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Dallo Street SUP al Surfskating. E ritorno …

Inserito in Street SUP

Street SUP 2 Surfskating

Nuovo appuntamento con il nostro Street SUP/Surfskating blog. Questo nuovo articolo è incentrato su quello che è un passaggio quasi obbligato per coloro che, senza esperienze pregresse di Skateboarding, hanno acquistato un surfskate solo per impiegarlo nello Street SUP.

  • Riassunto delle puntate precedenti. Semiserio ;-) …

Dunque, spinto dallo stesso sfrenato entusiasmo che mi ha accompagnato sin dai primi minuti passati a scivolare sull’asfalto, avrei moltissimo da scrivere e rischierei sicuramente di tediarvi con dettagli di poco rilievo. Consentitemi comunque di fare un breve riassunto sugli insegnamenti più significativi che ho tratto nel mio percorso di apprendimento dello Street SUP/Surfskating fin qui maturato:

- Impiegare inizialmente il land paddle (o stick o pagaia che dir si voglia) aiuta molto nel mantenere l’equilibro, oltre che come mezzo di spinta e di … frenata;
- I movimenti e gli spostamenti dinamici del peso del corpo sono del tutto simili a quelli che si adottano in acqua;
- Per quanto Il numero di cadute è limitatissimo, ammesso che si sia già dotati di un buon equilibrio, nelle prime session (preferibilmente anche dopo ...) è essenziale INDOSSARE SEMPRE LE PROTEZIONI, soprattutto le polsiere;
- Gestire pendenze di rilievo è sconsigliato su surfskate Carver ma è pur sempre possibile imparando a curvare in spazi stretti e ad effettuare derapate (slide), in modo tale da poter gestire la velocità di discesa;
- OK, chiedo venia, ma mi permetto di scriverlo maleducatamente in maiuscolo: IL MIGLIORAMENTO DELLA TECNICA DI SURFATA IN ACQUA E’ IMMEDIATAMENTE PERCETTIBILE GIA’ DOPO POCHE SESSION DI STREET SUP! Se pensate comunque che tutto si riduca a questo pur importantissimo aspetto, dopo aver iniziato a praticare lo Street SUP, si scopre presto esso è solo uno dei tanti benefici che la sua pratica comporta;
- Vogliamo parlare degli altri tre vantaggi che mi vengono subito in mente? Lo Street SUP è un allenamento fisico eccellente ed è in ogni caso estremamente divertente! Altro punto da tenere in considerazione è che esso può essere praticato, almeno in teoria, con quella continuità che, almeno alle nostre latitudini, possiamo solo sognare per il SUP Surfing ed il Surf in generale!
- Infine, scoperta delle scoperte, dopo un paio di session - se non prima …-, si avverte l’impellente necessità di … liberarsi del land paddle.

E’ proprio quest’ultimo punto, immagino sorprendente per molti lettori almeno quanto lo è stato per me, a costituire il leitmotiv di questo articolo.

 

  • Liberarsi della pagaia? Ma come!!!!

