un rider avvezzo all’uso di foil kite può avvenire nella quasi totalità dei casi lo consigliamo pertanto a rider esperti che sapranno sfruttare al meglio le doti di cui sopra ovviamente limitate alla disciplina del freride.

plus  Galleggiamento con pochissimo vento, Low end, maneggevolezza, gran lasco, qualità costruttiva, facilità di gestione nelle operazioni di decollo ed atterraggio e nelle malaugurate circostanze di crash and recovery, facilità di trasporto, rapporto qualità prezzo elevato.

minus  Rilancio problematico per rider poco esperti, angoli di bolina solo sufficienti, lift ed hang time al di sotto della media delle ali normali (foil e LEI), sacca spartana.

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Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.flysurfer.com

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