fp1369
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 Waterman
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review: gong bamby dark 7.6 e painy 8.4 - 2012/05/20 10:37
Come promesso, le mie impressioni su due tavole con un programma di onda media, grossa e di beach breack impegnativi: GONG BAMBY DARK 7,6 e GONG PAINY 8,4. Sono due tavole che rientrano nella linea CURVE di Gong. Si tratta di una linea costituita da due semigun (8,9 777 e 9,4 Mineral – tavole adatte ad onde davvero grosse, con qualità di stabilità in velocità e controllo, con tail molto molto sottili, rails affilati, rocker molto curvi) e da due tavole un po' più versatili ed maggiormente adatte anche ad onda relativamente moscia e mediterranea, ma comunque dotata di una certa spalla e di un po' di potenza: appunto il Dark ed il Painy.. da scegliere secondo il proprio peso corporeo. queste le schede (sono attendibili): http://www.gongsup.com/Dark-7-6,1292.html?lang=fr http://www.gongsup.com/Painy-8-4.html?lang=fr La scelta di darne le impressioni insieme non è casuale.. il painy è solo la versione più lunga e voluminosa del dark.. Si differenziano infatti, oltre per la lunghezza di dieci pollici, per un volume di venti litri. Il dark ha infatti 95 litri di volume ed il painy 115. Dico subito che non battono il record di stabilità laterale... Contrariamente a molte altre tavole Gong, la linea curve è un po' più tecnica.. nulla di inaccessibile, ma occorre mettere in conto di dover comunque faticare un po' oppure di avere una abilità almeno media per sfruttarle al meglio. Le impressioni generali sulla finitura sono ovviamente le stesse delle altre tavole. L'aspetto generale è di un buon livello di finitura, scasse FCS Fusion, bambou a vista davvero molto bello, valvola automatica in goretex, maniglia di trasporto ben centrata, peso ridotto, 3 scasse per utilizzo esclusivamente in trifin o trhuster.. La finitura superficiale è lucida ed è esente da imperfezioni. Ho avuto modo di vedere tavole gong prodotte successivamente alle mie e devo dire che il livello di finitura sta aumentando. Evidentemente l'esperienza degli operai sta aumentando via via che la produzione prosegue. La tavola viene fornita con 3 pinne FCS glass flex G5. Ho già avuto modo di discutere di queste pinne. Le G5 funzionano bene per iniziare e costituiscono la dotazione originale di moltissimi brand, ma in ogni caso consiglio davvero di acquistare, magari con il tempo, pinne performanti. Per un utilizzo standard per un peso medio pesante consiglio pinne da 12 cm, possibilmente con profilo interno asimmetrico (FCS serie F o Scarfini HX3). Per il leggeri pinne da 11,5 cm per leggeri (misura M FCS). Io al momento uso il mio painy con pinne da 11,5 anteriori con profilo asimmetrico interno e pinna centrale posteriore da 11,2.... la tavola va una meraviglia con una scioltezza nel top turn davvero notevole. Il dark invece l'ho equipaggiato con pinne anteriori con foil interno asimmetrico da 11,9 e poca superficie in testa e pinna centrale da 11,2. Entrambe le tavole hanno un feeling da short surf (ma ovviamente non la stessa vivacità e scioltezza)... I rail sottili mordono la parete dell'onda e consentono un grip davvero notevole. L'outline consente curve anche molto strette e variazioni di raggio di curva improvvise per consentire di evitare sezioni frangenti o di risalire verticali al bisogno. Le curve fatte con i Curve sono da sogno... velocità e controllo... sono ovviamente leggermente più lunghe di quelle possibili con altri tipi di tavole corte (mi riferisco ad altre gong o agli shortsup), ma comunque molto molto strette. La velocità in bottom è notevole ed il rilancio dopo il top turn senza nessun problema, ma con un po' di tecnica. Le tavole vanno fatte accellerare con il piede anteriore, come sugli shot da surf, e richiedono un minimo di capacità nella distrubuzione delle pressioni dei piedi nelle varie fasi delle curve.. Sono fatte per girare!!!! Entrambe le tavole sono derivate dalle tavole da competizione di Patrice Guenolè ( serie HIT pro) con qualche