• Carl Vader Blog
  • Meteo
  • Tecnica
  • Forum
  • Annunci Usato
  • Street SUP the best crosstraining sport for SUP Surfing
  • Reviews
  • Viaggi
  • starboard
  • Starboard SUP. Click here!
Stampa

Red Paddle 9'4'' preview

Inserito in Previews

Red Paddle 9_4 preview

Il trasporto ed il rimessaggio della tavola da SUP possono risultare per l’appassionato di questo sport davvero problematici.

Tralasciando il secondo elemento, correlato alla disponibilità di spazi dove riporre la tavola e passando al primo, si potrebbero citare svariati esempi come quello di un giovane ancora privo di patente o di una famiglia che si reca in vacanza che non può caricare la tavola sul portapacchi poiché già occupato da altre attrezzature, quello del classico praticante “dopolavorista” che non se la sente di lasciare l’amata SUP board sul rack dell’automobile in un parcheggio incustodito. E si potrebbe continuare, ma i casi sono praticamente infiniti, con quello nel quale il praticante debba intraprendere un viaggio aereo ed intenda portare la tavola con sé. Insomma, quando il trasporto delle attrezzature diventa problematico esistono alcune soluzioni quali ad esempio lasciare la tavola in un rimessaggio al mare, noleggiarne una nel luogo di vacanza e ….. rullo di tamburi …. dotarsi di una tavola gonfiabile. Possiamo immaginare la diffidenza che anima molti puristi di fronte ad un simile prodotto.

Noi del team di Standuppaddling.it riteniamo fermamente che per avere un quadro preciso delle prestazioni delle attrezzature si debba testarle a fondo nella maggiore varietà di condizioni possibile. Potrà apparire ad alcuni un processo semplice od addirittura banale, per noi non è così. Questa premessa che potrà apparire fuori tema è necessaria per introdurre non il classico review di una tavola, bensì le impressioni iniziali derivanti da una session che, per quanto maturata in condizioni quasi ideali, non sono sufficienti a delineare con la dovuta precisione i tratti del prodotto. Ciò nondimeno trattandosi del primo contatto con una tavola gonfiabile riteniamo utile esporre alcune considerazioni in proposito. Ecco, riallacciandoci al dubbio amletico “tavola gonfiabile o non gonfiabile”, iniziamo proprio ad esporre il maggiore vantaggio di un siffatto prodotto: la semplice trasportabilità e rimessaggio. Quando abbiamo visto le sacche delle due tavole (una 10’6’’ ed una 9’4’’) non abbiamo creduto ai nostri occhi: parevano quelle di due grosse ali da kite, seppur decisamente più pesanti. Tanto per dare una idea, entrerebbero comodamente in una Smart. Poi, sempre più curiosi, siamo passati alla operazione di gonfiaggio effettuata con la pompa in dotazione, anch’essa molto simile a quella di un kite e dotata di manometro. Ebbene qui i tempi variano da uno splendido 03,30 ai 05,30 minuti, quest’ultimo risultato ottenuto con due brevi pause di riposo. La finalizzazione di detta attività è abbastanza faticosa stante la necessità di raggiungere la pressione indicata sul fondo scala del manometro (1 bar), anche se con la necessaria calma e sfruttando il peso del corpo nel “pumping” il tempo di gonfiaggio risulta sempre ridotto. Una volta pronta, possiamo saggiare il peso della tavola che non è molto dissimile da un corrispondente prodotto in epoxy. La tavola è priva di maniglia per il trasporto ma reca in coperta due comodissimi fermi di velcro per trasportare il remo insieme ad essa che quindi fungerà da handle. L’esame dello shape evidenzia un grande volume che si concretizza con una certa altezza dei bordi. La linea scoop rocker risulta piuttosto piatta mentre le pinne, in configurazione thruster (tri fin) sono saldate a poppa ed hanno una forma non proprio ordinaria dovuta alla necessità di consentire al termine della session l’arrotolamento della tavola ormai sgonfia. Ed ora veniamo alle prime impressioni di questa prima ed al momento unica session condotta con la Red 9’4’’. Di seguito il report di Carlo.

Le condizioni odierne sono di onda formata con rari set oltre il metro e mezzo che rompono sul secondo break. La caratteristica di tali onde, a differenza di quelle più ripide e veloci del primo break, è quella di essere piuttosto morbide e schiumose. Eccomi finalmente in acqua. Una volta in piedi galleggio bene avvertendo una sorta di effetto rimbalzo sul chop. Abituarmi a questo strano feeling non è inizialmente facile ma una volta superato la lineup posso trovare il giusto equilibrio. Con mio grande stupore avverto una certa fluidità di avanzamento a patto di tenere il peso del corpo più arretrato ed evitare che il nose frizioni troppo. Anche le inversioni sono piuttosto semplici. Finalmente dopo aver sviluppato una certa confidenza con la Red inizio a provare alcuni takeoff sul primo break proprio dove le onde sono più ripide e dove a volte si forma la classica bolla. Nei primi due nulla da fare, inforco con il nose e cado. Al terzo arretro maggiormente la posizione del corpo e parto in surfata. E’ una strana sensazione, pare di essere su una nuvoletta tanto morbida è la discesa! Subito dopo, aiutandomi con il remo, parto per il bottom turn riuscendo a disegnare un arco dal discreto raggio di surfata. Dopo il primo cutback mi ritrovo a galleggiare allegramente sulla schiuma che mi trascina per metri senza cadere. Questa prima onda mi imprime nella mente una sensazione: la tavola non è radicale ma se ben condotta è adattabile al carving. Sotto questo punto di vista ero molto scettico. La sensazione sarà poi confermata lungo il prosieguo della session. Poi avviene quanto da windsurfista e kiter avevo previsto; entra un forte vento di ponente. Lo spessore della tavola in tale frangente mi pone non pochi problemi ed alla fine piuttosto che risalire controvento preferisco tornare a riva e chiudere la giornata.

 

 Le risultanze finali di questo primo contatto con il prodotto sono le seguenti:

PRO: facilità di trasporto e rimessaggio, presenza di fermi in velcro per il remo, rapidità di preparazione, piuttosto leggera, remata abbastanza fluida, se non cercate prestazioni radicali consente di surfare le onde, virtualmente indistruttibile non scheggerete mai i bordi con il remo, il principiante corre meno rischi nelle cadute rovinose nelle quali diventa un tutt’uno con la tavola.

CONTRO: sacca poco rifinita, assenza della maniglia, anche se il remo fissato dal velcro funge da surrogato, pinnette migliorabili, per il paddle surfer radicale e già esperto richiede adattamento, sensibile, dato l’alto bordo, al vento.

Fondamentalmente si tratta di un prodotto ben realizzato e funzionale, sicuramente incontrerà i favori di quella clientela interessata alla facilità di trasporto così come quelli dei principianti e dei watermen che praticando in vacanza il windsurf ed il kite in assenza di vento possono investire la giornata con qualche sana remata e surfando le onde senza pretendere la radicalità di un Kai Lenny. Infine una riflessione generale: un simile prodotto non potrà non favorire la diffusione del nostro amato sport. Questa è l’impressione iniziale sulla quale poi svilupperemo successivamente un test più approfondito.

e-max.it: your social media marketing partner

Non hai i privilegi necessari per postare commenti