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Lo Squalo Leuca Stampa

Lo Squalo Leuca

Continuiamo con la nostra trattazione sulle specie di squalo più note, parlandovi questa volta dello Squalo Leuca, uno dei più aggressivi.

PREMESSA

Eccoci quindi al quarto articolo dedicato agli squali. Nel primo abbiamo esaminato i tratti generali caratterizzanti queste specie. Nel secondo e nel terzo abbiamo presentato due specie lo Squalo Bianco (Carcharodon Carcarias) e lo Squalo Tigre (Galeocerdo Cuvier). Oggi è la volta dello Squalo Leuca (Carcharhinus Leucas) ritenuto, non a caso, uno degli squali più aggressivi e pericolosi per l’uomo.


CARATTERISTICHE

Lo Squalo Leuca

Innanzi tutto occorre chiarire che questa specie non va confusa con lo Squalo Toro. Nei Paesi anglofoni il Leuca viene chiamato infatti Bull Shark ma se si traduce letteralmente tale nome si cade in un curioso equivoco. Lo squalo toro infatti il Carcharias Taurus è una specie profondamente differente dal Carcharhinus Leucas. Il primo, infatti, nonostante l’aspetto piuttosto minaccioso ha un comportamento mansueto e non aggressivo. Il secondo invece è addirittura ritenuto da alcuni studiosi lo squalo più pericoloso per l’uomo sia per la sua indole aggressiva sia perché non disdegna cacciare in acque dolci risalendo fiumi ed addirittura popolando il lago Nicaragua. Tra i fiumi citiamo per esempio lo Zambesi, il Rio delle Amazzoni, il Potomac, il Mississipi, l’Ohio, il Gange ed il Tigri. Non ci crederete ma proprio in quest’ultimo, nei pressi di Baghdad, due anni fa ne è stato catturato un esemplare di tre metri! Nel fiume Gange questo squalo viene spesso confuso con un’altra specie stanziale che si chiama proprio Squalo del Gange. Ma è il Leuca che spesso attacca i pellegrini Indù che si bagnano nelle acque di questo grande fiume. In alcuni dei luoghi citati il Bull Shark può assumere nomi differenti, Squalo Zambesi, Squalo del Nicaragua, etc.. E’ dunque evidente che oltre a non disdegnare i corsi di acqua dolce, il Leuca predilige acque torbide e limacciose dove può cacciare senza essere praticamente visto dalle prede. Di forma piuttosto tozza, lo Squalo Leuca può raggiungere i tre metri e mezzo di lunghezza. Appartiene alla famiglia dei carcarinidi. Il muso risulta piuttosto arrotondato e poco pronunciato. La pinna dorsale è alta e grande le pinne pettorali lunghe ed a forma di falce. I denti sono di forma triangolare e seghettata, piuttosto larghi nella mandibola superiore più fini ed appuntiti in quella inferiore.


HABITAT

Nei nostri mari pare non presente poiché preferisce acque più calde e temperate. La rimanente distribuzione privilegia la tropicale e sub tropicale con una densità più accentuata in alcune acque. Popola inoltre, come abbiamo visto, alcune acque interne quali fiumi e laghi con canali di accesso al mare.


COMPORTAMENTO E RISCHI PER L’UOMO

Oggi alcuni studiosi considerano lo Squalo Leuca la specie responsabile del maggior numero di attacchi non provocati all’uomo. Altri invece, ritenendo non sufficientemente documentata tale teoria, continuano ad assegnare questo titolo poco raccomandabile allo Squalo Bianco (Carcharodon Carcharias). A prescindere da tale ipotesi, lo Squalo Leuca rimane una specie estremamente pericolosa capace anche di compiere attacchi multipli nella stessa area. L’episodio di Matawan Creek nel New Jersey avvenuto nel lontano 1916 (che tra l’altro ispirò l’autore di Jaws, Peter Benchley) e nel quale furono attaccate ed uccise quattro persone e ferita una quinta fu ritenuto inizialmente opera dello squalo bianco. Ulteriori studi cercarono di dimostrare che l’autore di questa nefasta serie di attacchi era in realtà riconducibile allo Squalo Leuca. Tale teoria però cozza contro la cattura di uno squalo bianco di quasi tre metri avvenuta subito dopo tali attacchi. A prescindere da tali considerazioni, lo Squalo Leuca  rimane una specie aggressiva e dal comportamento imprevedibile. Tali caratteristiche unitamente alla costante  vicinanza alle attività umane in mare e nei corsi d’acqua lo rendono di diritto una delle specie maggiormente pericolose. Nel Mediterraneo la sua presenza è alquanto dubbia ed al momento non dimostrabile tramite concreti elementi.


 

Commenti  

 
#2 mrbrown 2012-07-30 07:58
Citazione mdona68:
Un articolo sui delfini no?? A parte gli scherzi molto interessante. Almeno è una specie che qui non c'è!


eheheh, ma anche sulle stelle marine non mi dispiacerebbe.
 
 
#1 mdona68 2012-07-30 07:43
Un articolo sui delfini no?? A parte gli scherzi molto interessante. Almeno è una specie che qui non c'è!
 

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