Sì, mi rendo conto che dedicare una sezione del sito allo Street SUP ed invitare fra le righe i suoi praticanti (potenziali e non) a … liberarsi del land paddle può apparire contraddittorio. Attenzione, però, non ho scritto “liberarsi definitivamente del land paddle”. Mi sono limitato a riportare un passaggio importantissimo fra quelli che hanno contrassegnato la mia esperienza di Street SUPper/surfskater fino ad ora. Fatta questa premessa, coloro che non hanno ancora maturato esperienze in tal senso potrebbero legittimamente ritenere che le session spese sul surfskate senza l’ausilio del land paddle abbiano una valenza ridotta, se non nulla, ai fini del miglioramento della propria tecnica di SUP Surfing. Ebbene, per quanto mi riguarda è vero esattamente il contrario. Non essendo un particolare sostenitore di chi cerca di far passare osservazioni per dogmi, lasciatemi quindi motivare quanto appena scritto. Non impiegare il land paddle su un surfskate comporta a mio avviso l’immediato beneficio di imparare a “pompare” maggiormente la tavola con le gambe, o meglio con il movimento sinergico del corpo e ciò comporta un impatto positivo enorme sulla propria tecnica di SUP Surfing, soprattutto se non si è mai praticato il Surf da onda. Sappiamo infatti che in acqua la pagaia, dopo aver effettuato il takeoff, dovrebbe essere sfruttata dal SUP surfer come perno nel top turn (frontside o backside) contribuendo a rendere più radicale la manovra. E’ in quello spazio di tempo che separa questi due momenti, takeoff e top turn, che la pagaia non può e deve essere usata, neanche per guadagnare velocità. Molti SUP surfer, soprattutto quelli che non hanno esperienze pregresse di tipo surfistico – meglio ripeterlo… -, dopo il takeoff non riescono a raggiungere una velocità soddisfacente per l’effettuazione di top turn decenti su onde poco potenti semplicemente perché dimenticano o ignorano il concetto di legs pumping. Al contrario, qualsiasi surfer, anche non troppo esperto, può dirci quanto sia importante pompare la tavola con le gambe per accelerare e radicalizzare la surfata. Riallacciandomi quindi alla questione surfskate, l’uso della pagaia come mezzo di spinta può viziarci a tal punto da farci perdere di vista l’importanza di generare velocità con il legs pumping, di fatto annullando quello che è uno dei benefici fondamentali che questo tipo di tavole offrono. Liberarsi del land paddle ci obbliga quindi ad adottare il legs pumping come mezzo di spinta del mezzo. Se ve lo state domandando: e in salita? Vi posso assicurare che dopo aver appreso il corretto movimento è possibile percorrere anche salite, ovviamente non ripidissime. Tornati in acqua dopo alcune session di surfskating rimarrete sorpresi da quanto più veloci e radicali sarete nel surfare anche onde poco potenti proprio perché dopo il takeoff avvertirete in automatico la necessità di pompare la tavola con le gambe. D’altro canto, alternare uscite con e senza land paddle comporta anche un beneficio di tipo fisico. Infatti, l’uso della pagaia comporta un tipo di esercizio molto simile a quello che si effettua in acqua con una SUP board e pagaia. Se invece non si usa il land paddle, si sfruttano soprattutto i muscoli delle gambe e gli addominali per imprimere il movimento al mezzo, sicuramento in modo nettamente maggiore di quanto non lo si faccia impiegando il land paddle stesso, ovvero in acqua con la pagaia.

 

  • Diamo un senso alle session

Va bene, ci siamo liberati - temporaneamente … - del land paddle. Come organizzare gli allenamenti? Impostare le session solo sul freeride, per quanto appagante ed utile dal punto di vista fisico, non è il massimo dal punto di vista tecnico. Il seguente è un esempio di come ho diviso ultimamente le mie session:

- Freeride/Riscaldamento (10 min);
- Cambi di direzione in front e back ampi (15 min);
- Cambi di direzione in front e back stretti (15 min);
- Carvate strette (slalom) lungo le linee del parcheggio (15 min). In mancanza di riferimenti si possono usare bicchieri di plastica o altri oggetti;
- Carvate ampie con piccoli slide che simulano il cut back (15 min);
- Salite e discese, se presenti nello spot (10 min);
- Piccole pendenze in reverse (da Regular a Goofy) (10 min);
- Speed checks, cioè slide controllati di 90°. Utilissimi per controllare la velocità e all’occorrenza fermarsi, anche e soprattutto nelle discese (10 min);
- Defatigamento/Stretching (15 min)

Ovviamente si tratta di una scaletta di riferimento che è soggetta ad aggiustamenti di volta in volta ma, come quando vado in acqua, avere un’idea di cosa provare per migliorarsi a livello tecnico è importantissimo.

 

  • E ora?

