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Vintage Kiteboarding Stampa
Vintage Kiteboarding: Cabrinha Revolver HD. Non è un mistero che in questi ultimi anni la disciplina del waveriding si sia definitivamente affermata. Conosco praticanti che ormai anche su acqua piatta (!!!) escono solo con il surfino. L’offerta dei produttori ha seguito questo trend adeguandosi alla domanda dei kiters che cercavano tavole e vele adatte a surfare con efficacia tutti i tipi di onde. In questo ambito oggi vorrei parlarvi di un’ala che in un certo qual modo ha segnato l’evoluzione dei kite destinati ad un uso wave, il Cabrinha Revolver HD del 2007. Non è stato il primo prodotto del genere poichè il nostro brand RRD nel 2004 propose all’attenzione dei praticanti il Type wave. Ciò nondimeno la novità rappresentata dal Revolver era dovuta alla tipologia di ala, il Type wave era un C shape, il Revolver nella configurazione di barra con le carrucole un purissimo Bow Kite. A tal proposito ricordo che la differenza tra un bow kite ed uno SLE è riconducibile alla presenza di carrucole sulla barra necessarie per compensare la maggior lentezza del movimento dovuta ai primi sistemi di brigliatura. Oggi questa tipologia di ala è praticamente estinta tanto che ormai si parla solo di SLE ed ibridi. La barra del Revolver può comunque essere configurata con le carrucole o senza. In quest’ultimo caso occorre modificare le briglie della LE con il kit fornito in dotazione. Nel Novembre 2006 a Maui ho la fortuna di uscire per la prima volta con un proto preserie fornitomi dalla Cabrinha. Si trattava del 9 metri. Da subito mi colpiscono due caratteristiche: la enorme stabilità dell’ala anche sotto le raffiche più violente e la possibilità di inseguire in drifting l’ala durante la surfata senza che essa accenni minimamente allo stallo. Sulla reattività invece nutrivo alcuni dubbi. E’ come se le carrucole sulla barra in un certo qual modo ne ritardavano od in un certo modo ne ammorbidivano la risposta. Ne parlo il giorno stesso presso il loft di Pete e subito mi viene consegnato il kit di modifica della brigliatura. Il giorno dopo di nuovo in acqua. Con la modifica il feeling di barra si normalizza e finalmente posso apprezzare appieno la capacità dell’ala di invertire direzione chiudendo il cut back o l’aerial. Senza le carrucole poste sul boma la capacità depower è un pelino inferiore ma sempre eccellente. Un’altro elemento di rilievo che dovrebbe riguardare tutte le ali wave è che il lift, a meno di non stuzzicare l’ala, appare ridotto. Questo è essenziale quando si scampana l’ala in surfata, se  tirasse in alto si potrebbe facilmente perdere il bordo. Nel wave riding il contatto con il face è essenziale. Ciò non significa che l’ala non lavori bene nei salti: basta infatti invertire con decisione con il kite alto ed il divertimento è assicurato. A termine vacanza decido di dotarmi di un 9 ed un 7. Quest’ultimo essendo l’ala da vento nucleare lo lascio settato con le carrucole sul boma per accrescerne le capacità di istant depowering. In una circostanza affronterò con il 7 nel mio home spot condizioni di onda disordinata veramente consistenti e ben 50 nodi di vento. L’ala mi consente di sopravvivere senza problemi in un simile casino e quando esco dall’acqua i miei amici rimasti a riva mi chiedono “ma che misura è?”. Quando rispondo che si tratta di un 7 quasi non mi credono! Ho mantenuto nel mio quiver il 9 ed il 7 poichè si dimostrano ancora all’altezza delle migliori ali wave di recente introduzione sul mercato. Insomma un classico ancora attuale. Nelle numerose immagini che seguono l’ala giallo verde è il 7 l’altra il 9. La session in mare decente è invece stata condotta a Chia.
Aloha and Godspeed

 
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