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07/10/2020

Inserito in Carl Vader Blog

Spot: Cancun Foce Verde Latina
Vento: Ponente 28/40 Nodi
Onda: 2.5 m
Tavola: Firewire Hellfire 5’8
Ala: RRD Religion 6 m

Back home! Prima session dopo il bellissimo surf trip in Sardegna. Oggi è previsto il passaggio di una veloce perturbazione atlantica con venti di Ponente/Maestrale oltre i 35 Nodi ed onde tra i 2 ed i 3 metri. Proverò per la prima volta la tavola Firewire Hellfire, ormai non più presente in catalogo ma che ha il vantaggio di poter essere dotata di straps molto utili in condizioni di swell close out e vento forte. SI tratta di uno shape disegnato da Felix Pivec che prevede la possibile configurazione thruster e quad fins, sono davvero curioso di provarlo. Oggi adotterò la configurazione tri fins (Thuster). Quando giungo presso lo spot rimango sorpreso dall’elevatissimo numero di windsurfisti in acqua, non ne vedevo al Cancun così tanti da anni. Ed i kiters? Solo due ed entrambi prossimi al rientro in spiaggia. Strano. Il vento soffia forte tanto da nebulizzare l’acqua del lip delle onde che, nei set più grandi, superano abbondantemente i 2 metri.  Purtroppo il vento soffia side off coprendo il primo tratto di mare. Eccomi finalmente in acqua con la nuova tavola. La prima impressione è che sul chop è morbida, una dote che apprezzo molto poiché quando nel mio home spot il mare è agitato il choppone è sempre presente. Eseguo la prima virata al largo quasi cadendo a causa della reattività della tavola nella orzata. Finalmente eccomi sulla prima parete. La Hellfire è veloce e rischio di andare troppo avanti al face. Rallento ed imposto il bottom turn constatando la enorme reattività alla pressione dei piedi, fattore comune a tutte le tavole Firewire da me possedute (Vader, Evo, Vanguard). Il cut back è un sogno, affetto il lip come con una mannaia, ma la discesa dell’onda risulta un pochino tecnica poiché il nose della tavola non possiede una grande area e risulta piuttosto appuntito. Mi abituo rapidamente a questo inusuale shape che distingue decisamente la tavola dalle altre kite surfboard da me possedute dotate di una parte frontale più ampia e da una prua meno appuntita. Durante le varie surfate mi viene naturale una riflessione, con questa prua la tavola consente una maggiore radicalità nel cut back, è come se la tavola fosse più corta pur mantenendo le caratteristiche di una tavola tradizionale. Dopo un’ora di puro divertimento ed adrenalina, il vento gira ancora di più da terra tanto che a fatica riesco, scadendo sottovento, a raggiungere la costa. Commetto l’errore di non attendere poiché il Maestrale subisce, dopo venti minuti, un nuovo giro a Ponente, tornando così a soffiare con una buona intensità e senza coperture sotto costa. Ma ormai ho piegato l’ala e tolta la muta, d’altro canto la session è stata molto divertente e, dal punto di vista del puro surfing, concreta. La tavola mi è piaciuta moltissimo e completa le altre tre Firewire del mio quiver che non hanno la possibilità di montare le straps e che si orientano alla surfata su onde medio piccole.
Aloha and Godspeed

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01/10/2020

Inserito in Carl Vader Blog

Spot: Rena Majore, Sardegna
Vento: Ponente 12/20 Nodi
Onda: 0,7 m
Tavola: Flysurfer Radical 6 128
Ala: Flysurfer Sonic 3 11 m
Sardegna surf trip nr. 2 2020 day 13

Il mese di Ottobre non poteva iniziare meglio poiché il fantastico spot di Rena Majore offre buone condizioni per la pratica dell’airstyle. In realtà commetto un errore poiché potendo scegliere tra il Sonic 3 13 m e l’11 m scelgo quest’ultimo basandomi sulla errata percezione della intensità del vento che tutti i forecast davano in aumento nel pomeriggio. Insomma con l’11 m avevo, durante l’esecuzione di alcuni airstyle tricks, poca “ciccia”. A quel punto da vecchio lupo di mare invece che cambiare ala sono andato a cercarmi le aree dello spot dove il lofting era più elevato; in generale quando la costa è alta ed il vento gli sbatte contro quasi perpendicolarmente, si crea una sorta di pulsione di ritorno che magicamente consente di aumentare sia l’hang time che il lift dei salti. Non solo, la profonda gola creata dal piccolo torrente sulla destra dello spot è tale da creare un effetto venturi che, di fatto, è tale da incrementare la forza del vento. Grazie alla profonda conoscenza delle dinamiche che animano lo spot riesco a chiudere un grande numero di tricks anche con rotazioni multiple e board off. Da notare che Rena Majore non è per un neofita uno spot ideale per la pratica dell’airstyle a causa della presenza di un fastidiosissimo choppone tale da alterare la regolarità e l’ottimale fasamento temporale degli stacchi, ma ormai ci ho fatto l’abitudine. Qui ho appreso alcuni nuovi tricks forse perché la bellezza straordinaria di Rena è per me fonte di ispirazione. Non mi stancherò mai di dirlo Rena è uno degli spot più belli del pianeta così come la costa dell’Aglientu che offre altri luoghi semplicemente straordinari, Cala Pischina, Marina delle Rose e Vignola.
Aloha and Godspeed