accorgimento per renderle più accessibili (larghezza massima leggermente avanzata per favorire il rilancio e la velocità nel bottom)... comunque se non avete mai provato tavole da competizione difficilmente vi sembreranno addomesticate... sono davvero veloci e radicali. Il take off è una sorpresa.. Entrambe, volendo, partono anche su pochi centimetri di onda, ma ovviamente per rendere le loro qualità di surfata richiedono onda vera.. Sono anche armi perfette per i beach breack, capaci come sono, soprattutto il dark, di infilare in verticale il nose nelle sezioni frangenti ed uscirne indenni. L'ingavonamento è praticamente impossibile, a patto di avere cognizione sul posizionamento dei piedi. Anche per queste tavole consiglio caldamente l'acquisto di un buon tail pad... il pad originale è perfetto, ma non ha alcun rialzo in poppa, ed invece a mio avviso è essenziale su tavole del genere. Entrambe le tavole hanno la sezione di poppa quasi sovrapponibile per dimensioni (solo un mm di differenza) e rocker posteriore piuttosto tirato per velocità anche sul moscio e take off anticipato. La tavola ha un un rocker piuttosto piatto e questo le dà la capacità di partire davvero presto. Entrambe sorprendono per la velocità al remo che consente di posizionarsi sullo spot a piacimento ed andare ad esplorare i vari breack. La facilità nel passaggio delle onde anche grosse (a condizione di avere una normale abilità al remo ed una buona stance) è una delle doti migliori delle tavole. Il rocker anteriore solleva la tavola sulle schiume che si passano davvero facilmente (ma nessuno fa miracoli ). Il Dark ha ovviamente dalla sua una maggiore agilità sullo stretto, ma è un po' ostico con chop e vento da mare e corrente.. sotto i 70 kg però nessun problema. Il painy eccelle anche in condizioni difficili avendo una buona riserva di volume, ma senza eccessi e soprattutto posizionato in maniera da non risultare ingombrante in surfata. Ovviamente parlo del mio peso (70 kg), ma chi lo ha e pesa anche quasi novanta chili ne parla comunque molto molto bene (sotto vi invio un video di un surfista di87 kg con il painy). Rispetto al modello 2011, il dark è stato reso più veloce al remo e più versatile, ma il vecchio modello era un'arma assoluta per i beach breack cattivissimi... Il nuovo va benissimo, ma il vecchio nelle particolari condizioni di onda che chiude cattiva era insuperabile (ma meno stabile, più lento e con la necessità di stare sempre nella sezione potente dell'onda avendo un rocker davvero curvo ed un nose affilato). Un accenno al peso... il mio dark (in realtà della mia ragazza ) nudo pesa 6,4 chili... 7,0 con pad, tail pad e pinne. Il painy 800 grammi più pesante.. al di là dell'ottimo peso.. il feeling sotto i piedi è di estrema leggerezza anche nel cambio di rail. Di nuovo un consiglio sulla lunghezza della pagaia... sono tavole che richiedono una posizione di surfata bassa ed io consiglio una pagaia della stessa altezza del surfista o di pochissimi centimetri in più (3 – 5). Meglio pagaie medio potenti.. serve poco la cadenza, meglio la potenza (ma qui è una questione di gusti personali) IN ACQUA: STABILITA': Per il mio peso (70 kg) le tavole è stabile per le sue dimensioni ma senza eccessi (parlo del dark soprattutto.. il painy per me è davvero sufficientemente stabile). In ogni caso surfisti fino a 85 – 90 kg con adeguata abilità con il painy non hanno particolari problemi di stabilità (ovviamente con un minimo di adattamento.... lo so per aver letto il forum dei surfisti francesi che lo hanno). ROW: Le tavole hanno un row davvero ridotto e, con una tecnica adeguata, praticamente pari a zero. Questo significa che è davvero facile imparare qualche tecnica per annullare il row quasi completamente (basta la tecnica a J ). Entrambe consentono di spingere forte sulla pagaia per accellerare nel take off, per recuperare posizioni non perfette, per superare i frangenti. La velocità al remo è almeno pari (soprattutto per l'8,4) ad un normale nove piedi e la larghezza avanzata consente un buon appoggio anteriore. Consiglio