Minuto dopo minuto, ora dopo ora, session dopo session continuo ad acquisire una crescente dimestichezza col mezzo. Ricordate? Ho parlato di continuità nella pratica di tali sport (Street SUP/Surfskating), quella continuità che fatalmente manca nel SUP Surfing ma che ora, come per magia, si è materializzata grazie alle sue varianti a secco. I benefici da esse apportati a livello tecnico, fisico ed in termini di appagamento sono lì a ricordarmi che ogni singolo euro già speso e che spenderò per esse sarà stato investito bene, senza se e senza ma. E ora? E’ in fondo il titolo del paragrafo finale di questo articolo. E ora … beh … ho tante idee, tante cose da provare nelle mie prossime session e la notizia bomba – per me … - è che alcune di esse non hanno nulla o hanno poco a che fare con la tecnica di SUP Surfing. Chi ha avuto la pazienza di seguirmi sin qui può immaginare quanto ciò possa crearmi un minimo di – la sparo molto grossa – travaglio interiore  ma devo riconoscere che accanto allo Street SUP, il Surfskating ha assunto per me i connotati di uno sport a sé stante, una autentica passione da nutrire non solo con la pratica ma anche con la ricerca di spot e materiali migliori. Non finisce qui, comunque. Il Surfskating ha scatenato a sua volta un enorme interesse per lo Skateboarding, particolarmente il Longboarding. Come per la MTB, mi piacciono le discese e la tentazione di poterle percorrere con un longboard sta diventando irresistibile. Ovviamente, sarei un folle se prima di cimentarmi nel Longboarding non integrassi il mio skill con tecniche di slide, speed check e frenata, sulle quali sto comunque già lavorando, sia su tevole Carver che sul mio primo Longboard vero e proprio. In conclusione, lo Street SUP, oltre ad essere divertentissimo ed utilissimo ai fini del miglioramento della mia tecnica di SUP Surfing, ha avuto il merito di schiudermi le porte di un mondo che merita di essere esplorato: quello del Longboarding con le sue sfaccettature, come il Downhill ed il Long Distance Pumping o LDP. Sono fermamente convinto che anche la sua pratica non potrà che avere risvolti positivi sul mio skill in acqua! Vi do quindi appuntamento al mio prossimo articolo in cui inizierò a parlare di customizzazioni ed un briciolo di tecnica, non, sia chiaro, da “saputello” ma dal punto di vista del principiante entusiasta che intende condividere le sue esperienze con coloro che intendono cimentarsi nello Street SUP/Surfskating. Stay tuned!

Firmato: un entusiasta Street SUPper/Surfskater.

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Commenti   

 
#8 manrik 2015-06-10 13:42
mark....sei un faro nella nebbia!!! ieri mi sono comprato il damonsta...figa ta pazzesca!!! complimenti per il blog...ormai sono tre anni che ti seguo...ed ho comprato sup e skate! ( adesso non uscire con altre novità che sono al verde!!)
 
 
#7 mark 2015-04-15 06:46
@Gianni: sì è proprio quello!
@picchio71: grazie! Credimi sulla parola se ti dico che scoprirai un mondo bellissimo, per giunta poco soggetto alle bizze del tempo!
 
 
#6 picchio71 2015-04-14 22:20
Ottima descrizione e video , COMPLIMENTI !!! il pro e che mi fai aumentare la voglia di iniziare con questo tipo di allenamento ;-)
 
 
#5 gianni_m 2015-04-14 14:48
Il parcheggio è a Foce Verde!!! ;-)
 
 
#4 mark 2015-04-14 13:25
Citazione:
Complimenti vivissimi per il blog
Grazie di cuore. Un mio amico ha il Flying Manta e ne parla molto bene. Il calcetto per gli infortuni è micidiale! Ovviamente auguri di pronta guarigione.
 
 
#3 sup_remo 2015-04-14 08:27
Complimenti vivissimi per il blog . Io mi sono comprato un Carver Flyng Manta usato ma non posso ancora farci i primi giretti per un infortunio alla spalla che mi sono procurato giocando a calcetto . Non vedo proprio l'ora così come di tornare in acqua .
 
 
#2 mark 2015-04-14 06:39
Grazie Max! Non è che questo sport mi sta prendendo ... Di più! :-)
 
 
#1 M@x 2015-04-13 23:16
Complimenti Mark bel video.. pieno di entusiasmo!!
Anche io ho momentaneamente abbandonato il paddle sto andando solo su surfskate e piano piano arrivano i piccoli progressi..
:D
Max.
 

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