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| Introduzione alle Teleconnessioni. L'indice NAO (North Atlantic Oscillation) |
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![]() Nel nostro primo articolo pubblicato nella sezione Meteo abbiamo introdotto le carte meteo, in particolare quelle della pressione atmosferica al suolo, aggiungendo che quelle non analitiche sono generate da modelli matematici previsionali, a loro volta basati su rilevazioni meteo in tempo reale, modelli di simulazione atmosferica e campioni statistici. Malgrado il continuo affinamento di tali modelli e l’impiego di mezzi di calcolo via via più potenti ed adatti a gestire una mole di dati che definire immensa non è eufemistico, l’attendibilità delle previsioni meteo oltre i 3 / 4 gg. è ancora relativa.D’altro canto, l’analisi storica di alcuni valori, principalmente pressori, ha aiutato il metereologo nella individuazione di alcuni scenari che con tutta probabilità possono interessare per giorni o addirittura mesi aree geografiche anche piuttosto estese.
Questi scenari prendono il nome di pattern e si fondano sul concetto di Teleconnessione, anche noto come Oscillazione. In realtà abbiamo già introdotto tale importantissimo aspetto parlando di quella che è forse la Teleconnessione più famosa per le conseguenze climatiche su vasta scala che in genere comporta: l’Oscillazione del Sud Pacifico nota come El Niño (ENSO). Il termine Teleconnessione può apparire come tratto dalla saga “Star Trek”, ma sebbene apparentemente criptico, esso illustra, meglio di altri, la natura della fenomenologia alla quale stiamo accennando. Esso infatti identifica punti dell’atmosfera in cui alcuni valori, come appunto la pressione atmosferica, risultano vincolati da un rapporto direttamente o inversamente proporzionale. Ciò in virtù del fatto che l’analisi storica dei dati meteo in nostro possesso ha evidenziato l’esistenza di una ciclicità di scenari meteo in cui, ad esempio, la variazione in positivo o negativo della pressione in una certa zona geografica ha generato una variazione inversa o diretta di tale valore in un’area geografica anche piuttosto distante, con conseguenze più o meno prolungate sulla climatologia planetaria, basti pensare allo stesso El Niño. Prima di entrare nel merito della Teleconnessione più importante ai fini della elaborazione di previsioni a lungo termine nel Continente Europeo, occorre precisare che ciclicità non è in questo caso sinonimo di eventi che si ripetono ad intervalli regolari di tempo, ma piuttosto in modo tendenzialmente caotico. In altri termini, l’esistenza delle Teleconnessioni è ormai provata mentre ben altro discorso è quello di prevederne l’inizio, la durata e la portata.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo quindi ad occuparci dell’indice NAO (North Atlantic Oscillation) che, appunto, tanta importanza riveste per l’analisi dei trend metereologici che possono interessare il Vecchio Continente e quindi l’Area Mediterranea. Tale indice sintetizza di fatto la differenza nei valori della pressione atmosferica fra l’Atlantico Settentrionale e quello Centrale. Senza entrare nel dettaglio di come tale differenza viene calcolata, aspetto che esula dalle finalità di questa trattazione, è invece importantissimo capire, trattandosi di un indice che esprime una differenza, quali sono le implicazioni a livello meteorologico nel caso in cui esso sia rispettivamente positivo e negativo. Partiamo dall’assunto che alcune figure bariche sono, in determinati periodi dell’anno, geostazionarie, tendono cioè ad insistere sulla medesima area geografica. Due, in particolare, le troviamo sempre al loro posto, fermo rimanendo che possono espandersi o meno lungo i paralleli e quindi scendere o salire di latitudine. Stiamo parlando dei Vortici Polari che in realtà sono due immense aree di bassa pressione che si trovano, appunto, in corrispondenza dei poli. L’immagine in basso, elaborata dal modello GFS e tratta dal sito tedesco www.wetterzentrale.de, evidenzia chiaramente i due vortici polari. ![]() Essa, infatti, mostra che le aree di bassa pressione a 5.500 metri di altezza, vale a dire 500 Hpa, (quelle che vanno dal verde al viola) sono più estese ed intense in corrispondenza dei poli. Non deve sorprendere più di tanto che il primo elemento ad influenzare l’estensione dei Vortici Polari è la stagionalità.
Riferendoci all’emisfero Nord, in Inverno la pressione al suolo tende a scendere mano a mano che ci avvicina al Polo Nord mentre nell’Atlantico Centrale avviene il fenomeno opposto. In questi casi l’indice NAO è positivo ed implica una rafforzamento dell’Anticiclone delle Azzorre con una maggiore vivacità del vortice polare che espone il Nord Europa al passaggio di numerosi fronti atlantici con tempo quindi mite e dinamico per quella regione. Va da se che la parte meridionale del Continente risulterebbe maggiormente protetta dall’Anticiclone delle Azzorre, con tempo assai più secco e meno dinamico. Un indice NAO negativo implica invece il pattern inverso, con l’Europa del Nord meno esposta alle basse pressioni atlantiche e l’Area Mediterranea priva dello scudo protettivo dell’Anticiclone delle Azzorre che scenderebbe di latitudine e la lascerebbe quindi maggiormente interessata dal passaggio dei fronti atlantici.
Quanto visto in precedenza si riflette naturalmente sulle condizioni meteo marine del Mediterraneo. Un indice NAO positivo, infatti, essendo sinonimo di tempo più stabile in tale area, non è propizio per le mareggiate. Al contrario, un indice negativo è sinonimo di tempo dinamico e quindi ventoso e propiziatorio di mareggiate.
In conclusione, l’indice NAO rappresenta una risorsa importantissima per la valutazione degli scenari climatici che possono interessare l’Area Europea così come la loro evoluzione nel tempo. Per quanto riguarda i Paesi del Bacino del Mediterraneo, un indice NAO negativo è sinonimo di tempo caratterizzato da correnti atlantiche miti in grado di generare mareggiate frequenti sulle coste occidentali. |
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