comunque una stance di pagaiata ibrida o quasi da surfata per distribuire meglio le pressioni... i rail peraltro sono poco voluminosi e reggono poco il peso ai lati. TAKE OFF: Le tavole remano velocemente e partono davvero presto per le loro dimensioni. Agganciano l'onda da (relativamente) lontano e difficilmente la perdono. Consiglierei comunque di non attendere le onde con la prua verso la spiaggia per controllare meglio l'accellerazione dell'onda. CARVING: A mio avviso sono magiche... L'ho detto anche di altre tavole, ma anche per queste : E' surf. Sono meno vive di altre tavole (come ad esempio il faking di cui vi ho in precedenza parlato), ma su onda vera e potente non serve l'eccessiva scioltezza... i rail mordono la faccia dell'onda e la tavola viaggia in bottom come su un binario, ma capace di modificare al bisogno il raggio di curva. Le tavole surfano sui rails e quindi abituatevi a caricarli con il peso. Il cambio di rail è esaltante ed il top turn è possibile anche su sezioni ripidissime grazie al kick nose. PASSAGGIO DELLE ONDE: Come anticipato, a condizione di avere una normale tecnica di base, sono le tavole che ho provato sulle quali il passaggio delle onde è più facile. La tecnica è quella di sempre: ginocchia flesse, un po' di velocità al remo, stance di surfata e tempismo e la tavola supera agevolmente le schiume. NOSE RIDING: la tavola è NON adatta al nose riding. Se vi chiamate Leco Salazar probabilmente potreste fare un giro anche sulla prua, ma dubito che lo siate, come non lo sono io, e la prua è meglio lasciarla perdere... consente comunque di posizionare il piede abbastanza avanti al bisogno, ma il nose dimenticatelo. TARGET: Sono tavole adatte a chi vuole giocattoli adatti ad onde medie e grandi, ovviamente meglio se lisce, ma il chop non le spaventa. Adatte anche ai beack breack ed alle onde medio mosce ma di almeno 70 – 80 cm.. ..ovviamente onde da oltre un metro e oltre sono il loro campo giochi. Si scelgono a seconda del peso corporeo. Tavole del genere sono fatte per essere usate con venti litri circa più del proprio peso incondizioni glassy e una trentina in condizioni difficili... quindi regolatevi. Il mio painy quindi per me è un po' sobvradimensionato, ma io l'ho scelto anche per le condizioni davvero dure e choppose ed il volume in più si sente davvero poco in discesa sull'onda. CONSIDERAZIONI: entrambe sono tavole relativamente tradizionali, in cui il genio di Patrice Guenolè si vede nei particolari più che nella forma complessiva. Come dice Patrice, per shapare un curve mi serve mezz'ora, per uno short o un egg MOLTO di più. Questo per dire che lo shape è costituito da elementi noti e tratti dal mondo del surf... le tavole quindi hanno un feeling che certamente si può ritrovare anche in altre tavole di altri marchi... ma funzionano davvero molto bene. La costruzione è solidissima se paragonata ad un surf, un po' delicata soprattutto fuori dall'acqua se si paragona ad altre tavole di serie.. Meglio saperlo prima!. I rail sono molto robusti, la carena è sensibile alle pietre e scogli fuori e dentro l'acqua, la coperta (sandwich di bambou) tende un pochino ad infossarsi (è normale, e non si delamina) dove si poggiono più spesso i piedi... Non schiacciate le tavole con le cinghie sulle barre portapacchi (basta una tensione normale) e consiglio comunque e per qualunque tavola una buona sacca imbottita. Insomma, trattatele come tavole da surf... non sono giocattoli. In ogni caso la tecnologia di costruziione rende comunque facili ed economiche le eventuali riparazioni anche con il fai da te.
Qui qualche immagine e una brevissima clip di un giorno che, sebbene non sembri, era infernale per corrente e vento. http://www.youtube.com/watch?v=JgbSITXBC-Y
questo video non è mio.. il surfista pesa quasi 90 kg http://vimeo.com/40261428
http://imgur.com/a/6lkR9
http://imgur.com/a/WBe9f
queste foto le ho già inviate.. sono della mia ragazza sul dark con oltre 30 – 35 nodi di vento http://imgur.com/a/eaCXy
ciao Filippo
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