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Surfskate/Street SUP. Muoviamoci!

Inserito in Street SUP

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Sembrerebbe banale affermarlo, ma la prima cosa che dobbiamo apprendere su un surfskate o skateboard in generale è … spingerlo in velocità.

Per farlo possiamo certamente contare sull’aiuto del land paddle, che all’occorrenza può fungere anche da freno e da mezzo di appoggio. Per esperienza personale, posso garantirvi che se non avete mai messo piede su uno skateboard, l’uso del land paddle può effettivamente rendere molto più semplice e sicuro l’approccio a tale sport, oltre che ad essere più funzionale al miglioramento della tecnica di SUP Surfing.

Land Paddle

Oltre al land paddle, si potrebbero sfruttare leggerissime pendenze per guadagnare l’abbrivio di cui abbiamo bisogno, e quindi la forza di gravità, ma ciò non è certo raccomandabile ad un principiante. Infatti, le tavole Carver ed i surkskate similari sono molto instabili in discesa ed in ogni caso, prima di percorrere pendenze, anche quelle meno ripide, occorre necessariamente apprendere le tecniche di controllo della velocità (Speed Check, Slide ecc.). Esiste poi anche un’altra tecnica di lancio - se mi consentite il termine - che consiste nel mettere a terra lo skate in movimento e salirci sopra mentre esso ha già guadagnato un buon abbrivio. Facile, no? No … Si tratta di una tecnica piuttosto difficile da apprendere e mi riprometto in ogni caso di approfondirla in futuro. Fermo rimanendo quindi il suggerimento che dò a tutti, cioè di impiegare all’inizio il land paddle per muovere i nostri primi “passi” skateboardistici, dovremo necessariamente apprendere le due tecniche di spinta del Pushing e del Pumping. Prima di esaminarle nel dettaglio, vorrei da subito precisare che esse sono del tutto complementari, nel senso che si possono e sotto certi aspetti devono alternare. Fra l’altro, adottare una o l’altra a seconda del momento potrà migliorare la qualità di ogni nostra session.  E’ arrivato quindi il momento di descrivere separatamente queste due ultime tecniche iniziando da quella del Pushing.

 

  • Pushing  

Pushing

Quante volte abbiamo visto uno skater con un solo piede sulla tavola, tipicamente l’anteriore della sua stance, e spingere con quella posteriore a terra per guadagnare velocità? La tecnica del Pushing consiste proprio in questo. In sostanza è il metodo di spinta adottato anche, ad esempio, dai pattinatori, solo che in questo caso si alternano continuamente la gamba di appoggio e quella di spinta. Ma vediamo ora come mettere in pratica il Pushing sul nostro surfskate. Avviciniamoci lateralmente al truck anteriore della tavola, a destra nel caso di stance Regular, a sinistra in caso contrario. Posizioniamo quindi il piede della gamba anteriore della nostra stance (sinistra per i Regular, destra per i Goofy) in corrispondenza del truck anteriore longitudinalmente a metà larghezza del deck dello skate. Nel frattempo l’altro piede poggia ancora a terra, più arretrato rispetto a quello che abbiamo posizionato sulla tavola. A questo punto, assumiamo una postura sufficientemente compatta con schiena inarcata in avanti e gambe piegate, in particolare quella del piede che abbiamo posizionato sullo skate. Per il massimo equilibrio vi raccomando di allineare la punta del piede che poggia sulla tavola al ginocchio della stessa gamba e al naso. Siamo quindi pronti a spingere con il piede a terra per iniziare a guadagnare l’abbrivio. Una volta che iniziamo a muoverci con la tavola, è essenziale mantenere tale assetto con il busto in asse sullo skate stesso e naturalmente guardare nel senso di marcia. Già raggiunta una velocità minima, sarà possibile richiamare quello che era il piede di spinta sulla tavola. Esso andrà posizionato preferibilmente sul kicktail mentre il piede di appoggio nella fase di spinta, quello anteriore, andrà ruotato e posto questa volta verticalmente rispetto all’asse della tavola, poco dietro il truck anteriore o sopra di esso (mai davanti!). Assunta quindi di fatto la surfing stance sulla tavola in movimento, siamo finalmente pronti a guadagnare ulteriore velocità con la tecnica del Pumping. Prima di analizzare nel dettaglio questa seconda tecnica, vorrei parlarvi brevemente di quelli che sono gli errori più comuni che si possono commettere nel Pushing, oltre che di alcune forme di allenamento specifico mirate al miglioramento di tale tecnica.

Errori
1) non mantenersi centrati con il peso sulla gamba di appoggio durante la spinta. Lo ripeto ancora una volta: allineare (mantenendo una postura sufficientemente compatta) la punta del piede al ginocchio al naso consente di massimizzare l’equilibrio su una sola gamba;
2) non assumere una postura compatta;
3) non guardare in avanti.

Allenamento specifico. Il primo esercizio consiste nell’assumere la posizione di partenza richiesta dalla tecnica del Pumping (gamba di appoggio sulla tavola, e di spinta a terra) e, dopo aver sollevato la gamba di spinta, mantenersi in equilibrio sulla tavola. Il secondo esercizio non richiede l’uso della tavola e si effettua simulando il movimento di spinta rimanendo bilanciati sulla gamba di appoggio, ovviamente poggiata nella fattispecie a terra. Posso garantirvi che questi due esercizi saranno in grado di migliorare molto la vostra tecnica di Pushing.  

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Training

  • Pumping

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Partire da fermi con la tecnica del Pumping su un surfskate in assenza di una pendenza non solo è difficile ma è anche molto brutto a vedersi. D’altro canto, su tale tipologia di skateboard sfruttare la tecnica del Pumping è possibile anche a bassissime velocità, cosa molto difficile, se non impossibile, su skate tradizionali. Ma prima di addentrarmi sulla tecnica del “pompaggio”, lasciatemi rispondere alla domanda che molti principianti possono porsi: da dove nasce la differenza che rende il Pumping enormemente più efficiente su un surfskate piuttosto che su uno skateboard tradizionale? Se mi avete seguito fino ad oggi sapete che la risposta risiede nella estrema mobilità dei truck dei surfskate, in particolare di quello anteriore. Quando parlo di mobilità, intendo quella radiale e torsionale di tali truck. In questo modo, lo spostamento alternato del peso dello skateboarder dalle punte ai talloni e viceversa, che è alla base della tecnica del Pumping, consente di accumulare e rilasciare dinamicamente una maggiore energia che si tramuta poi in velocità di andatura. Ho appena parlato di spostamento alternato del peso dalle punte ai talloni. Esso viene trasferito alla tavola inizialmente in termini di movimento torsionale (rollio) assecondato contemporaneamente dalla parziale rotazione del truck anteriore nel verso della torsione stessa. Per meglio chiarire, nel momento stesso in cui, ad esempio, uno skateboarder con stance regular scarica il peso sui talloni, il deck della tavola piegherà sul rail destro. Al contempo il truck anteriore ruoterà di alcuni gradi verso destra. A questo punto, la combinazione skateboarder e skate avranno accumulato energia che verrà liberata trasferendo il peso questa volta sulle punte. Pensiamo ad una molla che viene inizialmente compressa, brevemente trattenuta e poi libera di tornare allo stato iniziale. La differenza è che innescando il movimento contrario, non solo trarremo vantaggio, in termini di spinta, dalla iniziale compressione, ma tenderemo dinamicamente ad innescarne un’altra. Questa volta la tavola subirà una torsione assiale sul rail opposto ed il truck anteriore asseconderà questo spostamento del peso, facilitato dall’energia accumulata precedentemente, ruotando a sinistra. A costo di ripetermi, vi posso garantire che, dopo aver guadagnato un minimo di abbrivio (con la tecnica del Pushing o con il land paddle, non importa …) anche piccolissimi ma frequenti spostamenti alternati di peso dalle punte ai talloni vi consentiranno di mantenere e addirittura guadagnare velocità, a patto di muoverci su superfici piane. D’altro canto, tutta una serie di movimenti sinergici aggiuntivi possono rendere tale tecnica così efficace da consentirci di percorrere salite anche piuttosto ripide. Il primo è quello che contempla il piegamento e successiva distensione delle gambe. In questo caso è il nostro corpo a fungere da molla che si comprime e distende, scaricando energia sui piedi. Se ci pensate è questa la tecnica di Legs Pumping adottata dai surfer e SUP surfer esperti. La differenza è che su un surfskate il peso andrà scaricato ora sulle punte ora sui talloni mentre su una tavola da surf o su una SUP surfboard questi piegamenti e distensioni sono più che sufficienti per trasmettere energia alla tavola e consentirci quindi di anticipare, mantenere ed incrementare le sue capacità di planata anche su sezioni non eccessivamente ripide. La domanda che a questo punto possiamo farci è la seguente: è possibile migliorare ulteriormente l’efficienza del Pumping aggiungendo altri movimenti sinergici del corpo alla … equazione? Pensiamoci un attimo. Ci siamo concentrati sulle punte ed i talloni e poi sulle gambe. Ed il busto e le braccia? Ecco, proviamo ad aggiungere al piegamento e distensione delle gambe la rotazione del bacino/busto e delle braccia nel verso un cui scarichiamo l’energia sulla tavola, ora le punte, ora i talloni e saremo in grado di guadagnare la massima velocità. In effetti, sommare tutti questi movimenti porta automaticamente a massimizzare l’efficienza di tale tecnica, fermo rimanendo che proprio per questo essa può risultare piuttosto faticosa. E’ solo dopo aver appreso questa tecnica che sarete in grado di risalire pendenze di tutto rispetto. Come già fatto per il Pushing, vengo ora ad illustrare quelli che sono a mio avviso gli errori più comuni che possono essere commessi “pompando” il nostro surfskate oltre a suggerire alcuni esercizi per meglio apprendere/migliorarsi in tale tecnica.

Errori
1) non guadagnare un minimo di abbrivo prima di “pompare” la tavola. Lo ripeterò fino alla noia: raggiungere un minimo di velocità, aiutandoci con il land paddle ovvero con il “Pushing”, è raccomandato per poter “pompare” lo skate!
2) non guardare nel verso di marcia;
3) non assumere una posizione compatta con le gambe e la schiena piegate. Più basso è il baricentro migliore è l’equilibro! Per quanto riguarda gli esercizi specifici, mi sento di consigliarvene uno. Esso consiste nel salire sulla tavola assumendo la surfing stance (quella di andatura) e, da fermi, trasferire alternativamente il peso dalle punte ai talloni e viceversa.

 

  • Conclusioni

Non si scappa: una volta acquistato un surfskate, dobbiamo essere in grado di portarlo in velocità in modo efficiente. Come abbiamo visto, ciò può essere fatto impiegando alcuni tool, sfruttando discese ed apprendendo le tecniche del Pushing e del Pumping. Quest’ultima è quella che sfrutteremo per gran parte del tempo che spenderemo sul nostro Carver o tavola similare ed è in definitiva quella che, una volta appresa correttamente, ci consentirà di migliorare le nostre performance in acqua. Inoltre, come ho scritto in precedenza, essa ci permetterà di spostarci lungo salite anche piuttosto ripide, che un giorno vorremmo poter discendere in sicurezza. E’ proprio questo l’argomento che affronterò nel mio prossimo contributo al surfskate/Street SUP blog, parlandovi delle tecniche di controllo di velocità, il cui apprendimento è assolutamente indispensabile se si vogliono praticare spot caratterizzati da pendenza, ovviamente entro certi limiti ed adottando sempre tutte le cautele del caso. Proprio a tal proposito concludo ricordando che il Surfskate/Street SUP è uno sport straordinariamente divertente e formativo ma le cadute si pagano, a volte a caro prezzo! Indossare tutte le protezioni, fare quello che mi piace definire “giro di ricognizione” sugli spot frequentati e soprattutto non voler strafare sono solo alcune delle raccomandazioni da adottare nella pratica di tale sport. Have fun but, please, stay safe!

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